Teatro Nuovo di Giarre (Catania)

Da WikiSpesa.
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Progetto

Avrebbe dovuto in realtà diventare più di un teatro, un "polo multifunzionale" nei progetti delle amministrazioni che si sono succedute dal 1952, quando il progetto venne avviato.

Il consiglio comunale decise di dotare la cittadina, a una ventina di chilometri a nord di Catania, di un nuovo e avveniristico complesso teatrale, vi erano in realtà già tre cinema e un teatro che si pensava potessero soddisfare un palcoscenico dei 15 mila giarresi di allora. Tuttavia il progetto ebbe inizio, non invece una fine: al 2014 l'opera si presenta infatti incompiuta.


Costi

Nel 1956 veniva approvato il progetto dal noto ingegner Leonardo Cannavò, per una spesa di un miliardo e 725 milioni di lire. Due anni più tardi, nel 1958, cominciavano i lavori. Nel 1964, il teatro non ancora finito aveva eppure già bisogno di una «manutenzione ordinaria», costata l'equivalente di 420 milioni di lire (stima del 2002), quindi di circa 210mila di euro. Trascorsero altri quattro anni e nel 1968 serviva una «variante» per un costo equivalente a 189 milioni di euro. Ulteriori spese nel 1969 che corrisponderebbero a un valore di 17mila euro , 380mila euro nel 1974, 1,5 milioni di euro nel 1987. Complessivamente: nove miliardi di lire, pari a oltre quattro milioni e mezzo di euro.

Un giorno, racconta un articolo del 2002 del Corriere della Sera [1], giunse sul luogo della costruzione, per una perizia, l'architetto Pier Luigi Nervi: "Il celebre architetto guardò, ispezionò, piegò le labbra in una smorfia e disse, schifato dalla scoperta che avevano ignorato (là, sotto l' Etna!) anche i criteri antisismici: «Potete fare una cosa sola: buttarlo giù». Sì, ciao: con tutti i soldi che aveva portato e che poteva ancora portare? E' ancora lì.", commentava l'autore dell'articolo, Antonio Stella.

Al 2014 il teatro è effettivamente dove si trovava, non è stato abbattuto ma ha continuato a ricevere finanziamenti per il completamento, per ultimo nel 2014.

==2013, ancora un finanziamento: «Ora o mai più, questa è la volta buona»

A marzo 2014 è stato siglato il contratto di quartiere che interessa la zona di via Teatro, la riqualificazione di piazza De Andrè, ex Campo Santo Vecchio, i lavori nel Duomo, la chiesa principale della città, e la musealizzazione del palazzo della Cultura. Il programma di interventi prevede anche la sistemazione del teatro nuovo, anche se divenuto la più vecchia delle incompiute giarresi .

Dei 4 milioni e mezzo del finanziamento totale, quasi la metà, circa 2 milioni di euro, è destinata al capitolo “teatro”. Basteranno questa volta, si chiedono i commentatori locali tra ironia e indignazione? Pina Leonardi, ingegnere e responsabile unico del procedimento del contratto di quartiere, ne è convinta: «L’edificio non ha problemi strutturali – sostiene – il completamento prevede la messa a norma, la realizzazione dell’impianto idrico, elettrico ed antincendio e l’arredamento». I tempi di lavoro stabiliti sono di 546 giorni. «Per ogni giorno in più – assicura Leonardi – scatteranno le penalità previste dalla legge».



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«Ora o mai più, questa è la volta buona», è stato uno dei commenti pronunciati in occasione del sopralluogo all’interno del teatro effettuato dalla IV commissione consiliare, presieduta da Angelo Spina, insieme con l’assessore allo Spettacolo, Piera Bonaccorsi.

