Milano Expo 2015: sprechi, ritardi, rischio incompiute

Da WikiSpesa.
Share/Save/Bookmark

All'avvicinarsi della manifestazione internazionale Expo Milano 2015, cresce il rischio che le opere pubbliche progettate per rispondere alle esigenze previste di mobilità e servizi durante i sei mesi dell'evento non saranno pronte per l'inizio della manifestazione rimanendo incompiute.


Expo1.png


Il Rapporto Oti Nordovest

Il Rapporto Oti Nordovest, curato dalle associazioni Assolombarda, Confindustria Genova e Unione degli Industriali di Torino già a inizio 2013 descriveva una situazione preoccupante riguardo l'avanzamento dei lavori necessari per terminare le opere progettate nel contesto dell'Expo: tra i cantieri aperti in Lombardia, soltanto la tratta ferroviaria Saronno Seregno risulta terminata , 11 opere hanno registrato avanzamenti mentre altre 8 sono rimaste completamente ferme. Viene descritto come allarmante il caso del sistema autostradale regionale: nel 2001 la Lombardia aveva una disponibilità autostradale pari a 65 chilometri ogni milione di abitanti, dopo 12 anni e nonostante i 300 chilometri di nuove autostrade previste per il 2015, la situazione è rimasta la stessa. L'unica opera autostradale che potrebbe entrare in esercizio nei tempi previsti, ossia entro la seconda metà del 2014, è la BreBeMi, collegamento tra Milano e Brescia [1].

La situazione della Pedemontana [2] è incerta, e risulta realizzabile solamente il completamento per tempo del primo lotto, ossia la tratta A8-A9, viene invece considerato dal Rapporto Oti, "impossibile prevedere la data di conclusione dell'intera opera.

Un'analoga situazione si presenta per la Teem (Tangenziale Esterna Est di Milano) : secondo il Rapporto Oti è altamente improbabile che l'opera entri in esercizio in tempo utile per l'Expo. La situazione è in grave ritardo, sostiene Giuliano Asperti, vicepresidente Territorio e Infrastrutture di Assolombarda: Non possiamo permetterci di avere i cantieri ancora aperti in prossimità dell'inaugurazione.

Oltre alla Pedemontana e alla Tangenziale Esterna Est, risultano a rischio-incompiute la strada statale Roh-Monza, la Linea 4 della metropolitana, il collegamento ferroviario tra i terminal 1 e 2 dell'aeroporto di Malpensa, le aree di parcheggio, le Vie d'acqua e la ciclopista che avrebbe dovuto collegare il Canton Ticino a Milano, terminata nel tratto svizzero, incompiuta nel tratto italiano.


Pedemontana

L’autostrada Pedemontana è in progettazione fin dagli anni Cinquanta e non è direttamente collegata ai progetti infrastrutturali di Expo; è però finalizzata a ridurre problemi di congestione che verrebbero aggravati nel periodo dell'evento. La Pedemontana permetterebbe infatti di smaltire il traffico, soprattutto di merci, che transita da Varese verso la pianura padana, evitando il tratto di Milano e decongestionando il traffico sulle tangenziali e sui raccordi tra l’Autostrada dei Laghi e la Milano–Venezia, prevedendo anche un raccordo con la nuova BreBeMi.

Ad aprile 2014 il Cda della Pedemontana ha deciso di sospendere due cantieri nella provincia di Varese per mancanza di fondi (400 milioni di finanziamento bancario), la cui interruzione lascerebbe incompiute due rilevanti opere stradali, l’asta principale della nuova «autostrada degli aeroporti» tra Cassano Magnago e Osio Sotto, quindi tra Malpensa e Orio al Serio, e la Tangenziale Est di Varese, opera annessa destinata a collegare, più a nord, l’Autolaghi (uscita Gazzada) con il valico italo-svizzero del Gaggiolo.

La comunità locale, che attende da tempo il completamento della struttura, confida nella pressione degli amministratori locali affinché l'opera non rimanga incompiuta, secondo il sindaco di Cassano Magnago Nicola Poliseno : «Non completare il progetto sarebbe assurdo. Pedemontana è un’opera attesa da decenni in Lombardia proprio per migliorare i collegamenti, non è pensabile che proprio ora con il primo tratto al traguardo possa essere messa in discussione. Davvero non avrebbe senso lasciare l’opera incompiuta. Io sono convinto che si arriverà alla fine. Diversamente sarebbe una grave sconfitta per tutti».

