Sicilia - Costi della Politica

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Corte dei Conti: "In Sicilia la politica più costosa d'Europa"

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In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2015 presso il Palazzo Steri di Palermo, la relazione annuale di Giuseppe Aloisio, procuratore della Corte dei Conti di Sicilia, descrive uno scenario allarmante sulla situazione siciliana, tanto da essere riportata da quotidiani locali e nazionali.

La relazione riporta un elenco di sprechi diventati oggetto d’indagine da parte dei magistrati contabili, con condanne per danno erariale che ammontano a 39 milioni di euro, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. E mentre le condanne raddoppiano, in crescita risultano anche i nuovi casi d’indagine


Rimborsi e fondi parlamentari

Tra i casi citati dalla relazione quello “del presidente del consiglio e della quasi totalità dei consiglieri dell’ex Provincia regionale di Catania, ai quali è stato contestato il danno complessivo di circa 450mila euro per l’illegittima utilizzazione dei fondi assegnati per spese di missione e di funzionamento, ritenute non compatibili con le esigenze istituzionali dell’organo consiliare”. La provincia etnea, all’epoca guidata da Giuseppe Castiglione, oggi sottosegretario, era finita al centro delle polemiche per i rimborsi a sei cifre chiesti e ottenuti dai suoi consiglieri: gagliardetti, t-shirt, bandierine, disegni in carta di papiro ed altri "accessori" pagati con fondi pubblici. Ancora maggiore la cifra che secondo i magistrati contabili sarebbe stata spesa in modo illegittimo dai gruppi parlamentari all’Assemblea regionale siciliana tra il 2008 e il 2012. Sono così finiti a giudizio i sette capigruppo, attualmente indagati dalla procura di Palermo, per “l’illegittima utilizzazione dei fondi assegnati, non riconducibili agli scopi istituzionali del’Ars, con la contestazione di un danno erariale di un milione e 925 mila euro”.


Gettoni di presenza: il caso di Agrigento

Oggetto della relazione dei magistrati contabili anche il caso dei gettoni di presenza. Aloisio ha citato il caso dei “consiglieri di un piccolo comune che hanno deciso di aumentare del 417 per cento il gettone di presenza: un danno di 650 mila euro circa”. Negli stessi giorni in cui è stata diffusa la relazione della magistratura contabile, è scoppiato un nuovo scandalo riguardante il Comune diAgrigento, dove il consiglio comunale è riuscito, almeno formalmente, a convocare 1.133 riunioni delle commissioni solo nel 2014: tre volte al giorno, tutti i giorni, incluso Natale e Ferragosto, per un costo per i bilanci comunali di 285mila euro.


Personale: assunzioni fuori controllo

“C’è un ricorrente spreco di risorse pubbliche nelle procedure di assunzione di personale o di ingiustificato riconoscimento ai dipendenti di qualifiche o livelli superiori da parte delle società in house della Regione siciliana i quali, nonostante il divieto posto a contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, hanno continuato a disporre reclutamento di personale non giustificato e vietato” ha detto il procuratore Aloisio, il quale ha definito “il fenomeno, oggettivamente allarmante per la finanza pubblica regionale”. Una situazione complessivamente “inquietante” nell’ipotesi di un mancato ricorso alle procedure di evidenza pubblica, con la violazione dei principi di pubblicità e richiesti anche per la società a partecipazione pubblica.


Appalti per le forniture

Tra i settori più colpiti dagli sprechi quello degli appalti, in particolare le forniture, anche se in questo caso, afferma la Corte dei Conti, risulta ancora problematica l'individuazione dei responsabili. “La normativa - ha dichiarato il Procuratore Giuseppe Aloisio - non ci aiuta: abbiamo un impianto pregevole sotto il profilo dell’affermazione dei principi ma non ha portato delle vere innovazioni che possono valorizzare il ruolo del procuratore contabile”.

“Una repressione finanziaria - ha concluso a riguardo il Procuratore - sarebbe molto più incisiva e determinerebbe un effetto di deterrenza che porterebbe a risultati concreti”.

