Pedemontana Lombarda

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La Pedemontana Lombarda, in progettazione fin dagli anni Cinquanta, è un'infrastruttura stradale sarebbe finalizzata a ridurre il traffico sempre più intenso, soprattutto di merci, che transita da Varese verso la pianura padana e decongestionando il traffico sulle tangenziali e sui raccordi tra l’Autostrada dei Laghi e la Milano–Venezia, prevedendo anche un raccordo con la nuova BreBeMi. Non è direttamente collegata ai progetti infrastrutturali di Expo; ma il suo completamento era stato previsto per l'inizio della manifestazione internazionale per ridurre i problemi di congestione che verrebbero aggravati nel periodo dell'evento proprio nel tratto interessato.


Progetto

Un primo progetto della Pedemontana risale alla fine degli anni cinquanta, come infrastruttura necessaria per lo sviluppo delle zone nord-occidentali lombarde. Nelle prime versioni si prevedeva la costruzione di un'autostrada che avrebbe collegato Bergamo a Biella .

Il progetto negli anni settanta venne fermato per il blocco della costruzione di nuove autostrade. Nel 1983 la regione Lombardia chiese di derogare alla legge e successivamente l'autostrada pedemontana rientrò così nel programma triennale Anas [1].

Il 14 novembre 1986 nasceva la società Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. costituita dalla Società Autostrade e dalla Società Serravalle - Milano - Ponte Chiasso. Il 31 agosto 1990 con decreto interministeriale veniva autorizzata la concessione per la realizzazione dell'infrastruttura.

Nel periodo dei primi anni 2000 il tracciato della pedemontana assunse la fisionomia quasi definitiva e nel marzo del 2003 l'autostrada venne inserita nella legge obiettivo. Il progetto preliminare e la valutazione di impatto ambientale vennero pubblicati nel febbraio del 2004, il 29 marzo 2006 il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) approvò il progetto preliminare.

Il 1º agosto 2007 la società Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. e la concedente Cal S.p.A. firmarono quindi la convenzione che autorizzava la concessione per la realizzazione dell'autostrada.[6]

Nel corso del 2008, durante l'elaborazione del progetto definitivo, sono stati sviluppati approfondimenti di molte parti del tracciato finalizzate, da un lato, al rispetto delle prescrizioni dettate dal Cipe con l'approvazione del progetto preliminare e, dall’altro, a trovare le soluzioni progettuali d'intesa con gli Enti locali territorialmente interessati. Il progetto definitivo è stato pubblicato il 21 aprile 2009: rispetto al progetto preliminare, sono state accolte 384 prescrizioni del CIPE e introdotte ulteriori 22 varianti, approvate in seguito a numerosi "tavoli" territoriali ed ambientali.

Il 29 maggio 2009 si è tenuta la Conferenza dei Servizi in Regione Lombardia il 6 novembre successivo il Cipe ha approvato il progetto definitivo e il piano finanziario. I lavori sono iniziati il 6 febbraio 2010.


Il progetto è gestito dalla società Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. (68% Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A., 20% Equiter S.p.A., 6% Banca Infrastrutture Innovazione Sviluppo S.p.A., 5% UBI Banca S.p.A., 1% Par. Cop. Soc. Cons. Ar. L.), mentre la società Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A (50% ANAS, 50% Infrastrutture Lombarde al 100% della regione Lombardia) esegue il monitoraggio dell’iter approvativo della Convenzione Unica di Concessione, coordinamento e supporto alla società Pedemontana per la redazione degli atti di gara per l'individuazione del Contraente Generale (lotti CO1 e VA1) e per l'affidamento della progettazione definitiva (lotti A, B1, B2, C, D, CO2, VA2), attività tecniche connesse all'accordo di Programma promosso da Regione Lombardia, rilascio/diniego attestazioni di compatibilità tecnica di interventi urbanistici in fascia di salvaguardia.

Il primo lotto dei lavori è stato aggiudicato al raggruppamento di imprese formato da Impregilo (mandataria), Astaldi, Aci Scpa-Consorzio Stabile e Pizzarotti.