Legambiente ha invece dapprima denunciato l'inutilità del nuovo sistema autostradale. «Noi l’abbiamo sempre sostenuto che Pedemontana era devastazione e basta – dice Flavio Castiglioni, presidente del circolo di Legambiente Valle Olona – guardiamo che cosa è successo nella nostra zona, ferita dal tracciato. Per noi l’opera va fermata. Non ci sono soldi, non ci sono coperture, il rischio è di avere una triste replica nel nord Italia della Salerno–Reggio Calabria», inoltre, prosegue, «Pedemontana è sempre stata sbandierata come opera utile per Expo. Bene, Expo è alle porte, e l’autostrada non sarà pronta. Allora meglio fermare tutto, completando il primo tratto fino a Lomazzo e assicurando le compensazioni ambientali. E il resto sia messo nel cassetto». Per Dario Balotta, responsabile per i Trasporti di Legambiente Lombardia, «Pedemontana è un pozzo senza fondo». «Basta — dice — sprecare soldi che tra l’altro non ci sono. I lavori vanno fermati a Lomazzo».

Tra le polemiche la Regione ha garantito l’ultimazione dell’opera secondo i tempi, auspicando la decisione del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per il bonus «defiscalizzazione» da 500 milioni di euro, che favorirebbe la ripresa dei lavori.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha nel frattempo sbloccato 128 milioni ancora dovuti all’impresa che aveva già concluso la prima tratta di Pedemontana, tuttavia la seconda parte di cantiere, bloccata, che va dallo svincolo di Lomazzo alla Milano-Meda, è quella fondamentale per Expo per il traffico in arrivo da nord-ovest.

In una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 18 aprile 2014 si legge che sono state "definite le condizioni necessarie per le misure di defiscalizzazione della pedemontana lombarda e il ministro Maurizio Lupi ha chiesto che avendo concluso questa difficile lunga fase istruttoria si proceda con la massima urgenza alla convocazione di un nuovo CIPE per la prossima settimana. In quella occasione il concedente ed il concessionario sottoporranno alla approvazione del CIPE l'atto aggiuntivo che ratificherà la defiscalizzazione della intera opera". [3]


Un ulteriore questione aperta risulta quella della proroga del prestito ponte da 200 milioni di euro scaduto il 31 marzo e che il Cda ha chiesto venga prorogato fino al 31 maggio.


Expo22.png


Le dichiarazioni del Sindaco di Milano e la polemica con la Regione

Il 30 aprile 2014 il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia intervistato da Radio Popolare ha dichiarato «Sono assolutamente contrario che si prosegua sulla Pedemontana» che definisce uno «spreco», tanto da essere «di fatto in default». «È un pezzo autostradale assolutamente non necessario né per Expo, né per il post-Expo.»

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha commentato dicendosi "stupito ed esterrefatto dalle dichiarazioni del sindaco di Milano". "La Pedemontana - ha affermato il Presidente della Regione, è una delle grandi infrastrutture per la Lombardia, fondamentale e utilissima per la mobilità: dire queste cose significa attentare alla realizzazione stessa dell’opera perché non è coinvolto solo il pubblico ma ci sono le imprese private” e “si tratta di un sistema che richiede investimenti e fiducia e se le istituzioni dicono certe cose la fiducia viene meno”. Il governatore ha ribadito che “per la Lombardia la Pedemontana va fatta e andrà fatta, e anche il ministro delle Infrastrutture Lupi ha confermato questa posizione”.

Critico con il sindaco anche il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo (Ncd) secondo il quale Pisapia “in un colpo solo ha reso evidente di non essere in grado di realizzare le opere che dipendono dal Comune di Milano, come nel caso della M4, e di non essere in sintonia con i lombardi, evocando una tardiva contrarietà alla realizzazione della Pedemontana”.