Come hanno spiegato i tecnici della ditta appaltatrice, l’edificio, realizzato in muratura è in buone condizioni se si considerano i terremoti, gli agenti atmosferici e le conseguenze dell'abbandono e delle ruberie che ha subito. «I lavori prevedono, tra l’altro, la messa a norma degli impianti idraulico ed elettrice – dice Spina – l’attivazione dei condizionatori, la videosorveglianza e la collocazione delle poltroncine. Al momento in cui saranno ultimati la struttura sarà funzionante. A nostro avviso questo teatro porterà risorse economiche alla nostra città, senza contare che sarà un’incompiuta in meno. Occorre puntare sulla sua valorizzazione culturale e sul suo sfruttamento economico e, quindi, iniziare a pensare alla gestione che, a nostro avviso, dovrebbe essere privata. L’esperienza del Palagiarre ci ha dimostrato che una struttura affidata ad una società privata funziona. Riteniamo che lo stesso sistema dovrebbe essere applicato per il teatro. Intendiamo incontrare l’amministrazione in proposito per capire se è sulla nostra lunghezza d’onda e pensare alla gestione del teatro anche prima della consegna dei lavori».

«Non avevo mai visto questo posto – dice l’assessore comunale allo Spettacolo, Piera Bonaccorsi – l’impressione che ho avuto è stata molto positiva. Per ora questo è un primo sopralluogo e abbiamo pensato solo alla struttura e al completamento dei lavori. Per il momento pensare alla gestione è prematuro. Conto di ritornare a visitare il cantiere al più presto per rendermi conto dell’avanzamento dei lavori e programmare, in anticipo, il futuro della struttura».


Il caso su Bloomberg Businessweek

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“Giarre ha 28 mila abitanti e il record nazionale di opere pubbliche incompiute” scrive l’inviato statunitense di Bloomberg Businessweek, Stephan Faris: “Sono venticinque, una ogni mille abitanti”.

Ma il caso del Tatro Nuovo non è l'unico ripreso dall'articolo apparso nell'aprile del 2012 ed evidenzia come a Giarre nonostante le piccole dimensioni del Comune si concentrino numerose altre incompiute, che definiscono il "portrait of italian dysfunction".


Giarre "Capitale delle incompiute": le altre opere mai ultimate

Il primato italiano delle opere pubbliche incompiute di Giarre è indiscusso se calcolato in proporzione agli abitanti: un'opera incompiuta ogni mille abitanti.


La sconcertante situazione è il risultato di sperperi sistematici concentrati principalmente negli anni '80, periodo nel quale l'espansione economica favorì la gestione clientelare e la facile concessione di finanziamenti pubblici, sullo sfondo di un opportunismo improduttivo dominante soprattutto nel Sud Italia.

Così, a Giarre opere inutili o persino bizzarre sono state finanziate e mai portate a termine.

Tra queste uno stadio per il Polo, non una tradizione siciliana e molto diffusa tra i 28mila abitanti della cittadina, costato 8 miliardi di lire; un anfiteatro con centro polifunzionale (1 miliardo di lire); una piscina comunale (5 miliardi di lire); un parcheggio multipiano da 200 auto (2 miliardi di lire); un CineTeatro (9 miliardi di lire), una Casa albergo per anziani (2 miliardi di lire); oltre a il Palazzo dei congressi, il Parco Chico Mendez, la pista per automobili radiocomandate di Trepunti e il mercato comunale dei fiori, per uno spreco complessivo di 100 miliardi di lire.


Fonti

http://catania.meridionews.it/articolo/9946/giarre-dentro-la-madre-delle-incompiute-lavori-al-teatro-consegna-entro-natale-2014/

http://archiviostorico.corriere.it/2002/gennaio/04/Giarre_anni_per_teatro_mai_co_0_0201043359.shtml

http://www.qds.it/11465-giarre-capitale-europea-dell-incompiuto-quando-gli-sprechi-sono-uno-spettacolo.htm

http://www.robertobonaccorsi.it/giarre-entro-lanno-il-teatro-incompiuto-sara-ultimato/

http://www.iodonna.it/attualita/primo-piano/2014/italia-spreco-opere-incompiutegallery-5082424443_6.shtml - center

http://wikimapia.org/30547089/it/Teatro-opera-incompiuta

https://www.youtube.com/watch?v=p0CZVaItTO4

http://www.blogsicilia.it/blog/giarre-capitale-dellincompiuto-per-sempre/27667/