Passante TAV Firenze

Da WikiSpesa.
Share/Save/Bookmark

Tavfirenzecop.png


Il progetto

Il passante ferroviario di Firenze, avviato nel 1995, dovrebbe diventare un attraversamento urbano di circa 9 chilometri, 6 dei quali in galleria, destinato al traffico dell’alta velocità. E' stato avviato nell’ambito della stazione di Firenze Castello, dove termina la linea AV Bologna-Firenze, è previsto si interri nei pressi della stazione di Rifredi per risalire in superficie alla stazione di Campo di Marte, immettendosi poi sulla esistente linea AV Firenze-Roma. Il progetto comprende anche la realizzazione di una nuova stazione sotterranea dedicata all’alta velocità nell’area ex Macelli, tra la stazione di Santa Maria Novella e quella di Rifredi.

L’opera è compresa in un progetto di investimento nazionale di cui è committente RFI (Rete ferroviaria italiana Spa), società pubblica del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e sostenuto dal ministero dei Trasporti, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze che hanno in quanto prevedono che comporterà benefici all’area urbana e metropolitana, con particolari risultati relativi all'abbattimento del rumore e dell’impatto visivo dei treni, separazione fra traffico locale e traffico nazionale, maggiore potenzialità del nodo ferroviario e maggiore velocità di esercizio.

Il costo complessivo per la realizzazione del Passante ferroviario e delle opere connesse, incluse quelle sulla mobilità urbana, è di 1,5 miliardi di euro.


Ritardi, costi, impatto ambientale

Il progetto è stato avviato nel 1995 e ha avuto un percorso tortuoso, comportando il coinvolgimento di diversi enti e la richiesta di molte autorizzazioni che hanno rallentato la realizzazione dell'opera.

L'iniziativa ha poi incontrato una forte opposizione da parte dei comitati No-tav, preoccupati per gli impatti ambientali del sottoattraversamento e critici sul rapporto fra il costo dell’opera e i benefici per i fiorentini.


Tavfirenze1.png

L'impatto ambientale è stato inizialmente escluso da studi sulle possibili conseguenze del sottoattraversamento ferroviario sulla falda acquifera e sugli edifici che si trovano lungo il percorso, ma rimangono dubbi sollevati dalle associazioni dei cittadini che avrebbero indotto a rivedere il piano di messa insicurezza.


Tavfirenze01.png


Ritardi e aumento dei costi si stanno invece acculando rendendo sempre meno credibili i benefici attesi dell'infrastruttura, la cui costruzione si è infine interrotta per l'apertura di un'inchiesta giudiziaria su presunte irregolarità relative all'assegnazione dell'appalto.


Tavfirenze2.png


L'inchiesta giudiziaria

L'inchiesta è stata chiusa a ottobre 2014 con accuse che vanno da associazione a delinquere, corruzione, frode in forniture pubbliche, falso, abuso d'ufficio, traffico organizzato di rifiuti alla truffa.

Per la procura di Firenze l'appalto per il tunnel e la stazione sotterranea dell'alta velocità ferroviaria è un concentrato di illegalità, di scambi di favori, di sottomissione dell'interesse pubblico a quello dei privati costruttori, di sprezzante noncuranza per la sicurezza e per l'ambiente.

Il procuratore Giuseppe Creazzo e i sostituti Giulio Monferini e Gianni Tei hanno firmato l'avviso di conclusione delle indagini, che riguarda 33 persone e 7 società: Nodavia, Coopsette, Seli, Italferr, Varvarito, Htr, Hydra. Fra le persone indagate, per le quali si profila la richiesta di rinvio a giudizio, ci sono, oltre a Maria Rita Lorenzetti (ex presidente di Italferr, Partito Democartico), indicata come la promotrice di una associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e all'abuso d'ufficio, i vertici di Italferr, di Nodavia, di Coopsette e di Seli (la società che gestiva la maxitrivella Monna Lisa), funzionari di Rfi, autotrasportatori.

L'inchiesta sul nodo ferroviario fiorentino ha fatto emergere le ragioni dell'aumento continuo dei costi.

Nel 2007 Nodavia, società consortile formata da Coopsette, Ergon e Coestra (queste ultime facenti capo a Consorzio Etruria), si aggiudicò la gara bandita da Rfi (Rete ferroviaria italiana) per 530 milioni. Quando, a inizio 2013, è intervenuta la procura con il sequestro della maxifresa Monna Lisa e dei conci che dovevano sostenere la galleria sotterranea (risultando secondo le accuse al di sotto delle specifiche tecniche previste dall'appalto), per effetto delle riserve contrattuali contabilizzate il costo era salito a oltre 800 milioni.

Le intercettazioni hanno poi rivelato il lavoro di Maria Rita Lorenzetti, già presidente dell'Umbria e all'epoca presidente di Italferr, la società di progettazione incaricata da Rfi dell'alta sorveglianza dei lavori, per ottenere che la Autorità di vigilanza dei contratti pubblici autorizzasse Rfi ad ammettere tutte le riserve iscritte da Nodavia, che è risultato avere urgente bisogno di liquidità.

La presidente di Italferr, per sbloccare il piano di utilizzo delle terre di scavo presentato da Nodavia presso la commissione di Valutazione di impatto ambientale del Ministero, chiese poi aiuto di esponenti vicini al Pd, cui in cambio veniva promesso appoggio per promozioni e candidature.

