Reggia di Caserta

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La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla casa reale dei Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Patrimonio artistico che ha però ricevuto una gestione inefficiente che ne ha compromesso l'attrattività turistica, la reputazione, provocando ingenti sprechi di risorse pubbliche eppure stanziate per valorizzarla.


Degrado e frantumazione

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Le erbacce crescono sui cornicioni, 50 alberi secolari del parco crollati non sono mai stati rimossi, su un fianco della stupenda Cappella Palatina è evidente uno squarcio, causato dal crollo di una trave e i calcinacci sono lasciati a terra per mesi.

Le numerose fontane che presentano i segni del tempo e dalla mancanza di manutenzione vengono usate durante la stagione estiva come piscine, così, episodi di sciatteria sono diffusi e indisturbati.


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I giardini sono trascurati e invasi dai rifiuti.

Le erbacce arrivano persino ai pavimenti delle Reali Cavallerizze eppure restaurati con 5 milioni di euro. Allo stesso modo le sfarzose stanze del palazzo subiscono da decenni l’attacco della natura.

I viali interni sono attraversati da moto e automobili, alcune delle quali parcheggiate dai cittadini di Caserta e dei comuni confinanti con la Reggia, ai quali è assegnato da una legge del 1929 il diritto di entrare gratuitamente (modificata introducendo il pagamento di 10 euro annui) nel parco e nella reggia, patrimonio dell'Unesco.

L’area antistante la struttura non è inoltre recintata, né ben sorvegliata quindi quotidianamente occupata da bancarelle abusive, così come l’ingresso interno.


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Il decreto-legge «Valore Cultura» del 2013 voluto dal Ministro Massimo Bray vieterebbe ogni «attività non compatibile con le esigenze di tutela del patrimonio culturale, con particolare riferimento alla necessità di assicurare il decoro dei complessi monumentali», ma non si verifica di fatto l'applicazione.

Nell'area della Reggia, le competenze sono della Soprintendenza Speciale, congiuntamente a quelle dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine.


Lavori di restauro

Nel 2009 si staccò una foglia di pietra da una lesena della facciata interna, a fine settembre del 2012 cadde un pezzo di timpano, una settimana dopo parte di un capitello in marmo ha ceduto, precipitando da quaranta metri di altezza e sfiorando alcuni passanti. A ottobre del 2013 si è staccato un fregio ornamentale da un soffitto interno. A maggio 2014 una porzione del tetto della zona ovest del Palazzo Reale, occupata dalla Scuola Specialisti dell'Aeronautica Militare, è crollato sui locali sottostanti, dove si trovano le camerate, fortunatamente in quel momento non occupate, degli allievi specialisti. Al piano inferiore alle camerate si trovano le aule della scuola e ancora più in basso gli appartamenti storici che hanno subito danni da infiltrazioni in quanto il foro è rimasto scoperto alle piogge abbondanti cadute nei giorni successivi. «La competenza sulla manutenzione del tetto spetta al Mibact», ha fatto sapere Scuola Specialisti dell'Aeronautica.

«Abbiamo attivato il pronto intervento per le immediate riparazioni - ha invece assicurato il Soprintendente per il Polo Museale Speciale della Città di Napoli e della Reggia di Caserta Fabrizio Vona - purtroppo negli anni scorsi i fondi per la manutenzione non erano adeguati e sufficienti».


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Da ottobre 2012 le quattro facciate della Reggia sono transennate in attesa che inizino i lavori di restauro, per i quali sono stati stanziati complessivamente 21 milioni di euro.

La prima parte delle opere, per la quale è stata prevista una prima tranche del finanziamento pari a 9 milioni di euro, sarebbe dovuta iniziare nell'aprile 2013, come annunciato dal direttore regionale dei Beni Culturali della Campania Gregorio Angelini. La gara d'appalto si è comunque conclusa con l'aggiudicazione dei lavori, il cui avvio è previsto entro l'estate 2014.

Nel corso del 2014 i fondi per la manutenzione dovrebbero aumentare, come conseguenza della maggiore autonomia finanziaria riconosciuta alla Soprintendenza Speciale, che le permetterà di trattenere e gestire tutti gli incassi realizzati.

Fondi

Il ministero dei Beni culturali ha stanziato 22 milioni di euro per il restauro, di cui, spiega la Soprintendente Paola David, il primo stralcio - 9 milioni e tre, più un milione fornito da Arcus, la società del Mibac per lo sviluppo di arte e cultura - è stato bandito il 18 settembre 2014, ma nessuno si è ancora aggiudicato la gara. «Si protrarrà per qualche mese perché è una gara europea, e non dipende da noi: viene dalla direzione regionale del Mibac, diretta dal dottor Angelini». Per fronteggiare i crolli degli alberi causati dal maltempo, sono stati trasferiti ulteriori fondi ministeriali ma, illustra la Sovrintendente, certi percorsi restano chiusi al pubblico, «perché altri rami potrebbero crollare». Risultano chiuse da tempo anche le Cavallerizze reali, per le quali eppure sono stati spesi 5 milioni di euro di restauri: a maggio 2014 si presentano infestate da erba incolta e con le pareti marce. Problemi di impermeabilità ha spiegato la Sopraintende che ha precisato che «l'intervento fu fatto quando io non ero qui e non è perfetto».