Nella stessa sera, il sindaco, in occasione di un veneto celebrativo della distanza di un anno dall'inizio dell'Expo, ha chiarito la sua posizione sulla realizzazione dell'autostrada Pedemontana dichiarando "E' ora di finirla con gli equivoci, ho detto che la Pedemontana non è una infrastruttura essenziale per Expo 2015 perché è in una situazione economica e finanziaria difficile". Pisapia poi ha aggiunto che al di là delle tutele dei
lavoratori, che mi vedono in prima fila, bisogna evitare che la Pedemontana mandi in default tutta la società Milano-Serravalle", "Bisogna lavorare insieme e vedere le priorità per Expo e poi ragionare sul dopo", ha concluso.


Expo33.png


Tangenziale Est Esterna di Milano (TEEM)

La Tangenziale Est Esterna di Milano (TEEM) è un’opera infrastrutturale in costruzione ed è la seconda tangenziale est di Milano dopo l'A51. Ai termini dei lavori di costruzione l'autostrada assumerà la classificazione di A58. Il progetto di una tangenziale est parallela a quella già esistente nasce dalla necessità di alleggerire quest’ultima dalla mole di traffico che grava su di essa, obiettivo reso più urgente in vista dell'Expo 2015.

La TEEM è stata concepita come autostrada di raccordo tra le diverse viabilità del territorio, asse viario di connessione tra la A4 (Milano-Venezia), la A51 (tangenziale Est), la Direttissima Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi) e la A1 (Milano-Bologna), nonché tra la SP 14 Rivoltana e la SP 103 Cassanese e la ex SS 415 Paullese.

Il progetto preliminare prevede un costo di 1.578 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura. Nell'investimento è stato previsto un contributo pubblico di 330 milioni di euro (a fondo perduto) da parte di Cassa depositi e prestiti

Il rischio che l'opera risulti incompiuta a maggio 2015 all'avvio dell'Expo è stato dapprima sottolineato dal Rapporto Oti Nordovest già ad inizio 2013 e confermato ad aprile 2014 dal quotidiano Il Giorno: “mentre a Pioltello su una delle strade prese d’assalto dai pendolari per evitare la tanto temuta e congestionata Cassanese andava in scena l’ennesimo investimento di un ciclista, l’assessore alle Infrastrutture della Provincia di Milano Giovanni De Nicola, in un incontro a Milano sulla presentazione dei nuovi svincoli che portano da via Rombon alla Tangenziale Est, parlava proprio del futuro delle strade della Martesana. Tracciando un quadro dalle tinte fosche”. Dalle dichiarazioni dell'assessore De Nicola è emerso che “il prossimo 30 giugno sarà aperta la Brescia-Milano, ma al momento l’opera finisce a Pozzuolo Martesana. Lì inizia la Cassanese, che però non sarà pronta in tempo, ma solo dal 30 settembre e fino a Pioltello. In questo modo il traffico finirà nel centro di Segrate fino alla rotonda dell’Idroscalo, dove la strada sarà quella che è oggi. Se le cose andranno così, in vista di Expo chi arriverà a Milano si troverà davanti un vero e proprio muro di auto. Expo non è solo piazza del Duomo, ma anche tutto il territorio che ci sta intorno. E noi chiediamo che privati e Stato che devono intervenire, se ne rendano conto al più presto per non trovarci a ridosso dell’esposizione con traffico in tilt e strade congestionate e bloccate”.


Le conseguenze dell'opera incompiuta si ripercuoterebbero così in corrispondenza dell'evento sia sui pendolari, sia sulla mobilità dei visitatori dell'Expo.


Metropolitana Linea 4

Expo4.png


La M4 (blu) è una linea in costruzione della metropolitana di Milano, che attraverserà la città da est, con capolinea a Linate Aeroporto a sud-ovest, attestandosi al capolinea di San Cristoforo FS. A regime, dovrebbe incrociare la linea M1 nella stazione di San Babila, la linea M2 nella stazione di Sant'Ambrogio e la linea M3 nella stazione Sforza-Policlinico, collegata alla stazione di Crocetta.