Il secondo lotto dei lavori è stato aggiudicato all'ATI guidata dalla società austriaca Strabag con le italiane Maltauro, Fincosit e Adanti.

Al 2014, si contano oltre 1.000 incontri tecnici, istituzionali, pubblici e con singoli cittadini, oltre 500 ingegneri, geometri, architetti, geologi ed esperti ambientali coinvolti, 384 prescrizioni del Cipe accolte e 22 ulteriori varianti introdotte. Una sola copia del Progetto Definitivo è formata da 16.500 elaborati, contenuti in 500 faldoni, per un peso complessivo di una tonnellata: se aperti, coprirebbero una superficie di oltre 10 mila metri quadrati.


L'infrastruttura

La Pedemontana Lombarda è una grande infrastruttura che si inserisce in un ambito territoriale prevalentemente urbano. Al termine dei lavori è previsto che colleghi 5 province (Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como, Varese), in un territorio abitato da circa 4 milioni di persone, dove operano oltre 300.000 imprese, che esprimono il 10% del PIL nazionale. La Pedemontana Lombarda non sarà solo un’autostrada, ma un sistema viabilistico, composto da 67 km di autostrada, che costituiscono l’asse principale da Cassano Magnago a Osio Sotto, 20 km di tangenziali (articolati nei sistemi tangenziali di Varese e Como, lunghi rispettivamente 11 e 9 km ) e 70 km di opere stradali connesse, con lo scopo di contribuire a risolvere la congestione della viabilità locale.


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Dei 67 km di autostrada, poco meno di 20, da Meda a Vimercate, saranno a tre corsie per senso di marcia, mentre i restanti tratti (da Busto Arsizio fino a Meda, e da Vimercate alla A4, oltre alle tangenziali di Como e Varese), così come le tangenziali, saranno a due corsie per senso di marcia. La viabilità connessa sarà invece a una corsia per senso di marcia. Il numero di corsie è determinato dal traffico atteso, in media oltre 60.000 veicoli al giorno sulla tratta autostradale, con punte di oltre 80.000 all’interno di quel denso e attivissimo “alveare” che è la Brianza centrale.


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La Pedemontana Lombarda si differenzierà dalle autostrade esistenti per come attraverserà il territorio. Per minimizzarne l’impatto ambientale e per la difficoltà di attraversare una delle aree più edificate d’Europa, è stata progettata per quasi i tre quarti degli 87 chilometri di autostrada e tangenziali sotto il livello della campagna, pressoché invisibile, in trincea e galleria naturale o artificiale.


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Costi

l progetto, finanziato dal Cipe, prevede una spesa totale di € 4.115.000.000 dei quali il contributo statale ammonta a 1,2 miliardi di euro [2] per un totale di 87 km di autostrada e 70 km di nuova viabilità provinciale e comunale, comprendente anche le nuove tangenziali di Como e Varese.

Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. è una società a partecipazione pubblica, i quali azionisti sono al: 76,420% Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. 14,984% Equiter S.p.A. 4,496% Intesa Sanpaolo S.p.A. 3,746% UBI Banca S.p.A. 0,354% Par. Cop. Soc. Cons. Ar. L.


Lavori interrotti

A gennaio 2014 nella tratta A l’avanzamento lavori è pari al 94,90%, sono incorso attività di finitura, di verifica della corretta posa delle barriere di sicurezza e di realizzazione dei canali di gronda. Nel primo lotto della tangenziale di Varese l’avanzamento lavori è pari al 75,60%.
E’ in corso la realizzazione della Fase 2 lotto "B0" - Interconnessione A9 da pk - 0+850 a pk 1+800 - svincolo di Lomazzo, l'asse principale dell'Autostrada Pedemontana Lombarda. Nel primo lotto della tangenziale di Como l’avanzamento lavori è pari al 73,53%.


L'ultima interruzione dei lavori si è verificata ad aprile 2014, proprio ad un anno l'inizio del Milano Expo 2015 rischiando di compromettere il completamento delle tratte rilevanti ai fini del miglioramento della viabilità in corrispondenza dell'evento.