Dalle indagini è inoltre emerso che gli scavi per la stazione sotterranea avevano lesionato la scuola media Rosai e il Comune non era stato avvertito e che dagli scavi erano state portate via centinaia di tonnellate di fanghi sversate abusivamente, che Nodavia si consegnare da Rfi, per lo smaltimento dei rifiuti.

Sono state infine violate norme di sicurezza. La fresa Monna Lisa è risultata montata con guarnizioni inadeguate e rischiava di sversare ingenti quantità di oli idraulici e lubrificanti altamente inquinanti e i conci con i quali doveva essere fabbricato il doppio tunnel di attraversamento di Firenze sono stati realizzati con materiali diversi da quelli previsti nell'appalto inidonei a resistere alle alte temperature prodotte da un incendio. Per evitare la diffusione di tale informazione è stato indotto un consulente a mentire, ma inutilmente. [1]


Lo scavalco di Castello non serve più: spesi inutilmente 62 milioni di euro

Tavfirenze3.png


Ferrovie aveva annunciato il termine dell'opera per la fine 2010, ma il cavalcavia ferroviario di Castello, progettato inizialmente per dirigere a Santa Maria Novella i treni della linea ad alta velocità provenienti da Bologna, rimarrà probabilmente incompiuto.

Con la decisione dell’amministrazione di individuare la stazione provvisoria dell’alta velocità a Campo di Marte, la stazione di Castello diventa infatti inutile. Uno spreco di risorse, quindi, quelle impiegate fino a qual momento per realizzare l'opera, complessivamente 62 milioni di euro.

Quando i lavori Tav saranno completati, indipendentemente da quale sarà la soluzione definitiva, si prevede che lo scavalco potrà servire al più per i pochi treni, qualora ve ne fossero, che passeranno da Santa Maria Novella. [2].


Bilancio 2013: aumento dei costi del 500%

Il bilancio 2013 pubblicato deala società Nodavia, la società che dovrebbe realizzare il passante ferroviario, contiene una “Relazione sulla Gestione” che presenta una cronistoria dei lavori. Coopsette si aggiudicò i lavori per poco più di 700 milioni di euro, divenuti poi 770 per varianti intervenute. Nel gennaio 2013 le indagini della Procura della Repubblica di Firenze, con il sequestro di materiale, della fresa e di conti correnti, hanno reso problematico il proseguimento dei lavori. Nodavia, società creata espressamente per realizzare il Passante, avrebbe ripetutamente chiesto, si dice nel documento, la sospensione totale dei lavori al committente (RFI, cioè Ferrovie). Italferr, la società di progettazione di Ferrovie, avrebbe invece insistito per la prosecuzione dei lavori che non erano bloccati dai sequestri e dalla mancanza di autorizzazioni.

Le principali opererisultano: le piazzole di stoccaggio delle terre a Santa Barbara e i pali di ancoraggio della stazione AV ai Macelli (questi ultimi sovradimensionati alle necessità, secondo molti tecnici menzionati dai comitati No Tav).

Nel documento di Nodavia si precisa che al 31 dicembre 2013 il costo relativo allo stato di avanzamento dei lavori era pari a € 209.179.654 (compreso il costo, 68 milioni, del cavalcavia ferroviario di Castello ritenuto poi inutile e quindi incompiuto).

Nel capitolo sulle “riserve” , relativo alla richiesta da parte del costruttore di maggiori prestazioni economiche dovute ad aumenti dei costi, Nodavia segnala un notevole aumento di costi –quindi del fabbisogno di ulteriori “riserve” – e attribuisce la responsabilità al committente (Ferrovie).

L’aumento dei costi verificatosi è la conseguenza del procedere rallentato dei lavori, della sotto-utilizzazione del cantiere e dell'impossibilità di smaltire le terre di scavo come previsto, Situazione aggravata dall'interruzione dei lavori a seguito delle indagini giudiziarie.

Le “riserve”, quindi l'aumento dei costi, ammonterebbero a:

• € 421.384.866 al 31 ottobre 2013;

• € 528.184.977 al 30 aprile 2014.

Se la dinamica dell'aumento fosse costante, a novembre 2014 sarebbe ipotizzabile che l'aumento dei costi richieda fino a seicento milioni in più del previsto, un aumento di oltre il 500%.

In 6 mesi le “riserve” sono così aumentate di € 106.800.111 €.



Tavfirenze5.png



Fonti

http://wordpress.comune.fi.it/wpreda/passantefi/

http://altracitta.org/2014/11/04/tav-a-firenze-i-costi-aumentano-del-500-nonostante-linchiesta/

http://www.infiltrato.it/politica/tav-firenze-le-larghe-intese-degli-sprechi-l-indagine-si-allarga-a-macchia-d-olio

http://altracitta.org/2012/05/09/la-tav-a-firenze-costa-troppo-idra-chiede-al-supertecnico-bondi-di-tagliare-lo-spreco/

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2014/07/fermiamo-i-tunnel-tav-sotto-firenze/

http://notavfirenze.blogspot.it/

https://www.facebook.com/note.php?note_id=147149584153

http://www.ilsitodifirenze.it/content/409-sottoattraversamento-tav-firenze-sprechi-e-pericoli-idra-%E2%88%9A%C2%AE-chiamata-testimoniare