Roma 2024: costi previsti e rischi

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La candidatura

La storica e sistematica ricorrenza degli sprechi pubblici conseguenti all'organizzazione dei grandi eventi in Italia (anche se si sono verificati numerosi casi analoghi in altre nazioni), non ha fermato la propensione della politica nazionale e locale ad esaltare le candidature per i grandi eventi, specialmente sportivi. La storia recente ha visto il ritiro della candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020, stoppata nel febbraio 2012 dal governo tecnico presieduto da Mario Monti, che non firmò la lettera di garanzia valida per la candidatura.


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Nel 2014 si è riproposta l'occasione, prontamente colta dall'esecutivo Renzi, di candidare l'Italia a paese ospitante delle Olimpiadi 2024: "Il 15 dicembre annunceremo un sogno" [1] ha dichiarato il presidente del consiglio. Il 1 dicembre 2014 è stata formalizzata la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024.


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"L'Italia si candida alle Olimpiadi del 2024, con Roma al centro del progetto, e non lo faremo con lo spirito di De Coubertin, per partecipare: lo faremo per vincere'", ha annunciato il premier Renzi spiegando che "Abbiamo tutte le condizioni per ambire all'oro". Ha inoltre spiegato che saranno coinvolte altre città "da Firenze, a Napoli, alla Sardegna" assicurando che "saremo all'avanguardia nel controllo della spesa" [2]. Il sindaco di Roma Ignazio Marino si è detto orgoglioso di sostenere l'iniziativa [3], mentre il presidente del Coni Giovanni Malagò ha promesso "trasparenza assoluta" [4].


L'approvazione del Comitato (già fuori budget)

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Al sostegno del CONI è seguita l'approvazione da parte del Comune di Roma (con 38 voti favorevoli, 6 contrari e nessun astenuto) della la mozione per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, quindi per l'organizzazione del Comitato Promotore che sarò guidato da Luca Cordero di Montezemolo. Il budget previsto per il Comitato ha innescato nuove polemiche, sullo sfondo delle già manifestate preoccupazioni degli oppositori, per essere cresciuto di 50 milioni in soli 6 mesi: dai 10 inizialmente preventivati a gennaio 2014 agli oltre 60 previsti a luglio dello stesso anno. Il lavoro di convincimento del presidente del CONI Giovanni Malagò, accompagnato nei colloqui dei giorni scorsi dal presidente del Comitato promotore Luca Cordero di Montezemolo, dal vicepresidente Luca Pancalli e dalla direttrice Claudia Bugno, ha comunque sortito i sui effetti. Il testo della mozione è stato dunque approvato, così come il Consiglio Federale del Coni riunitosi il 2 luglio a Milano ha approvato la delibera da presentare al Cio (Comitato olimpico internazionale) entro il 15 settembre 2015. “I modelli a cui ci siamo ispirati sono quelli di Barcellona e Londra – ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino – modelli sostenibili economicamente ed ecosostenibili. Vogliamo ricucire gli spazi della nostra città che sono rimasti indietro. Possiamo farlo puntando sull’edificato esistente e senza costruire opere che rimangano incompiute“ [5].


L'ufficializzazione

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Il 16 settembre 2015 è arrivato l'annuncio del presidente del Cio, Thomas Bach, che ha ufficializzato le città candidate ad ospitare i Giochi Olimpici del 2024: Amburgo, Budapest, Los Angeles, Parigi e Roma. "Diamo il benvenuto alle cinque città candidate che sono notevoli e altamente qualificate - rileva il presidente in teleconferenza da Losanna - Non me ne aspettavo di più perché questa competizione è sulla qualità e non sulla quantità. Le vedremo competere in una sfida che sarà molto dura e affascinante" [6]. Tale sfida si concluderà in Perù, a Lima, dove, in occasione della 130/a Sessione del Cio, prevista a settembre 2017, sarà votata la vincitrice. Entro tale data le città candidate dovranno aver presentato il dossier definitivo, in linea con l'Agenda 2020 che, tra i vari obiettivi, dovrà soddisfare condizioni di "sostenibilità", "trasparenza" e "legacy" delle infrastrutture. "L'Agenda 2020 - ha spiegato il presidente del Cio - ha fatto divenire il processo di candidatura più come un invito e le città hanno risposto impegnandosi con il comitato olimpico attraverso il dialogo e la cooperazione.