Ad aprile 2014 il Cda della Pedemontana ha infatti deciso di sospendere due cantieri nella provincia di Varese per mancanza di fondi (400 milioni di finanziamento bancario), la cui interruzione lascerebbe incompiute due rilevanti opere stradali, l’asta principale della nuova «autostrada degli aeroporti» tra Cassano Magnago e Osio Sotto, quindi tra Malpensa e Orio al Serio, e la Tangenziale Est di Varese, opera annessa destinata a collegare, più a nord, l’Autolaghi (uscita Gazzada) con il valico italo-svizzero del Gaggiolo.


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A maggio 2014 inoltre i sindaci dei Comuni a cavallo fra la Brianza e il Comasco hanno richiesto di rivedere il progetto per discutere un’ottimizzazione del tracciato della variante alle SP33 e 133 (TRCO 11), opera connessa alla Pedemontana nella zona di confine fra le due Province di Monza e Como, che hanno partecipato a un incontro insieme con sindaci e assessori dei Comuni di Rovello Porro, Rovellasca, Misinto, Lazzate, Cogliate, Ceriano Laghetto e Saronno. I Comuni hanno quindi chiesto di sospendere le operazioni di esproprio.

Il tracciato iniziale era una linea retta nord-sud, poi cambiato fra Rovellasca e Misinto, deviando verso ovest e sovrapponendosi all’attuale provinciale. La strada che avrebbe tagliato parte dei campi di Misinto è stata spostata su una provinciale che già c’è. E' nato un comitato che si batte per cambiare il percorso, così come vorrebbe anche il sindaco uscente di Rovello Porro.

E' proprio la molteplicità di interessi toccati dalla realizzazione dell'infrastruttura a rallentare i lavori, e la Regione si è detta intenzionata ad approfondire il caso. Sarà riunita quindi una nuova segreteria tecnica dell’accordo di programma, alla presenza dei Comuni, delle Province, del concessionario Autostrada Pedemontana Lombarda Spa e del concedente CAL Spa per approfondire tutti gli aspetti delle proposte di variante al tracciato avanzate dai Comuni [3].


Criticità e proteste

La comunità locale, che attende da tempo il completamento della struttura, confida nella pressione degli amministratori locali affinché l'opera non rimanga incompiuta. Secondo il sindaco di Cassano Magnago Nicola Poliseno : «Non completare il progetto sarebbe assurdo. Pedemontana è un’opera attesa da decenni in Lombardia proprio per migliorare i collegamenti, non è pensabile che proprio ora con il primo tratto al traguardo possa essere messa in discussione. Davvero non avrebbe senso lasciare l’opera incompiuta. Io sono convinto che si arriverà alla fine. Diversamente sarebbe una grave sconfitta per tutti».

Il progetto, oltre a plausi e speranze di accelerazione del completamento dei lavori, raccoglie critiche da parte di comunità locali interessate dall'opera. Le voci contrarie si concentrano sul fatto che nella sua zona centrale, in particolare nel comune di Meda, la costruzione del casello e la necessità di distruggere buona parte della superstrada Milano-Meda, provocherebbe un aumento del traffico della zona. Inoltre i residenti della stessa zona chiedono rassicurazioni in merito a possibili rischi generati da scavi in zone dove sono seppelliti residui di diossina legati al disastro di Seveso. Le proteste contro il progetto e la Regione Lombardia sono state espresse in una manifestazione popolare in valle Olona il 28 novembre 2009. Un ulteriore punto controverso riguarda il consumo di suolo che la nuova infrastruttura andrà ad impattare sul territorio, giudicato da alcuni critici eccessivo e non sempre necessario. [4].