A marzo 2012 sono state consegnate le aree per 'inizio dei lavori al consorzio di imprese che deve realizzare l'opera e il 28 maggio è iniziata la prima fase dei lavori che riguarda la demolizione del parcheggio di Linate, la bonifica del territorio, il dissotterramento dei residuati bellici, e l'indagine archeologica, e lavori sono terminati il 17 luglio. I lavori però più consistenti necessari per realizzare le prime 3 fermate (Forlanini FS, Quartiere Forlanini e Linate Aeroporto), cioè la seconda fase, sono ufficialmente partiti il 19 luglio 2012, con la modifica della viabilità nelle vie interessate ma il completamento è stato sempre più incerto. I lavori sarebbero dovuti concludersi ad aprile 2015, in tempo per l'Expo, ma hanno subito ritardi a causa di intoppi burocratici, aumento dei costi per 172 milioni rispetto al progetto preliminare e l'attesa quindi dello sblocco proprio di 172 milioni stanziati dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe).

I ritardi accumulati rischiano di far annullare l'inaugurazione e la disponibilità delle linea in corrispondenza della manifestazione.

Il programma si è così ridotto, fermandosi al minimo indispensabile realizzabile per il 2015: una sola fermata, da Linate a Forlanini, da dove poi i viaggiatori potranno prendere il passante ferroviario.

Su tale obiettivo si sono ritrovati allineati in una situazione di emergenza sia il Comune di Milano, azionista di controllo della società M4, sia le imprese di costruzioni che partecipano al progetto. Non è stato comunque abbandonato il progetto delle seconda fermata di piazza Dateo, ma per l'Expo le risorse temporali e finanziarie sono state concentrate sulla metro 5, che costituisce uno snodo prioritario per arrivare dal centro urbano al sito espositivo tra Milano e Rho.

La metro 4 era stata inserita all'interno del dossier di candidatura di Milano per l'Expo, ottenendo l'intervento dello Stato che ha stanziato 480 milioni per l'avvio dei lavori (costo complessivo 1,9 miliardi).


Vie d'acqua

Expo5.png


Anche le "Vie d'acqua" sono state tra i progetti salienti del master plan che nel 2008 aveva consentito l’aggiudicazione dell’esposizione universale, che eppure non saranno realizzati per l'Expo.

La loro realizzazione, al 2014, non solo non sarà terminata per l'Expo, ma rischia di rimanere incompiuta.

Il progetto delle Vie d’acqua, che prevedeva un insieme di interventi di valorizzazione paesaggistica e ambientale degli spazi aperti nella cintura ovest della città, del Naviglio Grande, del Canale Villoresi, degli storici fontanili e più in generale del reticolo idrico, era già stato ridimensionato dopo il 2008 e l’investimento previsto nel progetto preliminare era passato da 331 milioni di euro a 120 milioni, necessari per collegare il canale Villoresi a nord con il Naviglio grande a Sud passando attraverso il sito Expo, fino alla Darsena, il vecchio porto di Milano da anni in stato di abbandono. Nell'ultima versione del progetto le Vie d’acqua risultavano così ridotte a un canale irriguo lungo 20 km accompagnato da piste ciclabili. Nel tratto sud avrebbero dovuto attraversare il Bosco in città, il parco delle Cave, il parco di Trenno, il parco Pertini.

Proteste e presidi di orientamento ambientalista di associazioni quali No canal, No Expo, Cambia canal, hanno rallentato i lavori, fino ad ottenere una nuova limitazione del progetto che prevede la realizzazione ridotta a una pura opera idraulica che non interessa i parchi della corona 
urbana ovest di Milano, ma che potrà comunque garantire il flusso d’acqua verso la
 Darsena e di svolgere una funzione irrigua per il sistema
 agricolo milanese”. E' previsto quindi che delle Vie d’acqua inizialmente programmate rimarrà il canale a nord, dal Villoresi al sito di Rho-Pero. A sud invece verrà valutata la possibilità di utilizzare tubazioni sotterranee per far defluire l’acqua che creerà l’isola su cui sorgeranno i padiglioni.

Le continue revisioni del progetto provocheranno il pagamento di penali molto alte con spreco di risorse pubbliche ulteriori rispetto a quelle impiegate nelle strutture che rimarranno incompiute a causa della stessa riduzione del progetto a lavori avviati.

