Promuovi Italia Spa

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L'azienda

Promuoivi Italia è una società di promozione turistica controllata al 100% dall'Enit, l'Agenzia nazionale del turismo, e quindi dal Ministero dei beni per le attività culturali [1].

Creata nel 2004 dal governo Berlusconi, è l’Agenzia di Assistenza tecnica "che opera in house al Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo al fine di contribuire al miglioramento ed allo sviluppo del settore turistico, quale area strategica di crescita economica, sociale e culturale del territorio. In questo quadro il supporto che Promuovi Italia offre all’Amministrazione s’inserisce nel processo di innovazione delle metodologie attraverso la valorizzazione delle competenze esistenti, l’accelerazione di percorsi innovativi, la individuazione di strumenti utili alla valutazione ed al miglioramento della qualità degli investimenti, delle infrastrutture e dell’occupazione di settore. Nell’ambito del POAT Turismo il Dipartimento ha affidato a Promuovi Italia la realizzazione di alcune azioni in attuazione delle linee di attività relative agli studi, al supporto progettuale e gestionale"[2].


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Dagli sprechi alla liquidazione

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La società nasceva con lo scopo di supportare “l’occupazione e lo sviluppo dell’industria turistica” e si proponeva come ente assistenziale per realizzare progetti finanziati dal Ministero dello Sviluppo economico e dal dipartimento del Turismo, anche se con un raggio d'azione poco definito e per questo soggetto a stanziamenti di risorse messi dapprima in discussione, come quelli destinati alla formazione dei vigili urbani. Responsabile di ulteriori corsi di formazione per disoccupati meridionali, con il progetto “Lavoro e Sviluppo”, ha realizzato 6 mila tirocini formativi al costo di 10 mila euro l’uno (per 60 milioni di euro) con un tasso di occupazione del 25% ma che, secondo le denunce, sarebbero stati incassati parzialmente e in via indiretta da un dirigente della stessa Promuovitalia [3].

Promuovitalia è presto diventata nota per l’aumento di dipendenti e consulenti, per gli "stipendi d'oro" di manager e dirigenti e per le liti interne, che hanno portato a problemi legali e ad una gestione insostenibile, fino alla chiusura dell'azienda.

La decisione di chiudere la società è stata del Ministro della cultura e del turismo Dario Franceschini che ne ha deciso la liquidazione con Lg. 106/2014. I conflitti che hanno coinvolto personale, dirigenti e consiglieri sono sfociati in numerose querele ed è venuta meno l'operatività di Promuovitalia che ha chiuso il 2013 senza un bilancio. I conti però fino al 2011 erano in attivo, le commesse aumentavano in numero e profitti, poi la situazione è cambiata fino alla crisi.


Il nuovo Cda e gli scontri interni

Con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, costituito a maggio 2012 da Costanzo Jannotti Pecci di Federterme, Massimo Ostillio, già assessore al turismo nella prima giunta Vendola, Emilia Masiello del Mise e Federico Fautilli del Servizio Civile Nazionale (Caterina Cittadino si dimette dopo un mese e viene sostituita dal dott. Mauceri del Dipartimento del Turismo), veniva avviata una riorganizzazione complessiva dell’agenzia che vede improvvise retrocessioni e promozioni, al fine di ridurre i costi di struttura di 1,5 milioni di euro.

I licenziamenti del direttore generale Francesco Montera, e di altri dirigenti sfoceranno in una serie di querele per licenziamento illegittimo e in accuse reciproche di conflitto d’interessi, manipolazione di verbali, minacce e copie informatiche non autorizzate di documenti, bilanci, determine ed email personali denunciate anche al Garante della Privacy (8 marzo, 27 maggio 2014).

Al centro della contesa vi era diverso orientamento della gestione dei progetti di formazione Lavoro e sviluppo, rispetto ai quali Montera aveva individuato delle irregolarità come la locazione a Piacenza degli alloggi per i disoccupati in formazione, alloggi intestati a un dipendente di Promuovitalia, Antonino Bussandri, che anziché essere licenziato era stato prima retrocesso e poi promosso.

A Montera succedeva l’agronomo Claudio Carpineti, con un passato in molte aziende tra cui la Treccani. Intanto la criticità della situazione diventava oggetto di un appunto riservato dello stesso segretario generale Antonia Pasqua Recchia il 9 novembre 2013. La vicenda, esplosa dopo la denuncia del 30 gennaio 2014 alla procura della Repubblica da parte del dirigente generale incaricato per il turismo, Roberto Rocca, reinsediato al tempo del ministro Bray dopo la gestione di Biagio Costa con apposita delega per curare gli interessi turistici del ministero, è così arrivata al rendi conto finale e potrebbe comportare un costo notevole per le casse dello stato per i danni giuslavoristici che il Mibact dovrà risarcire se dimostrati gli illegittimi licenziamenti denunciati.