Legambiente ha dapprima denunciato l'inutilità del nuovo sistema autostradale: «Noi l’abbiamo sempre sostenuto che Pedemontana era devastazione e basta – dice Flavio Castiglioni, presidente del circolo di Legambiente Valle Olona – guardiamo che cosa è successo nella nostra zona, ferita dal tracciato. Per noi l’opera va fermata. Non ci sono soldi, non ci sono coperture, il rischio è di avere una triste replica nel nord Italia della Salerno–Reggio Calabria», inoltre, prosegue, «Pedemontana è sempre stata sbandierata come opera utile per Expo. Bene, Expo è alle porte, e l’autostrada non sarà pronta. Allora meglio fermare tutto, completando il primo tratto fino a Lomazzo e assicurando le compensazioni ambientali. E il resto sia messo nel cassetto». Per Dario Balotta, responsabile per i Trasporti di Legambiente Lombardia, «Pedemontana è un pozzo senza fondo». «Basta — dice — sprecare soldi che tra l’altro non ci sono. I lavori vanno fermati a Lomazzo».

Tra le polemiche la Regione ha garantito l’ultimazione dell’opera secondo i tempi, auspicando la decisione del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per il bonus «defiscalizzazione» da 500 milioni di euro, che favorirebbe la ripresa dei lavori.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha nel frattempo sbloccato 128 milioni ancora dovuti all’impresa che aveva già concluso la prima tratta di Pedemontana, tuttavia la seconda parte di cantiere, bloccata, che va dallo svincolo di Lomazzo alla Milano-Meda, è quella fondamentale per Expo per il traffico in arrivo da nord-ovest.

In una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 18 aprile 2014 si legge che sono state "definite le condizioni necessarie per le misure di defiscalizzazione della pedemontana lombarda e il ministro Maurizio Lupi ha chiesto che avendo concluso questa difficile lunga fase istruttoria si proceda con la massima urgenza alla convocazione di un nuovo CIPE per la prossima settimana. In quella occasione il concedente ed il concessionario sottoporranno alla approvazione del CIPE l'atto aggiuntivo che ratificherà la defiscalizzazione della intera opera". [5]


Un'ulteriore questione aperta risulta quella della proroga del prestito ponte da 200 milioni di euro scaduto il 31 marzo 2014 e che il Cda ha chiesto venga prorogato fino al 31 maggio.


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Le dichiarazioni del Sindaco di Milano e la polemica con la Regione

Il 30 aprile 2014 il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia intervistato da Radio Popolare ha dichiarato «Sono assolutamente contrario che si prosegua sulla Pedemontana» che definisce uno «spreco», tanto da essere «di fatto in default». «È un pezzo autostradale assolutamente non necessario né per Expo, né per il post-Expo.»

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha commentato dicendosi "stupito ed esterrefatto dalle dichiarazioni del sindaco di Milano". "La Pedemontana - ha affermato il Presidente della Regione, è una delle grandi infrastrutture per la Lombardia, fondamentale e utilissima per la mobilità: dire queste cose significa attentare alla realizzazione stessa dell’opera perché non è coinvolto solo il pubblico ma ci sono le imprese private” e “si tratta di un sistema che richiede investimenti e fiducia e se le istituzioni dicono certe cose la fiducia viene meno”. Il governatore ha ribadito che “per la Lombardia la Pedemontana va fatta e andrà fatta, e anche il ministro delle Infrastrutture Lupi ha confermato questa posizione”.

Critico con il sindaco anche il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo (Ncd) secondo il quale Pisapia “in un colpo solo ha reso evidente di non essere in grado di realizzare le opere che dipendono dal Comune di Milano, come nel caso della M4, e di non essere in sintonia con i lombardi, evocando una tardiva contrarietà alla realizzazione della Pedemontana”.

Nella stessa sera, il sindaco, in occasione di un veneto celebrativo della distanza di un anno dall'inizio dell'Expo, ha chiarito la sua posizione sulla realizzazione dell'autostrada Pedemontana dichiarando "E' ora di finirla con gli equivoci, ho detto che la Pedemontana non è una infrastruttura essenziale per Expo 2015 perché è in una situazione economica e finanziaria difficile". Pisapia poi ha aggiunto che al di là delle tutele dei lavoratori, che mi vedono in prima fila, bisogna evitare che la Pedemontana mandi in default tutta la società Milano-Serravalle", "Bisogna lavorare insieme e vedere le priorità per Expo e poi ragionare sul dopo", ha concluso.