Expo55.png


Collegamento ferroviario T1 e T2 dell'aeroporto Milano Malpensa

Il progetto del collegamento ferroviario fra i terminal è articolato in due lotti: il primo, sviluppato da Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, riguarda la realizzazione della stazione ferroviaria interrata; il secondo, sviluppato da Ferrovie Nord, riguarda il proseguimento del tracciato ferroviario per circa 3,4 km di lunghezza a doppio binario, in galleria e trincea, e comprende la progettazione degli impianti ferroviari lungo il tracciato e nella stazione al T2, predisposta per il prolungamento della linea ferroviaria a nord, fino alla connessione con le linee esistenti a Gallarate e consentirà, nel corso del tempo, di chiudere l'anello su rotaia attorno all'aeroporto con il link con le linee ferroviarie internazionali del Sempione e del Gottardo.

Il costo complessivo dell'intervento è 115 milioni di euro ripartiti fra Regione Lombardia (31 milioni), Stato (45 milioni), Unione Europea (23 milioni), Sea (16 milioni).

Il collegamento T1-T2 è un'infrastruttura inserita tra quelle connesse ad Expo, ed è la prima tratta del più ampio piano "Accessibilità da Nord a Malpensa" compreso tra i progetti strategici della Legge obiettivo e tra le reti TEN-T (Trans European Network-Transport).

L'opera, è stato comunicato a gennaio 2014 [4] non sarà però pronta proprio per l'Expo.


Aree di parcheggio

L'insufficienza di aree di parcheggio nelle zone rilevanti per l'Expo è stata dapprima una criticità che le amministrazioni hanno dovuto fin dall'inizio considerare.

Il problema è divenuto però lampante solo il 5 novembre 2013 [5], a poco più di un anno dall'avio dell'evento, in occasione di un Tavolo Expo Lombardia alla presenza del governo rappresentato dai ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture e Trasporti) e Andrea Orlando (Ambiente) insieme al sottosegretario Maurizio Martina (Expo), del governatore della regione Roberto Maroni con il suo vice Mario Mantovani e il vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris. E' infatti emersa «l'impossibilità di coinvolgere i privati nella realizzazione dei parcheggi» che da progetto avrebbero dovuto essere costruiti in prossimità dei padiglioni.

La difficoltà però di monetizzare dalle strutture dopo il 2015 ha scoraggiato gli investitori privati Il Direttore Generale di Expo Giuseppe Sala ha quindi proposto di realizzare un parcheggio da 6/700 posti a Cascina Merlata dove attraverso dei cancelli di ingresso e percorrendo la passerella si potranno raggiungere i padiglioni.


Strada statale Roh-Monza

Il progetto complessivo di completamento della Tangenziale Nord Milano prevede il potenziamento, a livello autostradale, del collegamento stradale esistente Rho-Monza, nella tratta A8 (Baranzate)-A52 (Paderno Dugnano), con la realizzazione di una strada a doppia corsia per senso di marcia più emergenza e una complanare per gli spostamenti locali. Il nuovo itinerario proposto si sviluppa a nord dell’abitato di Baranzate e prosegue, riqualificando l’attuale itinerario provinciale fino a Paderno Dugnano, affiancandosi nella parte finale all’attuale ex SS35 Milano-Meda’ fino a raccordarsi direttamente con la Tangenziale Nord A52.

Il Rapporto Oti Nordovest inserisce l'infrastruttura nelle opere con elevata probabilità di risultare incompiute all'avvio dell'Expo.


La ciclopista Canton Ticino-Milano incompiuta nel tratto italiano

Il percorso ciclabile transfrontaliero che dal Canton svizzero del Ticino avrebbe dovuto da progetto condurre alla manifestazione Expo 2015 di Milano risulta a maggio 2014 in forte ritardo .

Il percorso è stato terminato nella tratta svizzera mentre risulta incompiuto in diversi tratti oltre il confine italiano, a partire da Stabio in zona Santa Margherita. Per circa venti chilometri, tra Gaggiolo e la zona di Castellanza la ciclopista il tracciato della ciclopista non è stato del tutto realizzato.