Il danno complessivo non è facile da quantificare, anche perché negli ultimi anni di gestione è venuta meno anche la trasparenza sui conti dell'azienda.


Liquidità azzerata: spariti 8 milioni

La gestione è divenuta insostenibile quando sono terminati i fondi per pagare stipendi e creditori, situazione verificatasi nonostante il tentativo di riportare ordine tentato durante il governo Letta da un delegato dell’ex ministro Bray, il dott Nicola Favia, entrato per sostituzione nel Cda, ma costretto a dimettersi insieme al rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico per l’impossibilità di intervenire su di una situazione ormai compromessa.

Favia, in una nota riservata al capo di gabinetto di Massimo Bray, dott. Marco Lipari, e al segretario generale Antonia Pasqua Recchia, aveva parlato persino di “faide, vendette, epurazioni e di un clima di terrore”.

A presidiare l'ente è stato quindi scelto Antonio Venturini, commercialista, membro del direttivo PD di Ravenna e presente quale revisore in molte società partecipate dell’Emilia Romagna, incaricato di formulare un piano di liquidazione, stilare la lista dei creditori e poi chiudere Promuovitalia.

Il suo compito è reso ulteriormente complicato dalla sparizione di circa 11 milioni e mezzo di euro, compresi quelli del portale del turismo Italia.it (un altro progetto web governativo gestito in modo fallimentare).

La mancanza di liquidità risulta sospetta se si considera che a dicembre 2013 a Promuovitalia sarebbero giunti circa 6 milioni dal Ministero dello Sviluppo Economico e circa due milioni dal Mibact.


Mancanza di trasparenza

Nel novembre 2013 Favia aveva denunciato “l’impossibilità di esercitare il controllo ministeriale, l’impossibilità di accedere ai dati di bilancio e la mancata o non corretta trascrizione dei verbali delle riunioni” del Cda di Promuovitalia, mentre la denuncia di Rocca del 30 gennaio 2014 lamentava “la mancata ottemperanza alle disposizioni del socio unico Enit” da parte dello stesso cda.

La lettera di Rocca sollecitava la verifica della contabilità e del bilancio della società, ai quali l’allora presidente Enit, Pierlugi Celli, non riusciva ad avere accesso segnalando in diverse note al ministro "atteggiamenti impropri e dilatori”.

Il caso è così arrivato all’attenzione della Corte dei Conti alla quale è giunta anche la nota del capo di gabinetto del ministro Dario Franceschini che nell’aprile 2014 chiedeva di “accertare eventuali responsabilità civili, disciplinari, erariali, contabili, patrimoniali e penali” relativamente al comportamento della dirigenza di Promuovitalia.


Il furto dei computer contenenti i bilanci

Nella notte di domenica 12 luglio 2015 sono stati rubati sette computer nella sede di Promuovitalia spa. Un fatto che sarebbe potuto passare inosservato , dato che nel periodo estivo i furti negli appartamenti e negli uffici si moltiplicano, ma che ha destato ragionevoli sospetti in chi ha seguito le vicende della società, la quale sede si trova per altro in area iper sorveglaita (a 100 metri dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Parlamento, uno dei luoghi più vigilati di Roma).


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I ladri inoltre è presumibile che conoscessero bene la piantina dell’edificio in quanto hanno operato su due piani diversi e trafugato sette computer da sei diverse stanze. Sono stati rubati Sette computer su 110 presenti in sede.

Gli antefatti e le modalità con cui è avvenuto il furto hanno fatto ipotizzare un "furto su commissione".

“I soldi sono stati spesi in attività gestionali non coerenti coi progetti affidati e che pertanto non potevano essere rendicontate” aveva denunciato l’ex direttore di Promuovitalia Francesco Montera. Si trattava prevalentemente di fondi UE i cui progetti funzionano a “revolving”, quindi i finanziamenti erogati sono un’anticipazione delle attività da svolgere che il committente richiede che siano certificate. “Ma se tu effettui dei tirocini non rendicontabili e spendi per affitti, trasporti, consulenti, personale, audit, avvocati, giornali, trasporti, viaggi, spese postali e buoni mensa, e non puoi rendicontare queste attività, non puoi aspettarti una nuova tranche di finanziamento”.

È così che la società ha presumibilmente eroso i capitali ed è questa la principale ragione che porta gli investigatori a ipotizzare un furto commissionato da soggetti che avrebbero interesse a eliminare le prove della propria responsabilità nelle irregolarità gestionali che hanno portato al fallimento della società.

Di chi erano, dunque, i computer trafugati? I computer erano di Claudio Carpineti, Antonino Bussandri, Massimo Perrino, Alessandro Petroli, Raffaella Di Fazi, Giuseppe Ciminello, Eleonora Marti.