La sostenibilità e l'eredità sono i cardini di ogni candidatura. Vogliamo che le città candidate mostrino come i Giochi si possano adattare alle loro strategie a lungo termine" [7]. Le candidate dovranno rispettare i principi della Carta Olimpica e quelli riportati nel contratto siglato, che impegna le concorrenti a battersi contro la discriminazione sessuale e per favorire il rispetto della libertà dei media e del diritto del lavoro in termini di salute, sicurezza, protezione dell'ambiente e ad adottare leggi contro la corruzione. Tra le contendenti, Amburgo è al momento l'unica che ha indetto un referendum per capire se la sua popolazione fosse favorevole ad ospitare la manifestazione. Il 30 novembre 2015, in seguito alla consultazione popolare che ha bocciato la proposta di ospitare i giochi olimpici con il 51,6% dei voti contrari, Amburgo ha ritirato la sua candidatura.


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Costi previsti e rischi

Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha reso noto che, qualora Roma fosse selezionata per ospitare i 33esimi Giochi Olimpici, il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 9,7 miliardi di euro a cui vanno sottratti, stando a uno studio realizzato da OpenEconomics e dal CEIS dell’Università di Roma “Tor Vergata”, 5,58 miliardi di euro previsti per l’investimento e la spesa programmata per la parte delle stesse infrastrutture già incluse nei programmi pubblici per gli stessi anni (2017-2023) per Roma e il Lazio, il che ridurrebbe l'esborso specifico per le Olimpiadi a 4,2 miliardi di euro. Lo studio ha analizzato anche l’effetto sui redditi e di conseguenza sui consumi delle famiglie, stimando un impatto netto pari a 2,9 miliardi di euro, con benefici pari a 1,7 miliardi per le imprese. Considerando anche gli effetti sulle entrate fiscali a livello centrale e locale, l’impatto netto sulle istituzioni risulta pari a 867 milioni di euro. L’effetto netto sulla produzione risulta pari a circa 9 miliardi di euro, con una forte prevalenza (5,7 miliardi) dell’impatto sulle attività di servizi [8]. Il giornalista economico e vice direttore di Libero Franco Bechis, tuttavia, ha contestato un aspetto fallace dei calcoli dello studio e cioè che tra i ricavi siano state inserite tre voci: gli “investimenti pubblici già programmati” (pari a 2 miliardi e 210 milioni di euro), il “contributo pubblico a copertura degli imprevisti” (pari a 1 miliardo e 364 milioni) e un “contributo pubblico” a perdere (pari a 466 milioni). Questi elementi – argomenta Bechis – dovrebbero essere inseriti tra i costi e non tra le entrate, con la conseguenza di dover aggiornare i calcoli: “Il vero conto di questa tabella sarebbe questo: costi per lo Stato 11 miliardi e 487 milioni di euro, rientri netti per lo Stato di 3 miliardi e 405 milioni. Risultato finale: una perdita per le casse pubbliche di 8 miliardi e 82 milioni di euro“ [9].

Ad ogni modo, rimane da tenere in conto che gli studi e i modelli prospettici che puntualmente vengono presentati in occasione di investimenti ed esborsi ingenti sono sempre strutturati "a parità di condizioni", ovvero dando per scontato che i lavori di ristrutturazione edile vengano completati per tempo, che non ci siano cavilli burocratici a rallentare i processi di appalto e delega delle gestioni di lavoro e sopratutto che non si presentino casi di corruzione e malaffare che inevitabilmente determinano inefficienze, sprechi e distorsioni all'interno delle spese sostenute dai governi in questione. Vista la condizione endemica di corruzione che il caso "Mafia Capitale" ha rivelato come realtà concreta del panorama politico-economico romano, risulta evidente come la scelta più assennata sarebbe quella di riprendere il giudizio di Mario Monti quando bloccò la candidatura di Roma per le olimpiadi del 2020 [10].

Un precedente di rilievo: la Commissione Fortis

Il 19 maggio 2010 il governo italiano presieduto da Silvio Berlusconi presenta ufficialmente la candidatura di Roma come paese ospitante per i Giochi Olimpici del 2020. A novembre del 2011 gli subentra l'esecutivo tecnico guidato da Mario Monti, che ha dunque l'onere dell'ultima parola sulla questione. Monti istituisce appositamente una commissione di esperti presieduta dal prof. Marco Fortis, che redige una Relazione di compatibilità economica per la valutazione della candidatura di Roma alle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2020.