Gli sprechi nelle forniture alle pubbliche amministrazioni sono comunque un problema più ampio, diffuso a livello nazionale. Complessivamente il danno stimato è di oltre un miliardo di euro annui: un'indagine realizzata dal Ministero dell'Economia ha infatti evidenziato come sul costo dei contratti è come se gravasse un sovrapprezzo dato dal maggior costo derivante dall'aver bandito proprie gare, singolarmente (le PA), anziché accedere alle Convenzioni, che sono i grandi contratti aggiudicati all'ingrosso dalle Centrali Acquisti (la principale è la Consip), capaci di comprare all'ingrosso le grandi forniture.

Amministrazioni di vario livello, comunale, regionale ed anche le amministrazioni centrali collocate sotto lo stesso Ministero dell'Economia che ha avviato l'indagine sono quindi responsabili, ma formalmente autorizzate, del mancato utilizzo dei grandi contratti aggiudicati dalla Consip per le forniture. [1]


Formazione professionale: "spesa parassistenziale"

Luciana Savagnone, presidente della sezione giurisdizionale Corte dei Conti Sicilia, ha definito la spesa del settore della formazione professionale: “quale grave anomalia del sistema, l’eccessiva spesa di soldi pubblici, non tanto e non solo per formare lavoratori, ma per sostenere finanziariamente gli Enti. Una spesa fine a se stessa – ha concluso - che rischia di trasformare lo scopo del settore, originariamente unicamente formativo, in uno scopo parassistenziale”.

In gran parte finanziata con fondi europei, la spesa per la formazione è risultata illegittima: la maggior parte delle condanne in questione sono state emesse nei confronti di enti di formazione, ritenuti responsabili di danni erariali "per aver sottratto o distratto finanziamenti dal fine per cui erano stati concessi o per la mancata restituzione all’amministrazione erogatrice delle somme non ammesse a discarico”. 109 atti di citazione sono stati notificati a 255 amministratori del settore, per un danno di 48 milioni di euro.

Stato, Regione e Fondo Sociale Europeo hanno stanziato per la Formazione Professionale in Sicilia 2,1 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Sull'isola si sono moltiplicate le strutture che offrono questo tipo di corsi: nel 2011 la Sicilia offriva 1.816 strutture contro le 580 presenti in Lombardia. Numerose indagini hanno così svelato, all'interno di questo settore, truffe, intrecci di parentele e interessi politici.

Spesa e numero delle strutture per la FP accreditate: un confronto regionale

La Sicilia è la regione che offre la maggiore offerta di strutture per la Formazione Professionale in Italia. Il numero di strutture accreditate era pari, nel 2011, a 1.816: questo valore supera di quasi tre volte quello della seconda regione classificata, la Toscana, con 630 strutture. La regione siciliana presenta il maggior numero di strutture formative anche in rapporto alla densità della popolazione residente sul territorio regionale: offre 36 strutture ogni 100.000 abitanti. contro le 5,8 strutture ogni 100.00 abitanti della Lombardia, il Lazio 5,3 e l’Emilia-Romagna 3,7. Mentre nel 2011 la Sicilia offriva 1.816 strutture di formazione professionale ai suoi 5.051.075 abitanti (popolazione residente al primo gennaio secondo Istat), sul territorio lombardo erano presenti 580 strutture per 9.917.714 residenti.

Regione 2005 2008 2011 2011: densità
ogni 100.000 abitanti
Abruzzo 212 230 95 7,1
Basilicata 124 213 127 21,6
Calabria 266 281 285 14,2
Campania 204 350 423 7,3
Emilia-Romagna 165 147 166 3,7
Friuli-Venezia Giulia 53 49 48 3,9
Lazio 710 45 304 5,3
Liguria 96 81 80 4,9
Lombardia 838 459 580 5,8
Marche 304 331 359 22,9
Molise 25 24 46 14,4
Piemonte 422 394 395 8,9
Puglia 190 223 347 8,5
Sardegna 18 242 172 10,3
Sicilia 1572 1405 1816 36,0
Toscana 781 366 630 16,8
Umbria 15 224 213 23,5
Valle d'Aosta 24 26 15 11,7
Veneto 383 435 460 9,3
Provincia Autonoma Bolzano 138 136 66 13,0
Provincia Autonoma Trento 91 43 97 18,3

Fonte: Rapporto ISFOL 2012 [2].