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A maggio 2014, ad un anno dall'inaugurazione della manifestazione internazionale Expo Milano 2015, cresce il rischio che le opere pubbliche progettate per rispondere alle esigenze previste di mobilità e servizi durante i sei mesi dell'evento non saranno pronte per l'inizio della manifestazione rimanendo incompiute.


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Il Rapporto Oti Nordovest: il rischio di incompiute e cantieri aperti per Expo 2015

Il Rapporto Oti Nordovest, curato dalle associazioni Assolombarda, Confindustria Genova e Unione degli Industriali di Torino già a inizio 2013 descriveva una situazione preoccupante riguardo l'avanzamento dei lavori necessari per terminare le opere progettate nel contesto dell'Expo: tra i cantieri aperti in Lombardia, soltanto la tratta ferroviaria Saronno Seregno risulta terminata , 11 opere hanno registrato avanzamenti mentre altre 8 sono rimaste completamente ferme.

Viene descritto come allarmante il caso del sistema autostradale regionale: nel 2001 la Lombardia aveva una disponibilità autostradale pari a 65 chilometri ogni milione di abitanti, dopo 12 anni e nonostante i 300 chilometri di nuove autostrade previste per il 2015, la situazione è rimasta la stessa.

L'unica opera autostradale che potrebbe entrare in esercizio nei tempi previsti, ossia entro la seconda metà del 2014, è la BreBeMi, collegamento tra Milano e Brescia [6].

La situazione della Pedemontana [7] è definita incerta, e risulta realizzabile solamente il completamento per tempo del primo lotto, ossia la tratta A8-A9, viene invece considerato dal Rapporto Oti, "impossibile prevedere la data di conclusione dell'intera opera.

Un'analoga situazione si presenta per la Teem (Tangenziale Esterna Est di Milano) : secondo il Rapporto Oti è altamente improbabile che l'opera entri in esercizio in tempo utile per l'Expo. La situazione è in grave ritardo, sostiene Giuliano Asperti, vicepresidente Territorio e Infrastrutture di Assolombarda: Non possiamo permetterci di avere i cantieri ancora aperti in prossimità dell'inaugurazione.

Oltre alla Pedemontana e alla Tangenziale Esterna Est, risultano a rischio-incompiute la strada statale Roh-Monza, la Linea 4 della metropolitana, il collegamento ferroviario tra i terminal 1 e 2 dell'aeroporto di Malpensa, le aree di parcheggio, le Vie d'acqua e la ciclopista che avrebbe dovuto collegare il Canton Ticino a Milano, terminata nel tratto svizzero, incompiuta nel tratto italiano.


Le opere incompiute nei Trasporti in Italia: sprechi per 31 miliardi

Confcommercio ha redatto una ricerca sulle opere pubbliche incompiute nel settore dei trasporti che conta 27 infrastrutture che hanno accumulato ritardi da un minimo di 5 anni (la terza corsia dell'A11 in Toscana e il prolungamento dell'A27 in Veneto) a un massimo di 50 (il tunnel Rapallo Fontanabuona in Liguria e la trasversale Fano-Grosseto in Toscana).

L'elenco include infrastrutture avviate e mai completate da nord a sud dell'Italia: dalla Pedemontana Veneta, che si trascina in una interminabile gestazione di 46 anni , all'autostrada Roma-Latina (11 anni), o, ancora, la statale 96 Bari-Matera (20 anni).


