Pedemontana Veneta

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Progetto

La Pedemontana Veneta è un progetto di superstrada a pedaggio che si sviluppa nel contesto del Corridoio europeo n. 5, ove la rete autostradale nazionale mostra maggiori problemi a causa della forte saturazione delle arterie esistenti.

Consentendo la chiusura di un ideale anello che racchiude l'intera area centrale veneta, congiunge l'area vicentina a quella trevigiana, interessando in particolare l'ambito territoriale della valle dell'Agno, tra Montecchio Maggiore e Castelgomberto, e della zona pedemontana veneta, tra Malo e Bassano del Grappa in provincia di Vicenza e tra S. Zenone degli Ezzelini, Montebelluna e Spresiano in provincia di Treviso.

Il progetto della Pedemontana Veneta ha l'obiettivo di riordinare e riorganizzazione l'intero sistema viario del territorio di riferimento per migliorare i livelli complessivi di qualità e di sicurezza in funzione delle esigenze della mobilità e dello sviluppo a livello locale, consentendo modifiche sostanziali all'assetto della mobilità stessa sull'intero Nord-Est.

L'intervento si pone i seguenti obiettivi:

o Garantire un'adeguata risposta alla domanda di mobilità generata dal territorio pedemontano, che risulta essere il più urbanizzato e industrializzato del Veneto;

o Completare la rete viaria di primo livello del Veneto, mettendo a sistema le grandi infrastrutture autostradali e sostenendo lo sviluppo policentrico veneto tramite riordino della maglia infrastrutturale esistente;

o Integrare la rete della grande viabilità nei corridoi europei.

L'opera per il progetto della Pedemontana Veneta interessa il territorio di 36 Comuni, di cui 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso.


Cantieri

Per la realizzazione della superstrada è prevista la formazione di 6 cantieri principali distribuiti lungo tutto il tracciato e di 10 cantieri secondari (operativi).

I cantieri principali sono caratterizzati dalla presenza di strutture ricettive (dormitori e mense) a servizio del personale operaio ed impiegato, e dalla presenza di uffici in cui opera la struttura direttiva principale necessaria per la realizzazione dei singoli lotti di cui si compone l'opera. E' prevista una suddivisione dell'opera in 3 lotti principali:

• Lotto 1 tra la progr. km - 4+274,31 (raccordo con A4) e la progr. Km 23+600,00 (imbocco lato est galleria artificiale "S.Simeone II" in comune di Villaverla;

• Lotto 2 tra la progr. Km 23+600,00 (imbocco lato est galleria artificiale "S.Simeone II" in comune di Villaverla) e la progr. Km 52+600,00 (svincolo di Mussolente Loria) compreso l'interconnessione con la A 31;

• Lotto 3 tra la progr. Km 52+600,00 (svincolo di Mussolente Loria) e la progr. Km 89+500,00 compreso l'interconnessione con la A 27.

I cantieri principali per la realizzazione dell'infrastruttura sono invece:

• 1.1 CP: Cantiere principale con annessa area destinata a deposito temporaneo posizionato nel comune di Trissino, al km 4+092.00 del tracciato della SPV;

• 1.2 CP: Cantiere principale posizionato nel comune di Malo, al km 17+450.00 del tracciato della SPV;

• 1.3 CP: Cantiere principale posizionato nel comune di Cornedo Vicentino, in corrispondenza dello "svincolo di Castelgomberto";

• 2.1 CP: Cantiere principale e di prefabbricazione posizionato nel comune di Mason Vicentino, al km 36+620.00 del tracciato della SPV;

• 2.2 CP: Cantiere principale e di prefabbricazione posizionato nel comune di Romano d'Ezzelino, al km 49+962,50 del tracciato della SPV;

• 3.1 CP: Cantiere principale posizionato nel comune di Trevignano, al km 72+000.00 del tracciato della SPV.


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Costi

La procedura di finanziamento adottata è quella del "Project Financing"( ai sensi art. 37 bis Legge n. 109/94 e s.m.i. e L.R. n. 15/2002), che consiste nella partecipazione mista pubblico-privato.