Regione Lombardia non ha ancora deciso un programma d’intervento, per stabilire, quanti e quali comuni debbano costruire le ciclovie, oltre che relativamente alla messa in sicurezza, come denunciato dall'Associazione di Protezione Ambientale per la mobilità ciclistica italiana. [6]


Expathon#14: costi sostenuti fino a dicembre 2014 e proiezioni

I risultati pubblicati a fine anno da Expathon#14, il primo hackathon sui dati tracciati da Open Expo e realizzato in collaborazione da Wired, Wikitalia e Density Design del Politecnico di Milano, rivelano una panoramica sullo stato di avanzamento dei lavori e sui costi sostenuti fino a dicembre 2014.


Expowired.png


€ 795.211.590,76 milioni di euro è l’importo a base d’asta per la somma dei lavori sul sito che nell’infografica appare per ogni lotto lavori con la barra in grigio chiaro.

La somma complessiva dei lavori (suddivisa per 24 aree suddivise in 35 lotti di lavori) aggiudicata al ribasso è stata invece € 673.684.510,28 milioni di euro, somma comprensiva degli oneri di sicurezza, non previsti all’interno della procedura di bando, e della progettazione. Si tratta di un risparmio apparente, in quanto con le varianti e la moltiplicazione dei lavori in ciascuna aree in diversi lotti, ha portato la somma delle varianti a € 34.986.612.

Alla fine dalle somme aggiudicate, complessivamente, si dovrebbero spendere in più circa 100 milioni di euro (€ 98.963.566,52 per l’esattezza).

A dicembre 2014 sono stati pagati ad avanzamento lavori ( i cosidetti SAL) € 338.654.196 milioni di euro, quasi la metà di quanto previsto, pur non essendo esattamente a metà dell’opera.


Expowired2.png


L’infografica di Density Design rappresenta il costo di ogni lotto. Il rettangolo grosso in grigio chiaro rappresenta la base d’asta, il primo rettangolo grigi all’interno rappresenta il ribasso con cui la ditta si è aggiudicata il lavoro, la seconda barra all’interno rappresenta il costo effettivo con le varianti. La barra del costo effettivo cambia colore a seconda che sia positiva o negativa rispetto al valore con cui il lavoro è stato assegnato.


Stato di avanzamento dei lavori

A parte il lotto Via d’Acqua sud, in via di commissariamento, al momento sospeso per le note vicende giudiziarie (che è altamente probabile che non verrà realizzato), tutte le opere previste risultano in avanzamento lavori, compresa quella afferente alle architetture di servizio appaltate alla Maltauro, già commissariata a luglio scorso.

Rimane il Palazzo Italia, i cui lavori non sono ancora partiti, come ha confermato lo stesso Commissario Sala, ma il cui progetto è stato semplificato proprio per cercare di renderlo pronto alla fine di aprile.

Nonostante però il Commissario Sala abbia affermato che “siamo ad un 80% dei lavori” (fonte Ansa), nel Padiglione Italia sono state completate solo le fondamenta e la pavimentazione del Campo Base nonché la demolizione dell’area Interferenze, ossia 3 lotti sui 35 previsti (che appaiono in verde nell’infografica).

In fase di ultimazione (entro gennaio 2015) e parzialmente in fase di collaudo sono l’Expo Center, il Padiglione Zero e gli altri lotti del Campo Base (dalle recinzioni alle opere di urbanizzazione alla realizzazione degli uffici, mense e locali di servizio) che appaiono in arancione nell’infografica. I rimanenti 26 lotti dal Palazzo Italia alle Passerelle, dai Cluster al servizio di viabilità, alle Vie d’Acqua in Zona Groane e Monza, ai Cluster, sono in stato avanzamento lavori.


Cosa sarà finito in tempo?

A questa domanda cerca di rispondere la chart realizzata da Density Design che effettua una comparazione tra il tempo e la percentuale dei lavori eseguiti.

Nell’infografica ogni circonferenza rappresenta uno dei 35 lotti. La posizione orizzontale indica il completamento lavori: a sinistra appena iniziati e a destra quelli completati. In verticale il tempo trascorso rispetto al limite stabilito il 31 maggio 2015. Le bubbles cambiano colore a seconda dello stato avanzamento lavori in corso (azzurro), completato (verde), sospeso (rosso), in collaudo (arancio) mentre la loro dimensione è il ritardo potenziale calcolato attraverso un’equazione tra quanto è stato effettuato nel tempo trascorso e quanto tempo servirebbe per completare l’opera alla velocità attuale di realizzazione.

