Motorizzazione Civile

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La motorizzazione civile, nella Repubblica Italiana, costituisce un'articolazione periferica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti facente capo alla Direzione Generale per la Motorizzazione, che si occupa della gestione burocratico-amministrative delle pratiche relative al trasporto civile.

Le attività della motorizzazione civile sono in gran parte comuni a tutti i paesi, sia della Comunità Europea che dei paesi extracomunitari. Le norme che riguardano i settori principali della motorizzazione civile (veicoli e conducenti) sono ormai quasi totalmente armonizzate a livello europeo (normative CEE) ovvero a livello internazionale (normative ECE/ONU). In Italia, però, diversamente che negli altri paesi, si verifica una condizione di sovrapposizione funzionale con un altro ente, L'ACI (Automobile Club Italia).

Le due organizzazioni producono due documenti: il libretto di circolazione (Motorizzazione) e il certificato di proprietà (Aci), entrambi realizzati elettronicamente attingendo dati, il primo, dall’Archivio nazionale veicoli (Anv) e il secondo dal Pubblico registro automobilistico (Pra), quest'ultimo sottoinsieme/duplicato del primo così che per tenere allineati i due database si investono, sprecandole, risorse.

In base alla Legge di stabilità 2014 entro il 1° marzo "su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono adottate misure volte all'unificazione in un unico archivio telematico nazionale dei dati (…) attualmente inseriti nel pubblico registro automobilistico e nell'archivio nazionale dei veicoli".


Storia


Una prima normativa organica dei compiti propri della motorizzazione privata risale al Regio Decreto 29 luglio 1909 n. 7, mentre il termine motorizzazione civile appare formalmente per la prima volta nel d.lgs 5 maggio 1941 n. 370.

Il predetto regio decreto istituiva l'Ufficio speciale delle Ferrovie, gerarchicamente dipendente dal Ministero delle Comunicazioni, al quale venne affidata la funzione di sorveglianza su tutti i veicoli a trazione meccanica senza guida di rotaie, circolanti su strada. Tale ufficio, successivamente, venne denominato Ispettorato Generale delle Ferrovie, Tramvie e Automobili, che operava nel settore della motorizzazione attraverso i Circoli Ferroviari d'Ispezione. I circoli avevano una struttura non organizzata in maniera capillare e le competenze riguardavano sia il trasporto su gomma, sia il trasporto ferroviario. In seguito, il decreto 12 dicembre 1944 n. 413 ripartiva il Ministero delle Comunicazioni in due distinti dicasteri, il Ministero dei Trasporti e il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni; la Motorizzazione Civile veniva così assegnata al Ministero dei Trasporti.

Nel secondo dopoguerra, il d.lgs. 7 maggio 1948, n. 557 (Modificazioni ai ruoli organici del personale dell'Ispettorato generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione) trasferiva più opportunamente, tutte le pregresse competenze dei Circoli Ferroviari di Ispezione agli uffici dell' Ispettorato della Motorizzazione Civile e Trasporti in Concessione (MCTC). Con tale decreto vennero costituiti gli Ispettorati Compartimentali, strumento periferico dell'Ispettorato Generale della Motorizzazione Civile e dei Trasporti in Concessione.

Al 2014 le norme che riguardano i settori principali della motorizzazione civile (veicoli e conducenti) sono divenute quasi totalmente armonizzate a livello europeo (normative CEE), quindi a livello internazionale (normative ECE/ONU).
 Un'attività di coordinamento e monitoraggio, a livello internazionale, nei settori di competenza della motorizzazione civile e dei trasporti in generale, viene svolta in occasione delle riunioni periodiche della Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti.


Costi


Il principale costo relativo all'attività della Motorizzazione civile consiste nel costo-opportunità del mancato accorpamento con Aci in ragione delle rilevanti aree di sovrapposizione funzionale, quindi di spesa pubblica.

Le due organizzazioni producono due documenti: il libretto di circolazione (Motorizzazione) e il certificato di proprietà (Aci), entrambi realizzati elettronicamente attingendo dati, il primo, dall’Archivio nazionale veicoli (Anv) e il secondo dal Pubblico registro automobilistico (Pra), quest'ultimo sottoinsieme/duplicato del primo così che per tenere allineati i due database si investono, sprecandole, risorse. Una duplicazione inutile, dunque, oggetto ricorrente negli annunci relativi a operazione di razionalizzazione della pubblica che però non hanno mai avuto seguito a causa della resistenza dei gruppi d'interesse coinvolti.

