UNIRE - Unione Nazionale Incremento Razze Equine

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Con legge 15 luglio 2011 n. 111 l'UNIRE - Unione Nazionale Incremento Razze Equine – organismo statale che gestiva il settore ippico, è stato trasformato in Agenzia per lo sviluppo del settore ippico – ASSI, organismo anch’esso soppresso con legge n. 135 del 7 agosto 2012, e conseguente trasferimento delle sue funzioni al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ed all’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Dal 2002 al 2007, la gestione di UNIRE è affidata da Gianni Alemanno a Franco Panzironi, in seguito nominato dallo stesso Alemanno Amministratore delegato di AMA Roma S.p.a. - Azienda Municipale Ambiente – per la gestione della quale risulta indagato a seguito di 841 assunzioni irregolari[1] (sono emersi inoltre dati riguardanti consulenze ingiustificate e dai compensi ingenti).[2] Durante la gestione 2002-2007, l’assunzione del personale di UNIRE è affidata ad un’unica società fornitrice, senza che vi sia alcun bando di gara per l’attribuzione dell’appalto, come invece vorrebbe la disciplina degli enti pubblici. Tutte le assunzioni avvengono per chiamata diretta, da un’agenzia che ne ha l’esclusiva: tale agenzia è “Obiettivo Lavoro”, società in cui è confluita poi la società “Lavoro Temporaneo” già di proprietà dello stesso Amministratore delegato di UNIRE. Dal 2003 al 2006, l’Ente mette in bilancio spese 1 milione e mezzo circa di euro per contratti esterni e maxi-consulenze, tra le quali, nel 2003, quelle all’on. Alessandro Galeazzi (già percepente lo stipendio da parlamentare) ed il contratto a Riccardo Acciai [3], compensi ritenuti poi illegittimi dalla Corte dei Conti del Lazio. [4]

La cattiva gestione di UNIRE da parte della dirigenza, emerge anche dai dati riguardanti il «Mancato incasso di minimi e quote di prelievo dalle agenzie ippiche e l’erronea previsione delle entrate, sotto forma di proventi dalle scommesse sovrastimati in fase di bilancio di previsione. Errori costati 10,293 milioni di minori entrate nel 2004; 18 milioni nel 2005 e 26 milioni nel 2006. Bilanci irregolari, come quello preventivo del 2006 che riporta residui attivi per 93 milioni, dei quali 68 milioni risultano incassati nel 2005 e altri 15 milioni sembrano inventati. E risultati passivi di ogni esercizio dal 2002, senza contare il tentato sconto (consuntivo 2005) di 86 milioni alle agenzie ippiche sui canoni tv non pagati, con un protocollo d’intesa dagli effetti retroattivi.» [5]

Ancora dell’allora Amministratore Delegato di UNIRE l’iniziativa di promuovere un canale satellitare interamente dedicato all’ippica, con la trasmissione di servizi e dirette TV. Una scelta che costa all’Ente 30 milioni di euro per la messa in onda sul canale 220 di Sky. [6] Pagati dall’UNIRE durante il periodo di amministrazione 2002-2007, anche 1,5 milioni di euro (attraverso acquisizioni di servizi a prezzi superiori rispetto a quelli di mercato) per Talk Show sull’ippica condotti da Bruno Vespa. [7]

Franco Panzironi nel corso della sua amministrazione opera un aumento al proprio stipendio, [8] si auto attribuisce premi di produttività, ed arreda il suo ufficio con una spesa rilevante per l’Ente. [9]

Diramazione diretta di UNIRE è Unirelab S.r.l.[[10]], società interamente statale, ora sotto il diretto controllo del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) in seguito all’abolizione dell'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico-Assi. Unirelab è l’unico Ente autorizzato all’effettuazione delle analisi antidoping; la società è stata al centro di diversi provvedimenti in seguito alla gestione poco trasparente che l’ha contraddistinta nel tempo.

Nel 2007, Franco Panzironi viene rimosso dall’incarico presso UNIRE, lasciando l’ente con un deficit superiore ai 100 milioni euro e diverse pendenze legali. [11] Tuttavia essendo stata avviata una procedura di recesso consensuale del contratto, Panzironi ebbe diritto per Legge, a fronte del ricco contratto in essere fino al 2008, ad una "buonuscita" di circa 300 mila euro. [12]