La relazione sottolinea i possibili effetti benefici sull'economia italiana, e in particolare laziale e romana, tanto in termini diretti quando indiretti e indotti, ma si premura di specificare che quanto offerto è un modello che può trovare riscontro nella realtà a patto che si verifichino determinate condizioni:

-"Il modello previsionale dà per scontato che tali opere saranno portate a termine nelle modalità e nei tempi previsti senza alcun aggravio in termini di costi rispetto a quanto preventivato".

-"la valutazione di compatibilità economica svolta in questo documento presuppone l’osservanza di condizioni di efficienza amministrativa in un clima di leale cooperazione istituzionale da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione dei Giochi" [11].

Successive rielaborazioni dei dati presentati nella Relazione della Commissione Fortis hanno messo in luce come i presunti effetti benefici sull'economia, e in particolare quelli sull'occupazione, sarebbero stati fortemente ancorati al breve periodo e, pur prefigurandosi due scenari opposti (uno ottimale per l'afflusso del turismo e l'altro più austero perché non tenente in considerazione questo fattore), l'incremento del tasso di occupazione direttamente legato alle Olimpiadi si sarebbe "sgonfiato" del 50% già dall'anno successivo, per ridursi del 75% a 5 anni dai giochi Olimpici.


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In presenza di stime così incerte e vista la necessità di salvaguardare i conti pubblici che costituiva la priorità dell'agenda governativa di Monti (e che dovrebbe costituire la priorità di qualsiasi agenda governativa italiana, al momento) non sorprende affatto la sua decisione di naufragare il progetto di Roma 2020 [12]


Il caso greco: Atene 2004

Nel 2004 ad Atene si sono tenuti i giochi olimpici estivi, costati circa 7 miliardi di euro con un esborso superiore ai costi previsti di circa il 60%: un surplus più o meno in linea con l'andamento medio di quelli verificatisi negli ultimi 10 anni, con l'eccezione di Londra 2012.


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Sono numerosi gli studi recenti che confermano l'impatto assolutamente negativo che le spese sostenute dallo stato greco in tale occasione ha avuto sull'economia del paese, non da ultimo le conseguenze toccate con mano da tutta l'UE in occasione della c.d. "crisi greca" del debito sovrano nell'estate del 2015 [13]. Riportava il Sole 24 Ore nel 2012: I Giochi olimpici vennero ospitati in diverse città: Atene, che fece la parte del leone, Salonicco, Volos, Patrasso e Iraklion (Creta) senza problemi di soldi né di finanziamenti. La capitale greca, e tutta l'Attica ampliò a dismisura l'offerta ricettiva mentre il 90% delle strutture ricettive venne sottoposto a ristrutturazione. Ad Atene venne creato, dopo quello di Salonicco, un centro congressi nei pressi dell'aeroporto intercontinentale Eleftherios Venizelos. Posizione non molto strategica. Cosa resta di tutta quella costruzione faraonica? Oggi il villaggio olimpico che era il progetto più importante (240 milioni di euro investiti) resta abbandonato a se stesso, un triste monumento allo sperpero di denaro pubblico. La verità è che tra il 2003 e il 2007 l'economia ellenica era cresciuta a ritmi del 4%. [...] Ci furono contenziosi infiniti con aziende tedesche per il rispetto dei contratti sulla sicurezza con accuse di tangenti e altre polemiche del genere. Ecco come le Olimpiadi sono state l'inizio del default di oggi. [14].


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Uno scorcio del villaggio olimpico di Atene, 10 anni dopo

Sprechi passati, costi attuali

Mondiali di calcio, Italia 90

Nel bilancio di previsione di Palazzo Chigi del 2014 risulta ancora una voce che fa riferimento ai mutui accesi per l'organizzazione di Italia 90 con la legge 65 del 1987 per la costruzione degli stadi. Il conto è di 61 milioni e 200 mila euro, pagati anche nel 2013 e nel 2012, nel 2011 erano 55 milioni e 60 nel 2010. Il costo complessivo aveva raggiunto i 3,74 miliardi di euro, corrispondenti con la rivalutazione Istat del 2014 a quasi 7 miliardi e mezzo. All'epoca lo Stato italiano spese per le infrastrutture l‘84% in più del budget preventivato per costruire opere oggi inutilizzate, abbandonate o persino demolite.