Eppure le analisi della Commissione tecnica sulla finanza pubblica hanno rilevato come Motorizzazione civile e Aci abbiano importanti aree di sovrapposizione e sarebbero candidate ideali per un processo di accorpamento e razionalizzazione.

Anche l'organizzazione degli uffici provinciali della Motorizzazione si predispone a una razionalizzazione interna a causa delle inefficienze registrate relative agli uffici provinciali [1].


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Aci


Automobile club d’Italia [2] è l’unica federazione sportiva dipendente dal CONI che oltre a gestire per legge una funzione statale obbligatoria per i cittadini, la registrazione delle autovetture al PRA (Pubblico registro Automobilistico), riscuote un'imposta: il bollo auto. Per la riscossione del bollo auto l'ACI nel 2012 ha incassato 41 milioni di euro, che sommati ai 191 milioni di introiti connessi alla gestione del Pubblico registro automobilistico risultano 232 milioni; a questi si sommano i 14 milioni di ricavi dalle amministrazioni statali e dalle Regioni per i servizi di informazione sulla mobilità. Il totale del fatturato pubblico risulta quindi di 246 milioni, che equivale all’84,8 per cento delle entrate complessive, pari a 290 milioni. Il valore annuo dell'imposta ha quindi sempre assicurato un rilevante finanziamento dell'ente, che tuttavia non è stato sufficiente per evitare i crescenti problemi finanziari dell'associazione. Le società controllate ACI, che fanno raggiungere al giro d'affari dell'ACI un valore di quasi un miliardo di euro, sono numerose e presentano un crescente dissesto finanziario diffuso che compromette in modo rilevante la situazione finanziaria dell'ACI nazionale. Si registrano inoltre sprechi strutturali rilevabili nelle voci di spesa per stipendi, bonus e consulenze. Il principale dato relativo al numero complessivo dei dipendenti è persino oscuro alla stessa ACI, che ha dichiaratamente ammesso le difficoltà di calcolo del totale dei dipendenti, che risulta indicativamente di 4 mila unità.

Erasmo D'Angelis, sottosegretario alle Infrastrutture con delega alla Motorizzazione civile e alla sicurezza stradale, intervistato da Quattroruote riguardo la necessità indicata dalla Legge di stabilità 2014 rispetto all'unificazione dell'archivio telematico si è espresso così riguardo all'Aci: "vorrei sottolineare che non vi è alcun intento punitivo nei confronti dell'Aci, non c'è alcuna volontà di penalizzarlo. Anzi, all'interno della riforma dovremo valorizzare al massimo il personale e il brand Aci, che non è un ente di sprechi e ha una grande storia. Però, ripeto, la discussione inizia solo adesso".

Il sottosegretario alle domande poi relative ai tempi stimati per effettuare la riforma ha risposto facendo intendere che il processo potrebbe essere lungo: "Inizia ora una fase di valutazione che faremo insieme all'Aci che, lo ricordo, è un ente pubblico [...] Dobbiamo partire dal concetto di risparmio, io immagino non un accorpamento, ma una fusione, che generi un'entità più importante [...] Al Pra lavorano 2.500 persone. In base a una prima valutazione, gran parte di esse potrebbe trovare una collocazione negli uffici provinciali della Motorizzazione civile, che ha una gravissima carenza di organico, e lì continuare a fare bene il proprio lavoro [...] Ripeto, la discussione inizia solo adesso. Entro marzo dobbiamo immaginare una soluzione [...].


Fonti

http://archivio.lavoce.info/articoli/pagina1000882.html

http://news.supermoney.eu/economia/2013/11/l-italia-degli-sprechi-perche-non-viene-abolito-il-pra-con-un-risparmio-di-190-milioni-di-euro-0044368.html

http://wikispesa.costodellostato.it/index.php?search=aci&title=Speciale%3ARicerca

http://www-3.unipv.it/websiep/2008/2008203.pdf

http://www.quattroruote.it/notizie/burocrazia/pra-motorizzazione2-intervista-a-erasmo-d-angelis-sottosegretario-alle-infrastrutture