Il soggetto aggiudicatario per i lavori è l'ATI "Consorzio Stabile S.I.S. Scpa - Itinere Infraestructuras S.A." per ordinanza n. 3802 del 15.08.2009 del Commissario Delegato.


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Il costo dell'opera è previsto al 2014 di circa 2 miliardi e 258 milioni di euro, con un contributo pubblico di 614,9 milioni.


Aumento imprevisto: la denuncia a febbraio 2014

Un primo progetto risale al 1966, da allora si sono susseguiti revisioni e varianti che hanno di continuo posticipato l'avvio della realizzazione ed aumentato il budget necessario.

A cinque anni dall’avvio del piano per la realizzazione dell'infrastruttura, emergono dele irregolarità denunciate dall' l’eurodeputato Andrea Zanoni in occasione di conferenza stampa indetta proprio per svelare quanto scoperto sulle carte del contratto di project financing stipulato tra la Regione e l’Ati e tra Itinere infrastrutture e Consorzio Stabile Sis, ossia i due attori privati che hanno vinto la gara d’appalto.

Zanoni ha denunciato l'aumentano i soldi pubblici nell'accordo di finanziamento, che non sarebbe stato reso altrettanto pubblico. Con una modifica alla convenzione alla base dell’accordo progettuale, spiega Zanoni, sono stati aggiunti al bilancio del piano 441 milioni , tutti provenienti dalle casse della Regione Veneto e dello Stato: «Un aumento di capitale per coprire nuove spese e altri problemi che viene però interamente finanziato dai contribuenti».

L'eurodeputato lamenta inoltre che la gratuità della tratta sarebbe stata comunicata in modo ingannevole: «Uno specchietto per le allodole la gratuità della strada fin qui sbandierata...La Pedemontana infatti sarà a pagamento. Gli sconti? Ci sono, del 50%, ma solo per i primi 15 anni e solo per over 65 anni e under 23».


Ritardi e responsabilità

A seguito della conferma dell'avvio dei cantieri e dell'incarico dell'appalto al Consorzio Stabile Sis Itinere Infraestructuras. Confartigianato Vicenza assieme a Confartigianato AsoloMontebelluna, ha commissionato allo studio Tolomeo coordinato da Paolo Feltrin docente di Scienza dell'amministrazione all'università di Trieste, un'analisi che si interroga sulle conseguenze della Pedemontana una volta ultimata e offre scenari di governance alle amministrazioni.

«L'infrastruttura appare nel primo Piano di sviluppo economico regionale (1966 - 1970) — puntualizza il professore - e da allora è diventata anche un possibile asse trasportistico su lunga distanza che collega l'area centrale del Veneto al nord Europa, parallelamente o a alternativamente all'A4: attraverso la stima dei flussi di traffico studiamo quali infrastrutture aggiuntive possano rendere compatibili il trasporto locale e quello a lunga percorrenza, oltre ai possibili reticoli interni per interconnette queste due fasce parallele».

Sull'impatto territoriale e sul potenziale turistico, vengono sollevate delle perplessità: «Accettando che la Pedemontana porterà un maggior sviluppo, ci interroghiamo sulla pianificazione urbanistica-territoriale che eviti l'effetto diffusivo tipico della marmellata veneta che si espande a macchia d'olio, identificando le aree necessitanti di una salvaguardia ambientale e quelle che, avendo già una destinazione di tipo commerciale produttivo possono essere sviluppate anche lungo i caselli».

Se, per il professore Paolo Feltrin, la responsabilità del ritardo trentennale nella realizzazione della superstrada è imputabile ai cittadini, Giuseppe Sbalchiero, presidente Confartigianato Vicenza, ricorda che « le 27mila imprese artigiane di Vicenza sono composte da cittadini che assieme alle loro famiglie sono legati al territorio, il che dimostra una coincidenza di interessi fra cittadini e imprese. C'è solo un responsabile dei ritardi: la politica». D'accordo Stefano Zanatta presidente Confartigianato Asolo Montebelluna: «Il nostro territorio è stato devastato e con questo studio, per la primo volta, due associazioni di imprenditori, che a loro volta sono cittadini, si occupano di capire come governare il cambiamento. La Pedemontana sarà il vero "Passante" del Veneto».