Inefficienza e assenteismo del personale

La Sovrintendenza di Caserta ha 340 dipendenti, dei quali 162 sono gli addetti alla vigilanza della Reggia. Per stimarne l'efficienza si può considerare come termine di paragone fare la reggia torinese di Venaria Reale, in ottime condizioni, che dispone di 50 dipendenti fissi, più altri 160 da ditte esterne, che coprono ogni funzione, quindi vigilanza, pulizia e altri servizi di assistenza turistica . Un ulteriore confronto per calibrare l'efficienza della reggia è La Veneranda Fabbrica, che gestisce il Duomo di Milano con 130 dipendenti, o ancora gli Uffizi di Firenze con un personale di 194 unità.

Dei 162 custodi di Caserta sei fanno il turno di notte, monitorando da una stanza le telecamere puntate sugli interni della Reggia. Non è stato così possibile avvertire il furto della «gabbia di Faraday», il sistema di fili di rame sul tetto, per proteggere il palazzo dai fulmini, trafugato ad aprile 2014. Gli altri 156 dipendenti che lavorano in orario diurni sono divisi su due turni. Di effettivi al lavoro non se ne registrano però 78 come da conseguente calcolo, , bensì «una sessantina, tra ferie e malattia», ha rilevato la Sopraintendente David. Il tasso di assenteismo è infatti molto elevato, mediamente ogni giorno circa 18 dipendenti sono in ferie o in malattia .


Il calo di visitatori

L'attrattività turistica della Reggia di Caserta è stata compromessa dall'incuria e ha subito un drastico calo a partire dalla fine degli anni Novanta.

Le visite alla Reggia erano oltre 1 milione nel 1998, nel 2012 sono state 531mila: dunque la metà, in meno di quindici anni.

Il bollettino del 2013 risulta molto critico: ulteriori 91mila presenze in meno, in un solo anno, su un totale di circa 500mila di visitatori.


Il confronto con Versailles e Torino

La Reggia di Caserta, riconosciuta Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, costituisce un patrimonio artistico considerato dai critici non di molto inferiore a quello della Reggia Di Versailles in Francia. Ma a prescindere dalla considerazione della critica e della popolarità, Versailles, che attira dieci milioni di visitatori l’anno, ottiene risultati nettamente migliori della Reggia di Caserta anche per l'attivazione di un piano di valorizzazione turistica della struttura. L'organizzazione di eventi culturali è fitta e si somma alle numerose iniziative legate alla concessione ai privati degli spazi per conferenze, meeting e visite riservate. Una delle entrate più significative del monumento francese è relativa al merchandising, anche attraverso il commercio elettronico. I restauri avvengono in modo continuativo ed efficiente, grazie ad una puntuale e coordinata combinazione di finanziamenti privati e pubblici. Gli investimenti privati sono incentivati da favorevoli agevolazioni fiscali, inoltre una tecnica di successo sperimentata a Versailles è stata l’adozione di componenti o spazi della reggia.: un privato cittadino, un’azienda, o una fondazione culturale, possono diventare i tutori di un pezzo di Versailles e beneficiare del conseguente ritorno di immagine. Versano quindi una quota coprendo i costi della manutenzione e del restauro, per esempio di una panchina, una statua, una parte di giardino, una sala. Il sito internet della reggia è costantemente aggiornato proprio per la comunicazione delle le proposte dell’amministrazione relative alle adozioni, che sono così diventate un'utile formula di sponsorizzazione.

Anche in Italia si distinguono buone pratiche di gestione di monumenti molto simili alla Reggia vanvitelliana., come nel caso della Venaria Reale di Torino che, dopo un efficace restauro, è diventata un punto importante del turismo culturale del capoluogo e una risorsa redditizia che aumentato l'attrattività turistica della zona. Il sito internet offre l'esclusiva possibilità di "affittare la Reggia" presentata dallo slogan: “Usa una residenza reale per eventi reali”. E' infatti possibile affittare la Venaria Reale per conferenze stampa, eventi aziendali, location per film e fiction televisive, cene di gala. L’offerta prevede un servizio completo, dal catering agli allestimenti, addebitato al cliente. Grazie a un’efficace attività di promozione del monumento, la Venaria Reale di Torino è diventata uno dei cinque siti culturali più visitati d’Italia e i ricavi, con le attività legate alla concessione ai privati, sono balzati a 6 milioni e 400mila euro, rispetto ai 500mila euro previsti nel budget della Reggia di Caserta.