Torino, Pista Olimpica di Cesana Pariol

Nel 2006 le Olimpiadi invernali di Torino costarono più di un miliardo di euro in appalti e molte delle infrastrutture costruite risultano tutt'oggi inutilizzate e con alti costi di manutenzione, come la pista olimpica di Cesana Pariol, tracciato per bob, costata 110 milioni di € (preventivo di 60 milioni) e utilizzata una sola volta, in occasione della gara olimpica [15]. I giochi olimpici invernali di Torino sono costati più di 3 miliardi di euro e hanno fruttato entrate complessive (diritti tv, vendita dei biglietti, ecc) per circa un miliardo.

Roma, Città dello Sport

A Roma uno degli sprechi maggiori degli ultimi anni è relativo all'organizzazione dei mondiali di nuoto del 2009 con la costruzione della "Città dello Sport" di Tor Vergata, opera ad oggi rimasta incompiuta che si sarebbe dovuta comporre di un palasport con 8mila posti, un edificio dedicato alla pallanuoto con 4mila posti, una piscina olimpionica esterna con tribune fisse per 3mila posti e una pista di atletica. Il preventivo del SIIT (Servizi Integrati Infrastrutture e Trasporti) del Lazio prevedeva inizialmente 120 milioni di euro di spesa, saliti a 240 milioni di euro al momento dell'approvazione del progetto finale a settembre 2006. Nel 2007 il Comune di Roma chiede all'architetto spagnolo Santiago Calatrava (da cui il nome dell'omonima "vela" simbolo dell'opera) un’ulteriore stesura del progetto per adeguarlo agli standard olimpici e candidare Roma alle Olimpiadi del 2016. La stesura definitiva del progetto viene assegnato al Comitato Tecnico e Amministrativo del Provveditorato alle Opere Pubbliche, raggiungendo 323 milioni di euro di cui circa 239 per lavori. A dicembre 2008, sotto la nuova amministrazione di Gianni Alemanno, si decide di non utilizzare la "Città dello Sport" per i campionati mondiali di nuoto 2009 per l'impossibilità di terminare i lavori in tempo, decidendo di ospitarli nel Foro Italico dove già si erano svolti i campionati mondiali di nuoto del 1994.


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La "vela" progettata da Santiago Calatrava e la struttura inizialmente progettata per i mondiali di nuoto 2009, oggi in stato di abbandono


Per l'occasione il Foro Italico viene ristrutturato con un esborso di 45 milioni di euro. La costruzione della "Città dello Sport" viene bloccata nel 2009 per mancanza di fondi (nonostante fino a quel momento fosse costata 4 volte il budget inizialmente preventivato). Nel 2010, con la candidatura di Roma ad ospitare i giochi olimpici del 2020, viene riattivato il cantiere della "Città dello Sport", con una stima dei costi di completamento dei lavori di circa 400 milioni. Il costo complessivo dell'opera sale così a 650 milioni di euro (quasi 11 volte il budget iniziale di 60 milioni) [16]. A febbraio del 2012 il governo presieduto da Mario Monti nega l'avvallo alla candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020 per mancanza di strutture adeguate e l'impossibilità finanziaria di costruirne di nuove (certificata dagli studi della Commissione Fortis, vedi sopra) [17]. Nel 2012 il sindaco di Roma Gianni Alemanno annuncia che i lavori saranno completati grazie al contributo dei privati [18]. Nel 2014 i lavori non sono ancora cominciati e si prospetta un cambio di utilizzo per le strutture, con la proposta da parte dell'Università di Tor Vergata di trasformare la struttura sottostante la "vela di Calatrava" in un' enorme serra con orto botanico annesso: i costi stimati si aggirano intorno ai 60 milioni di euro [19]. A ottobre dello stesso anno il CODACONS chiede a Regione Lazio e Comune di Roma di demolire l'opera [20]. Ad oggi la "Città dello Sport" di Roma è, di fatto, una città fantasma abbandonata, incompleta e in disuso.

Pescara, Giochi del Mediterraneo

Nel 2009 si è svolta la sedicesima edizione dei Giochi del Mediterraneo a Pescara: risultarono 37 milioni di euro di buco nel bilancio dei Giochi, mentre venne nominato un Comitato organizzatore composto da 78 membri, quando per le Olimpiadi di Atene ne bastarono 18.

Nonostante questi casi eclatanti la storica e sistematica ricorrenza degli sprechi pubblici in corrispondenza dell'organizzazione dei grandi eventi non ferma la propensione irrinunciabile della politica nazionale e locale ad esaltare le candidature, specialmente per le grandi manifestazioni sportive come presunta occasione di "rilancio dell'economia nazionale".