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Inoltre le disfunzioni nella realizzazione delle infrastrutture sul territorio italiano comportano un ritardo anche nell’adeguamento agli accordi comunitari su programmazione e completamento del sistema di reti di trasporto trans europee (TEN-T), con 4 “Corridoi necessari” che attraversano l'Italia: il corridoio-1 Baltico-Adriatico che collegherà Helsinki a Ravenna, il corridoio-3 Mediterraneo da Algeciras (Spagna) fino alla frontiera ungherese che comprenderà, tra l’altro, i collegamenti ferroviari Lione-Torino, Milano-Brescia, Brescia-Venezia-Trieste, Milano-MantovaVenezia-Trieste e Trieste-Divaca;il corridoio-5 Helsinki-La Valletta che comprenderà il tunnel di base del Brennero nonché i collegamenti ferroviari FortezzaVerona, Napoli-Bari, Napoli-Reggio Calabria, Messina-Palermo e Palermo La Valletta; il corridoio-9 Genova-Rotterdam che comprenderà i collegamenti ferroviari; Genova-Milano-Novara (cosiddetto “terzo valico appenninico).

Se si considera lo stato di attuazione del PIS10 (Programma per le infrastrutture strategiche), valutato oltre 367 miliardi di euro, emerge che solo il 9,3% delle opere è stato portato a termine, mentre oltre metà è ancora in fase di progettazione. E' senza dubbio doveroso - si legge nel documento - tenere nella debita considerazione gli effetti che la grave congiuntura economica inevitabilmente stanno esercitando sugli stanziamenti previsti.

Le risorse per nuove infrastrutture hanno subito nell'ultimo biennio 2009-2011 una riduzione del 34%, toccando il livello più basso nel ventennio precedente al 2012.

Allo stesso tempo, l'Associazione ricorda "la pericolosa lentezza con cui si stanno utilizzando i 41,2 miliardi di fondi strutturali e FAS stanziati per il quinquennio 2007-2013. Si tratta di stanziamenti destinati a programmi di infrastrutture nazionali (11,7 mld) e regionali (29,5 mld) destinati per l'85% nel Mezzogiorno. Al momento risulta utilizzato solo il 12% delle risorse: il rischio è la restituzione all'Unione Europea nel caso di mancato rispetto dei programmi di 2,6 miliardi di euro, la porzione comunitaria dei fondi FAS stanziati.

E' stato inoltre calcolato un elevato costo-opportunità dell'inefficienza e dei ritardi accumulati nella costruzione delle infrastrutture tra il 2001 e il 2010: con politiche di miglioramento dell'accessibilità stradale, ossia il modo in cui i centri urbani sono collegati alla rete nel suo complesso, tali da allineare il sistema-paese all'andamento dello stesso indicatore in Germania, si sarebbe registrato un incremento del Pil pari a 142 miliardi di euro.

Anche senza rapportarsi ai principali protagonisti europei, limitarsi ad una omogeneizzazione dei livelli di accessibilità alla rete sul piano nazionale, riducendo gli enormi squilibri esistenti ad esempio tra Nord e Sud, avrebbe prodotto significativi effetti virtuosi, si legge nel rapporto. In questo caso, infatti, il Pil perduto nel 2010 viene quantificato in 50 miliardi di euro: corrispondente all'incremento del 3,2% del Pil che si sarebbe registrato portando i livelli di accessibilità medi del Mezzogiorno agli standard raggiunti nella regione Lombardia.


Fonti

http://www.pedemontana.com/numeri.php

http://it.wikipedia.org/wiki/Autostrada_Pedemontana_Lombarda

http://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/2014/05/03/1060345-pedemontana-cantieri.shtml

http://www.miol.it/stagniweb/foto6.asp?Tipo=index&File=pedem&Inizio=1&Righe=50&Col=4

http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2014/05/16/1065985-pedemontana-cantieri.shtml

http://www.pedemontana.com/news_view.php?id=158

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-30/expo-2015-allarme-infrastrutture-130417.shtml?uuid=AbLCIaPH

http://www.wallstreetitalia.com/article/1489755/expo-2015-oti-troppi-ritardi-molte-opere-arriveranno-incompiute.aspx

http://www.fanpage.it/l-italia-delle-opere-incompiute-presentato-il-libro-bianco-sui-trasporti/

http://www.giornalepartiteiva.it/attualita/87-trasporti-valgono-31,1-miliardi-le-incompiute.html

http://wikispesa.costodellostato.it/Milano_Expo_2015:_sprechi,_ritardi,_rischio_incompiute