Interrogazione parlamentare

I problemi e i ritardi nella realizzazione della Pedemontana Veneta hanno portato anche a iniziative parlamentari per denunciare la situazione fin dagli anni Novanta [1].

Tra le più recenti, al 2014, l'iniziativa del deputato Laura Puppato: “Sto depositando con un urgenza un’interrogazione perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e lo stesso Primo Ministro si facciano carico di controllare quello che sta succedendo in Veneto riguardo la progettazione e la realizzazione della superstrada (in realtà autostrada) Pedemontana. La strada avrebbe dovuto essere un servizio per i cittadini dei comuni delle provincie di Vicenza e Treviso, ma si sta trasformando in un mostro che prosciuga le casse regionali e ora anche statali e viene costruito in spregio ad ogni minima considerazione delle reali esigenze dei comuni toccati. Facendo mie le preoccupazioni dell’OTI – Osservatorio tecnico infrastrutture – perché concrete e reali, devo ravvisare che nel comune di Cassola in particolare, si sta assistendo ad un esito paradigmatico della logica errata e incauta che ha prodotto fin qui l’opera. Oneri che salgono a dismisura a danno di tutti e problemi sviati che oggi piombano come macigni determinando oneri non compatibili con la cittadinanza. La logica inaccettabile a monte di tutto e che si protrae da troppi anni in Italia vede la costruzione di infrastrutture trattata come fosse un’emergenza, attraverso un commissariamento che impedisce di comprendere scelte e costi. Tutto viene offuscato. Dal 2001 la legge obiettivo ha espropriato i cittadini e i comuni della possibilità di partecipare alla progettazione di un’opera così impattante sulle loro vite”.

Il tema ha sollevato molte polemiche anche in regione Veneto, e la deputata ha denunciato la scarsa disponibilità a fare chiarezza sulla gestione dei lavori: “Le risposte pervenute finora sono incomprensibili tecnicamente, pare vi sia solo fastidio verso chi chiede ragioni delle scelte che cambiano in corso d’opera e prevedono maggiori costi per decine e decine di milioni”.

“In dieci anni il percorso ha già subito cinque varianti e per quattro anni è stato tenuto fermo pur avendo scelto di passare sopra una discarica attiva profonda oltre 40 metri, mentre oggi, improvvisamente, si vorrebbe farla passare attraverso un territorio edificato ed ampliato, guarda caso, nelle strutture proprio in questi 4 anni. Nessuno spiega perché non si scelga la variante a nord proposta da tempo che permetterebbe il transito in una zona abbandonata e relativamente lontana dal centro di Cassola. Se tutto è stato svolto secondo criteri di trasparenza e fattibilità tecnica, non vedo perché non si possa rispondere ai legittimi dubbi di tecnici esperti in infrastrutture e cittadini, senza tirare in ballo questioni che nulla hanno a che vedere con il tema sollevato, visto che Villa Roberti, citata dal commissario Vernizzi come impedimento, in realtà dista almeno 1 500 metri dal sito della discarica, mentre la variante a nord proposta e meno onerosa per almeno 15milioni di euro, ne lambirebbe appena il confine”. “In ogni caso dubbi sempre più massicci sorgono sulla qualità di un progetto che da oltre vent’anni giace e viene modificato e stravolto subendo decine di variazioni e che, nonostante ciò, presenta ancora lacune enormi. Una polveriera fonte di sprechi del denaro dei contribuenti e di speculazioni ai danni di enti pubblici, spero che almeno il Governo senta la necessità di chiedere conto e intervenga presto per rispondere alle preoccupazioni di amministratori pubblici e cittadini veneti” ha concluso la deputata [2].


Inaugurazione del Presidente della Regione

La prima pietra sarà posata a Villaverla (Vicenza) perché è il tratto dove iniziano i lavoro nei cantieri, ma il via ufficiale alla realizzazione della nuova superstrada Pedemontana Veneta è stato già celebrato dal presidente del Veneto, Luca Zaia, presso i cantieri di Santa Croce di Romano d’Ezzelino, dove è stato allestito il campo base per la nuova arteria veloce lunga quasi 100 chilometri, che ospiterà 200 operai e tecnici.