Anche i casi recenti fuori dal confine nazionale offrono un evidenza empirica contraria a tale teoria: a Sochi per le olimpiadi invernali 2014 sono stati spesi 51 miliardi di euro, oltre cinque volte il budget preventivato [21], mentre i mondiali di calcio organizzati in Brasile l'estate successiva sono stati più costosi della storia senza apportare i benefici annunciati all'economia [22].


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Boston 2024: le proteste preventive dei cittadini

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Nonostante i mondiali USA 1994 rappresentino uno dei casi virtuosi di spesa pubblica nella storia della competizione, i cittadini americani sembrano maggiormente consapevoli dei rischi economici che comporta l'organizzazione di grandi eventi sportivi, come dimostrano le manifestazioni dei protestanti contro la candidatura di Boston alle Olimpiadi 2024. Nella città statunitense, inizialmente una delle rivali di Roma, solo il 39% era favorevole alla candidatura, contro il 49% che vi si opponeva secondo un sondaggio condotto da Wbur, una delle stazioni locali della National Public Radio. I membri del comitato "No Boston Olympics" hanno denunciato il fatto che le Olimpiadi non servano alla crescita economica della città: "Il numero dei visitatori a Londra e Pechino è in realtà crollato durante i Giochi. Viaggiatori 'd'affari' e turisti hanno deciso, in quel periodo, di stare alla larga dalle due città". Quanto a Boston, "nei mesi estivi gli hotel sono pieni nel 90 per cento dei casi". Pertanto "le Olimpiadi sono inutili. Di fatto sostituiranno ai normali turisti che ogni estate riempiono la città con tifosi e appassionati di sport". Secondo, poi, quanto dimostrato da uno studio dell'economista Allen Sanderson (Università di Chicago), nel 1992 non ci fu alcuna differenza tra gli introiti di Barcellona (città che ospitava i giochi) e quelli di Madrid. "In conclusione, le Olimpiadi per le economie locali sono inutili. Cambia solo 'chi' ci guadagna" [23].

Inizialmente era previsto un referendum, da tenersi a novembre 2016, per verificare che la maggior parte dei cittadini di Boston e del Massachussets fossero favorevoli a ospitare i Giochi Olimpici. A luglio 2016, col crescere delle proteste, l'evidente indisponibilità della cittadinanza a ospitare i giochi e una mancata trasparenza nella presentazione dei prospetti finanziari, il sindaco di Boston ha ritirato la candidatura della sua città denunciando le "pressioni" ricevute dall'USOC, il comitato olimpico statunitense, dicendo che si rifiutava di "ipotecare il futuro della città" [24]. L'USOC ha quindi candidato Los Angeles, che ha già ospitato i Giochi Olimpici estivi nel 1932 e nel 1984.


Fonti

http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2014/12/14/olimpiadi-roma-2024-attesa-per-lannuncio-della-candidatura_94a7c714-9be3-44b4-b942-0b864fe3e4c1.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/25/roma-2024-lassemblea-capitolina-dice-si-alla-candidatura-per-ospitare-olimpiadi/1815033/

http://www.wikispesa.it/Eventi_sportivi_e_Olimpiadi:_sprechi_e_strutture_abbandonate

http://www.wired.it/economia/business/2014/12/22/roma-2024-ospitare-lolimpiade-non-conviene/

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=15238

http://www.lettera43.it/economia/macro/olimpiade-2024-rischio-fallimento-per-l-italia_43675107659.htm

http://www.panorama.it/news/politica/olimpiadi-2024-roma-3-motivi-per-farle-3-no/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/18/olimpiadi-low-cost-nuova-idea-cio-cosi-roma-2024-possibile/1219168/

http://www.today.it/rassegna/olimpiadi-2024-cittadini-boston-contrari.html

file://localhost/Users/Giacomo/Downloads/Topline-2015-06-WBUR-Statewide-1-Olympics-2.pdf

http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2015/09/16/olimpiadi-2024-ufficiali-le-citta-candidate-ce-roma_8d1dfc4c-88a7-458b-9f38-fac948b16fa5.html

http://www.corriere.it/esteri/14_gennaio_21/sochi-olimpiadi-sprechi-ogni-bagno-ci-sono-perfino-due-wc-8eef6f98-828a-11e3-9102-882f8e7f5a8c.shtml