Claudio Carpineti è il direttore della società appena fallita ed era stato voluto dal cda che nel 2013 aveva cacciato Francesco Montera, suo predecessore, per una lettera richiestagli dal ministro Massimo Bray in cui Montera lamentava il progressivo degrado della società. Claudio Carpineti è un agronomo, ex collega dello stesso ministro Bray con cui aveva lavorato in Treccani. Antonino Bussandri, ex dirigente provinciale della Cgil di Piacenza, è il funzionario che aveva assunto la gestione del progetto Lavoro e Sviluppo 4 ed è indagato a Roma per false fatture relative allo stesso progetto, posizione da cui non era stato rimosso anche dopo le denunce dell’ex dg Montera. Massimo Perrino è l’avvocato che prima seguiva come esecutivo sul campo i progetti Lavoro e Sviluppo, poi diventato responsabile del servizio legale e come tale custode degli audit interni relativi all’accesso abusivo al sistema informatico e alla falsificazione delle fatture L&S. Da anni segue le complesse vicende giudiziarie della società ed ha avuto la delega a procedere per conto della società dal suo liquidatore Antonio Venturini. Alessandro Petroli, genero dell’onorevole Augello, ex collaboratore dell’onorevole Marcello Taglialatela, è stato il segretario del consiglio di amministrazione con delega al Centro Elaborazione Dati della società. Raffaella Di Fazi è stata sempre nella segreteria del cda. Giuseppe Ciminello seguiva gli ordini di acquisto, le gare, e il protocollo. Eleonora Marti è la sindacalista Cisl addetta al controllo documentale e assistente alla rendicontazione per i progetti L&S, Motus, Replay, L&S4, dal 2007 al 2013. Tutto questo prima di venire demansionata e subire un provvedimento disciplinare per non aver voluto firmare dei timesheet di un progetto a cui non aveva lavorato e alla quale è stata sabotata l'auto per quattro volte.

Che vi sia un collegamento tra la gestione finanziaria della società il furto dei computer contenenti documenti ad essa relativi sarà oggetto delle indagini dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e probabilmente rientrerà nei filoni d’inchiesta della Procura di Roma per False fatturazioni, falsificazione di verbali, frode fiscale, truffa aggravata, manipolazione di server informatici e violazione della privacy di funzionari e dipendenti.


Fallimento

17 milioni di euro di bilancio negativo, dei quali 15 sarebbero dovuti servire per pagare i creditori ed altri ancora per le spese delle cause intentate dagli stessi creditori ma anche a fermare le decertificazioni dei lavori svolti da Promuovitalia.

Circa 6 milioni di euro – li reclama proprio il responsabile del Mise, Sappino, tra i maggiori creditori di Promuovitalia.

Prima di chiudere l'azienda per bancarotta, il liquidatore Antonio Venturini, ha chiesto indietro a cda, collegio sindacale, organismo di vigilanza, parte dei soldi relativi ai loro emolumenti, in base a una norma del 2012, non applicata, che chiedeva di ridurli del 10%.

Il passaggio successivo spetta quindi al curatore fallimentare, il commercialista Francesco Rocchi che deve valutare le professionalità interne da tenere in azienda per lavorare sui rendiconti da inoltrare a Mise e Mibact e provare a pagare i lavoratori rimasti senza stipendio da sei mesi.

Per tali conteggi sarebbero necessari i documenti contabili che in gran parte sono stati rubati insieme ai computer “Di cui però esiste il backup”, ha speigato Antonio Venturini. “Anche se ci hanno rubato i computer la contabilità l’abbiamo backuppata e quindi abbiamo tutto, in carta e in digitale, in doppia copia, anche presso la Zucchetti di Roma che gestisce il software che ha fornito il programma di contabilità.”


Fonti

http://www.poat-turismo.it/POAT/partner/Promuovitalia

http://www.wired.it/attualita/politica/2014/09/26/promuovitalia-in-bancarotta-per-colpa-cattiva-politica/

http://www.promuovitalia.it/

http://www.wired.it/attualita/politica/2015/07/24/promuovitalia-scandalo-federturismo/

https://files.acrobat.com/a/preview/883a7295-37ef-4799-86a5-010ce57504df

http://www.wired.it/attualita/politica/2015/07/17/furto-promuovitalia/

http://www.futuroquotidiano.com/prossima-alla-chiusura-promuovi-italia-come-se-alle-porte-non-ci-fosse-lexpo/

http://www.formiche.net/2014/04/02/enit/

http://espresso.repubblica.it/affari/2012/02/24/news/turismo-una-voragine-di-sprechi-1.40962

http://www.wired.it/economia/business/2014/09/11/italia-it-redazione/