Vie d'acqua, Milano (progetto Expo 2015)

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Progetto

Le "Vie d'acqua" sono state tra i progetti del master plan che nel 2008 consentirono a Milano l’aggiudicazione di Expo 2015, che eppure non saranno realizzati entro l'inizio dell'evento.

La realizzazione dei canali, al 2014, non risulta in ritardo per il completamento entro la scadenza prevista, e rischia inoltre di rimanere incompiuta.

Il progetto delle Vie d’acqua, che prevedeva un insieme di interventi di valorizzazione paesaggistica e ambientale degli spazi aperti nella cintura ovest della città, del Naviglio Grande, del Canale Villoresi, degli storici fontanili e più in generale del reticolo idrico, era già stato ridimensionato dopo il 2008 e l’investimento previsto nel progetto preliminare era passato da 331 milioni di euro a 120 milioni, necessari per collegare il canale Villoresi a nord con il Naviglio grande a Sud passando attraverso il sito Expo, fino alla Darsena, il vecchio porto di Milano da anni in stato di abbandono.

Nell'ultima versione del progetto le Vie d’acqua risultavano così ridotte a un canale irriguo lungo 20 km accompagnato da piste ciclabili. Nel tratto sud avrebbero dovuto attraversare il Bosco in città, il parco delle Cave, il parco di Trenno, il parco Pertini.

Proteste e presidi di associazioni ambientaliste quali No canal, No Expo, Cambia canal, hanno rallentato i lavori, fino ad ottenere una nuova limitazione del progetto che prevede la realizzazione ridotta a una pura opera idraulica che non interessa i parchi della corona 
urbana ovest di Milano, ma che potrà comunque garantire il flusso d’acqua verso la
 Darsena e di svolgere una funzione irrigua per il sistema
 agricolo milanese”.


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E' previsto quindi che delle Vie d’acqua inizialmente programmate rimarrà il canale a nord, dal Villoresi al sito di Rho-Pero. A sud invece verrà valutata la possibilità di utilizzare tubazioni sotterranee per far defluire l’acqua che creerà l’isola su cui sorgeranno i padiglioni.

La diffida del 2012

Una diffida ad Expo Milano 2015 "per evitare sprechi e garantire ricadute positive sul territorio in relazione alla realizzazione del progetto 'Vie d'acqua'" è stata sottoscritta a maggio 2012 dai consiglieri comunali Enrico Marcora, Edoardo Croci e Marco Cappato in rappresentanza di Milanosimuove, Empio Malara Presidente associazione Amici dei Navigli, Pier Giuseppe Torrani, presidente di Aim, Associazione interessi metropolitani.

"I fondi destinati alle Vie d'acqua vanno investiti in progetti che lascino un' eredità positiva, duratura e sostenibile sul territorio. L'attuale "canaletto", in parte intubato, per portare l'acqua al sito con finalità "decorative" non risponde a questa logica e comporta costi eccessivi rispetto a soluzioni alternative che andrebbero meglio esplorate", avvertivano i soggetti firmatari della diffida, che hanno proposto di :conservare il passaggio d'acqua previsto nel "Progetto preliminare Expo Milano" nel ruolo limitatamente agricolo che gli è proprio per una spesa quantificabile in Euro 20.000.000 circa; confermare la disponibilità finanziaria per la sistemazione della Darsena di Milano per Euro 15.000.000 circa; destinare la residua somma: a) alle finalità del completamento delle opere idroviarie necessarie alla riapertura della tratta Locarno - Milano - Venezia, con priorità per il ripristino della navigazione fluviale lungo la prima tratta che collega la Darsena di Milano a Malpensa, di importanza strategica sotto i profili economico, turistico, ambientale e della mobilità locale; b) alla riapertura dei Navigli per restituirli alla cittadinanza e alla comunità come un "valore aggiunto" durevole alla qualità della vita nella Città di Milano, in particolare dando compiuta realizzazione ai progetti già esistenti e ponendo in essere uno studio tecnico approfondito per la riapertura del sistema dei Navigli milanesi; attivarsi presso le competenti sedi istituzionali anche comunitarie per il reperimento delle ulteriori risorse finanziarie; apportare le dovute modifiche e integrazioni al dossier di registrazione presso il BIE.

I promotori hanno inviato la diffida all'a.d. di Expo Giuseppe Sala, all'allora presidente del Consiglio Mario Monti, all'ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, al presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ed ai rappresentanti delle istituzioni e dell'azionariato della società Expo. L'iniziativa ha contribuito a optare per la revisione del progetto.