Secondo il suo sito istituzionale, il Fondo Sociale Europeo (FSE) dal 1957 “ha aiutato milioni di europei a ottenere una occupazione, ad acquisire nuove competenze e a migliorare la propria posizione lavorativa” [3]. Al territorio siciliano, il Fondo Sociale Europeo ha destinato il 50% di un budget pari euro 2.084.308.298 per il periodo di sette anni 2007-2013 [4]:il restante 50% è stato finanziato in gran parte dal governo centrale (833.723.319 euro) e dalla Regione Sicilia (208.430.830 euro). Il numero di progetti finanziati è enorme e variegato [5]: si trovano progetti formativi intitolati “Banchetti e ricevimenti”, “Cuore, mente e professionalità”, “I frutti dell’Etna", “Una carezza per la gioia” fino a “Dal dialetto al teatro dialettale nel gelese”.

Secondo un’analisi del Quotidiano di Sicilia [6] il costo della formazione professionale in Sicilia è molto più alto rispetto al costo che si osserva in Lombardia. Nel 2010 la Lombardia ha organizzato 38.000 corsi di formazione professionale, rispetto a 5.000 in Sicilia ad un costo però nettamente diverso. In media un corso di FP in Lombardia è costato 9.340 euro contro 108.000 euro in Sicilia. Inoltre se in Lombardia la Formazione Professionale occupa 3.700 dipendenti, in Sicilia 9.200.

Intrecci familiari e politici

In numerose occasioni, sono stati osservati rapporti di parentela tra esponenti del mondo politico e amministratori delle strutture di FP. Un servizio della trasmissione Report aveva mostrato come Elena Schirò, presidente della Lumen (Libera università mediterranea di naturopatia), fosse la moglie del deputato del Pd Franco Rinaldi. Giovanna Schirò, cognata di Rinaldi, è invece ai vertici di un altro ente che opera nel campo della formazione, l’Esofop, di cui è consigliere d’amministrazione sua sorella Chiara Schirò, moglie di un altro deputato del Pd, Francantonio Genovese" [7].

Sono emersi casi in cui risorse pubbliche destinate alla formazione professionale sono state dirottate a beneficio di personalità del mondo politico. Nel giugno 2013, ad esempio, un’operazione della Guardia di Finanza ha fatto emergere che 15 milioni di euro regionali e comunitari destinati a progetti formativi sono stati usati per pagare viaggi, cene ed escort a esponenti politici. L’operazione ha portato a 17 arresti. I quindici milioni di euro, stanziati dalla Regione Sicilia, dovevano servire per avviare all’apprendistato circa 1.500 giovani disoccupati. Ma secondo gli inquirenti “buona parte dei finanziamenti sarebbe finita nelle tasche di politici e manager con viaggi, cene e anche escort” [8].


Fonti

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/28/corte-dei-conti-sicilia-politica-costosa-deuropa-spreco-soldi-pubblici/1463682/

http://www.qds.it/18734-spreco-di-denaro-pubblico-allarmante.htm

http://livesicilia.it/2015/02/28/in-sicilia-gli-sprechi-piu-gravi-nella-formazione-professionale_601646/

http://www.tp24.it/2015/02/12/politica/ingroia-sprechi-per-cento-milioni-di-euro-in-sicilia-e-servizi/89286

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/sicilia-viaggi-ed-escort-con-soldi-destinati-ai-disoccupati-17-arresti/630505/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/04/regione-sicilia-enti-per-formazione-prendono-milioni-ma-non-pagano-lavoratori/460619/

http://www.qds.it/3507-formazione-lo-spreco-e-servito.htm

http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/290/3/Rapporto_Isfol_2012.pdf