"Vi consegniamo e vi affidiamo il Veneto - ha detto Zaia a Matterino Dogliani, presidente di Sis, il consorzio di imprese incaricato dell’opera - questo è il territorio del rigore e della parola".


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"Se potessimo fare da soli, disponendo delle tasse che già paghiamo, il Veneto sarebbe molto migliore di quello che è. La Superstrada della quale poniamo la prima pietra è, da questo punto di vista, esemplare. L’idea ha quasi un quarantennio di vita, ma la realizzazione parte, dopo quasi un quindicennio di ordinaria burocrazia, a dispetto della valenza internazionale del tracciato. Ricordo che il Veneto è l’incrocio tra il Corridoio I e il Corridoio V, ed è quindi qui che si fa l’Europa che serve e che ci piace", ha dichiarato il presidente, secondo il quale "La situazione odierna del nostro Paese ci dà la possibilità di essere un campo di prova per il futuro, dal punto di vista istituzionale e della coesione sociale. La Superstrada Pedemontana Veneta è una delle tante opere delle quali abbiamo bisogno per consolidare il nostro impegno allo sviluppo e il ruolo chiave in una economia internazionalizzata delle quale vogliamo essere protagonisti, forti della nostre capacità e del nostro storico ruolo di cerniera tra i popoli. Noi queste opere le vogliamo e dobbiamo fare, perché ragioniamo per le future generazioni, a partire da quelle di mitigazione del rischio idraulico del nostro territorio". "Per realizzarle servono soldi, molti soldi. Ci basterebbero in realtà gli euro delle nostre tasse. Ma facciamo parte di un sistema che si chiama Italia – ha ribadito Zaia – e dobbiamo concorrere con quote di solidarietà e sussidiarie a favore di quelli che hanno difficoltà a vivere, e che spesso sprecano. Allora per prima cosa eliminiamo gli sprechi. Poi costruiamo assieme le condizioni perché il nostro sistema sociale e imprenditoriale, e tutti coloro che vogliono fare la loro parte sul territorio e rimboccarsi le maniche, possano farlo per il bene comune", ha concluso il governatore del Veneto, ammettendo gli sprechi delle gestioni passate, ma anche sottolineando un'esigenza di autonomia fiscale che responsabilizzerebbe le amministrazioni locali anche nella realizzazione delle opere pubbliche come la Pedemontana.

Nella stessa occasione il commissario governativo all’arteria, Silvano Vernizzi, ha annunciato che "Abbiamo già in fase di approvazione il secondo lotto esecutivo tra Bassano e Breganze - entro febbraio dell’anno prossimo tutto il progetto esecutivo sarà approvato".

"Il duplice valore di quest’opera va intesa sia come asse stradale di valenza locale, che va a servire tutta la fascia Pedemontana vicentina e trevigiana, tra le più preziose e industrializzate d’Italia, sia come via di collegamento verso l’Est, inserita di fatto come parte nord del Corridoio V", ha ricordato ancora Vernizzi . "La Superstrada Pedemontana Veneta – ha aggiunto – è un’opera che cerca di impattare il meno possibile sul territorio, nascondendosi e non alterando il paesaggio, attraverso trincee e gallerie, sia naturali che artificiali, che diminuiscono sensibilmente la percettività dell’arteria stradale". "E’ stato, inoltre, condotto un intenso lavoro di confronto – ha concluso Vernizzi – con tutti i Comuni interessati dall’intervento con l’accoglimento di numerose richieste compensative: questo lavoro ha portato al parere favorevole di tutti i Comuni, escluso uno, in sede di Conferenza di servizi sul progetto definitivo".


Le opere incompiute "storiche"

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La Pedemontana Veneta, dopo una gestazione di 46 anni del progetto, rientra nella lista delle storiche opere pubbliche italiane stilata da Confcommercio nel "Libro bianco sui Trasporti e le Infrastrutture in Italia".

Il libro si propone di fare luce e contabilizzare, a distanza di decenni, gli sprechi relativi a un gruppo di 27 infrastrutture pubbliche iniziate e mai portate a termine.

Complessivamente, secondo lo studio di Confcommercio, valgono 31 miliardi di euro ed hanno ormai accumulato ritardi che variano da un minimo di 5 anni (la terza corsia dell'A11 in Toscana e il prolungamento dell`A27 in Veneto) a un massimo di 50 (il tunnel Rapallo Fontanabuona in Liguria e la trasversale Fano-Grosseto in Toscana).