Costi

I preventivi dell'opera continuano a variare, il costo totale a causa del ridimensionamento del progetto si è abbassato (da 331 milioni di euro a 120 milioni, ma ci circolano diverse stime), tuttavia le continue revisioni del progetto provocheranno il pagamento di penali elevate con spreco di risorse pubbliche ulteriori, rispetto a quelle infatti già impiegate negli interventi e nelle strutture che rimarranno incompiute a causa della stessa riduzione del progetto a lavori avviati.


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Marzo 2014

A Marzo 2014, a poco più di un anno dall'avvio di Expo, nessuna soluzione definitiva risulta adottata per vie d'acqua. Si aggiunge però l'ipotesi di un possibile frazionamento del progetto: subito gli interventi sufficienti per irrigare il sito espositivo da lì ad un anno, e dopo il 2015 forse il completamento dell'opera complessiva, utile alla riqualificazione della città e delle sue aree verdi.

La costruzione del grande canale previsto di raccordo con la Darsena, a Sud della città, lungo 12 chilometri che avrebbe dovuto attraversare alcuni dei principali parchi cittadini nell'area Ovest di Milano, è bloccata dal Comune di Milano e dalla società di Expo per effetto delle contestazioni dei comitati cittadini ambientalisti

Rimane così irrisolto il problema di portare l'acqua al sito espositivo, progettato in funzione del corso d'acqua, collegando il sistema idrico dell'area di Rho al canale Villoresi, a Nord di Milano. Questa prima parte del progetto deve quindi per forza essere garantita e pertanto il commissario unico all'evento Giuseppe Sala ha assicurato che «il sito avrà l'acqua e troveremo una soluzione, se serve, poco impegnativa per far uscire l'acqua reflua dall'Expo». Si pensa dunque al canale scolmatore dell'Olona, o a dei pozzi circostanti. «Non si tratta certo della soluzione ottimale, ma per ora dovremo vedere. A breve una decisione, non abbiamo molto tempo».


Maggio 2014: aperta l'inchiesta, chiudono i cantieri

Il 14 maggio 2014, i comitati «No Canal» erano pronti a fermare la ruspa arrivata di mattino al cantiere delle vie d’acqua al parco di Trenno, finché gli operatori, scortati dalla polizia, non hanno fatto ciò che i manifestanti si erano ripromessi di fare nel weekend: coprire lo scavo del canale all’altezza del cimitero degli Inglesi. Gli scavi sono stati ripristinati e il cantiere, dove sarebbe dovuta correre la tratta sud del canale di collegamento dal sito di Expo alla Darsena di Milano, chiuso.

Contestato da mesi dai residenti, il progetto rientra nelle carte giudiziarie dell’inchiesta giudiziaria sugli appalti di Expo. [1] La gara per l’infrastruttura era stata vinta da un raggruppamento di imprese guidato dalla vicentina Maltauro. Amministratore delegato del gruppo, è Enrico Maltauro, tra i sette arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano.

Il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, ha spiegato che «con il sindaco Pisapia stiamo valutando cosa fare. Non è questione di dentro o fuori: ci sono problematiche tecniche e amministrative molto delicate». Tuttavia, la copertura dello sbancamento presso il Parco di Trenno risulta un imprevisto un dietrofront dato che, secondo l’ultima versione del progetto approvata dal cda di Expo il 6 maggio 2014, nel parco sarebbe stato scavato un canale interrato. Si prospetta così il problema riguardo a dove scaricare ora l’acqua che arriverà al sito espositivo, con I «No Canal» che si sono dichiarati pronti a mettersi di traverso anche all’ipotesi che vada nell’Olona.

Il sindaco di Milano Pisapia, che aveva pubblicamente confermato la determinazione a procedere nella realizzazione dell'opera anche a fronte delle opposizioni ambientaliste, ne aveva sottovalutato l'organizzazione.


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Fonti

http://www.expo2015.org/it/cos-e/perche-milano-/vie-d-acqua

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/26/expo-milano-vittoria-dei-comitati-no-canal-stop-alle-vie-dacqua-nei-parchi-in-zona-ovest/894972/

http://www.affaritaliani.it/milano/expo-vie-acqua-diffida-sprechi-eredita170712_mm_277037_mmc_1.html

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-03-22/expo-vie-d-acqua-senza-soluzione-081915.shtml

http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2014/05/11/1063798-Vie-acqua-expo-tangenti.shtml