"O' cuorno", l'iniziativa provocatoria del sindaco

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A dicembre 2013 è comparsa davanti all'ingresso della reggia un'installazione a forma di peperoncino, dall'evidente richiamo al tradizionale amuleto campano. L'autore dell'iniziativa, non autorizzata dalla Sovraintendenza, è stato il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, che ha dichiarato di aver voluto lanciare una provocazione: “Se davanti alla Reggia avessi messo un grande albero di Natale o un bel presepe non se ne sarebbe accorto nessuno. Un giorno o l’altro, presto, lo togliamo, ma mica mi chiamava il Corriere, se non mettevo ’o cuorno! E invece, così, al ministero è scoppiato un putiferio e li ho costretti a precipitarsi tutti qui". L'iniziativa ha ricevute numerose critiche generalmente rivolte a denunciare lo svilimento dell'immagine della reggia oltre al costo, di 70 mila euro. “Tanti soldi? Me l’ha detto anche qualche cittadino: ‘Potevi asfaltare le strade’. Ma quelli erano fondi Por. Potevo usarli solo così, per un’opera d’arte”, ha spiegato il primo cittadino.

L’opera “anti-jella” ha invece trovato tra gli estimatori lo storico dell’arte Philippe Daverio, per il quale “beni culturali come la Reggia hanno bisogno di comunicazione, e di una comunicazione rivolta alla sensibilizzazione. [..] Nulla osta perciò che si realizzino iniziative come quella dell’installazione di Lello Esposito, un artista molto affermato tra l’altro.“


Relativamente al mancato permesso, il sindaco ha inoltre manifestato la propria avversione al lavoro svolto dalla Sopraintendente Speciale Paola David: «Avevamo chiesto il permesso, ma come sempre non ci era stato manco risposto. Io non ce l’ho col ministro, che non è ottimo ma “ottimassimo”. Ce l’ho con la sovrintendente Paola David. Che qualunque cosa chiediamo non ci ascolta. Vive a Roma, la signora. Viene giù un paio di volte la settimana. Non vede nessuno. Non parla con nessuno. Potrebbe spendere 22 milioni di euro ma da un sacco di tempo è tutto bloccato e la facciata della Reggia è coperta dai tubi innocenti». La Sopraintendente ha quindi ribattuto: «A parte il fatto che gli appalti non sono una competenza mia, mi rifiuto di rispondere ad accuse così assurde, infamanti, meschine» e ha sostenuto di aver suscitato l'antipatia del sindaco in quanto contraria all'idea «dei baracchini in piazza (orrore! orrore!) dove sistemare gli abusivi con la loro paccottiglia».


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L'iniziativa del sindaco non è stata l'ultima di carattere provocatorio ad attirare l'attenzione sulla situazione della Reggia di Caserta. A febbraio 2014 sono stati infatti affissi lungo il viale che conduce all'ingresso principale della struttura e sul portone della reggia dei cartelli con la scritta «vendesi», ad opera dell'artista abruzzese Pep Marchegiani.


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I giorni successivi l'annuncio di vendita è comparso su alcuni quotidiani nazionali e sui maggiori siti internet di annunci immobiliari. Lo scopo, ha spiegato l'autore, è di richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sul «decadimento e l'abbandono della Reggia di Caserta e dell'intero patrimonio artistico italiano».

I cartelli recitavano «Vendesi rustico da ristrutturare di 47.310 metri quadrati con annessi e terreno fontana. Caserta Viale Douhet» e sul retro invitavano il lettore a trovare le differenze tra le due Regge borboniche di Caserta e di Versailles, riportando i dati relativi ai 10 milioni di visitatori di Versailles nel 2013 confrontati ai 531mila registrati alla Reggia di Caserta.

L'artista ha concluso il suo messaggio riferendosi agli sprechi della gestione: «Si ricordi che con la cultura all'estero ci mangiano, sulla cultura in Italia ci mangiano sopra».


Fonti

http://finanza.it.msn.com/sprechi/la-reggia-di-caserta-nel-degrado-e-nello-spreco

http://www.ilgiornale.it/news/interni/caserta-reggia-va-pezzi-ai-340-dipendenti-vietato-pulirla-976887.html

http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Sprechi-d-Italia_19985

http://www.nonsprecare.it/beni-culturali-in-italia-il-grande-spreco

http://www.squer.it/of/polemiche-corno-rosso-reggia-caserta-patrimonio-unesco/

http://www.nonsprecare.it/sprechi-beni-culturali-in-italia-caserta-pompei

http://www.nonsprecare.it/reggia-caserta-abbandono-visitatori-dimezzati

http://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g194713-d1391264-r167362477-The_Royal_Palace_at_Caserta-Caserta_Province_of_Caserta_Campania.html

https://it.finance.yahoo.com/foto/reggia-di-caserta-nel-degrado-slideshow/

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/reggia_caserta_crollo_tetto/notizie/674364.shtml

http://www.ilmattino.it/caserta/vendesi_reggia_caserta_provocazione_artista/notizie/507265.shtml

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/caserta/notizie/cronaca/2013/12-dicembre-2013/patrimonio-umanita-rischio-corno-rosso-che-porta-male-caserta-2223784781292.shtml