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Riguardo allo stato di attuazione del Pis (Programma per le infrastrutture strategiche), attualmente valutato oltre 367 miliardi di euro, si evince che solo il 9,3% delle opere è stato portato a termine, mentre oltre metà è ancora in fase di progettazione.

Per Confcommercio "è senza dubbio doveroso tenere nella debita considerazione gli effetti che la grave congiuntura economica inevitabilmente stanno esercitando sugli stanziamenti previsti", tuttavia si tratta di una situazione che ha origine appunto storiche oltre che cause collegate a modelli pubblici gestionali e burocratici inefficienti e complici di non permettere l'individuazione delle responsabilità, spesso "diffuse" o generalmente "politiche".

Quanto al periodo più recente, le risorse per nuove infrastrutture, hanno subito nel biennio 2009-2011 una riduzione del 34%, toccando il livello più basso del ventennio precedente.

Nello studio Confcommercio invita ad usare più celemente fondi strutturali e Fas, allo stesso tempo l'Associazione ha ricordato "la pericolosa lentezza con cui si stanno utilizzando i 41,2 miliardi di fondi strutturali e Fas stanziati per il quinquennio 2007-2013". Si tratta di stanziamenti destinati a programmi di infrastrutture nazionali (11,7 mld) e regionali (29,5 mld) destinati per l'85% nel Mezzogiorno. Al momento risulta utilizzato solo il 12% delle risorse: il rischio è trovarsi a fine anno obbligati a restituire a Bruxelles 2,6 miliardi di euro, la porzione comunitaria dei fondi Fas stanziati (anche in questo caso si registrano incapacità gestionali e sprechi, si veda la relativa voce su Wikispesa.

Il costo-opportunità dell'inefficienza nella realizzazione delle opere pubbliche registrate dallo studio, stimato tra il 2001 e il 2010, per quanto riguarda il miglioramento dell'accessibilità stradale, quindi il modo in cui i centri urbani sono collegati alla rete nel suo complesso , è un mancato incremento del Pil pari a 142 miliardi di euro. La stima è ottenuta utilizzando come riferimento per il bechmarking la Germania, tuttavia il completamento delle opere anche senza rapportarsi ai principali protagonisti europei, limitandosi ad una omogeneizzazione dei livelli di accessibilità alla rete sul piano nazionale, riducendo gli enormi squilibri esistenti ad esempio tra Nord e Sud, avrebbe prodotto significativi effetti virtuosi, si legge nel rapporto. Il Pil perduto nel 2010 viene infatti quantificato in 50 miliardi di euro, corrispondente all'incremento del 3,2% del Pil che si sarebbe registrato portando i livelli di accessibilità medi del Mezzogiorno agli standard raggiunti nella regione Lombardia.


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Fonti

http://www.commissariopedemontana.it/commissariopedemontana/index.jsp

http://www.commissariopedemontana.it/commissariopedemontana/progetti.jsp

http://www.commissariopedemontana.it/commissariopedemontana/cantiere.jsp

http://it.wikipedia.org/wiki/Pedemontana_Veneta

http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2014/02/07/news/pedemontana-scoppia-lo-scandalo-costera-di-piu-e-pagano-i-cittadini-1.8621721

http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/12/05/16/opere-incompiute-confcommercio.html

http://www.giornalepartiteiva.it/attualita/87-trasporti-valgono-31,1-miliardi-le-incompiute.html

http://www.ilgiornale.it/news/economia/cinquantanni-incompiute-400-grandi-opere-fantasma-sprechi-959756.html

http://www.venetoconsumatori.it/2012/litalia-dei-trasporti-inefficienza-e-opere-incompiute/

http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2011/02/20/MCKPO_MCK02.html

http://www.laurapuppato.it/regione/laura-puppato-presto-interrogazione-su-pedemontana-veneta/

http://www.ilgiornale.it/news/pedemontana-veneta-ai-lavori.html

http://www.fanpage.it/l-italia-delle-opere-incompiute-presentato-il-libro-bianco-sui-trasporti/