Così, oltre 31 maggio 2015, appaiono ancora sei opere da completare. Oltre la Via D’Acqua Sud, anche la Centrale di Comando e Controllo di via Drago. Il meteo, come ha sottolineato lo stesso commissario Sala, influirà sui ritardi, la pioggia delle ultime settimane di dicembre ha allagato i cantieri e dilaterà ancora i tempi.

Expowired5.png


(Infografica: Density Design. I lotti che hanno superato il limite temporale quasi sicuramente, non saranno finiti in tempo per la manifestazione).

L'operazione "camouflage" per coprire le aree incompiute

Venerdì 13 marzo è stata aperta la gara d’appalto per l'operazione definita di “camouflage” finalizzata a ripristinare le aree che rimarranno incompiute.

Si tratta dell’ultimo bando indetto da Expo spa, per "tappezzare" le zone non finite entro i tempi previsti. Il costo stimato delle pezze ("allestimenti di quinte di camouflage") che serviranno a coprire le aree incompiute è di 100 euro al metro quadro e il costo complessivo, 1 milione e 154 mila euro, potrebbe aumentare in quanto il bando precisa che la fornitura sarà consegnata secondo le esigenze che via via si manifesteranno e che “gli interventi sono da realizzare in numerosi punti del sito Expo, la cui definizione è per ovvie ragioni dipendente dal verificarsi o meno di situazioni di necessità”.

L'apertura del bando è coincisa proprio la visita presso il cantiere da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e delle sue dichiarazioni ottimistiche: "Se l’Expo è il luogo dello scandalo, allora la gente ha paura, ma quella pagina lì è chiusa...Ce la faremo". Il Presidente non ha però mancato di fare riferimento alla burocrazia quale intoppo alla completa realizzazione delle opere, facendo una battuta sulle antiche cattedrali “Iniziavano a costruirle una generazione e finivano 3 generazioni dopo, ma non era colpa della burocrazia”. [7]


Cantieriexpo1.png


Padiglioni espositori esteri: 3 mesi di ritardo

A 49 giorni dallinizio dell'evento [8] non risulta aggiornato il “cruscotto lavori”, che nel sito di Expo fornisce i dati sullo stato di avanzamento delle opere. Sono però accessibili, anche se non in evidenza, alcuni dai aggiornati al 12 marzo 2015, sui fogli di calcolo caricati all’interno dello stesso sito Open Expo, alla voce “dati cruscotto”.

I lavori risultano ultimati in due aree (il campo base, dove alloggiano le maestranze, e l’Expo center, porta d’ingresso all’esposizione): solo due, delle 24 in cui è suddiviso il cantiere.

La data di fine lavori per Palazzo Italia, l’edificio più importante dell’Expo, vetrina mondiale del Paese che ospita l’evento, è indicata al 18 aprile. La consegna del rivestimento era fissata per il 16 dicembre, ma gli operai stanno ancora mettendo in posizione i 920 grandi pannelli della copertura.


Palazzoitalia.png

La realizzazione dei diversi edifici del Cardo, luogo del Padiglione Italia e riservato alle eccellenze agroalimentari made in Italy, è prevista per il 30 aprile 2015, in extremis.

Risulta invece di molto posticipato il termine indicato per gli scavi e le fondazioni dei padiglioni esteri con la consegna prevista l'1 agosto 2015, quando l’Expo sarà già iniziato da tre mesi.


Padiglioniexpo.png


Il 14 agosto, infine è la data prevista per il termine dei lavori della Via d’Acqua, lotto Anello verde azzurro, il canale che corre attorno al sito e alimenta il laghetto detto Lake Arena, con al centro l’Albero della vita.


Fonti

http://www.wallstreetitalia.com/article/1489755/expo-2015-oti-troppi-ritardi-molte-opere-arriveranno-incompiute.aspx

http://www.lettera43.it/economia/macro/expo-magna-magna-per-i-soliti-noti_43675128459.htm

http://www.fanpage.it/ritardi-interessi-inchieste-e-speculazioni-tutti-i-guai-di-expo-2015/

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-30/expo-2015-allarme-infrastrutture-130417.shtml?uuid=AbLCIaPH

http://expo2015notizie.it/blog/expo2015-il-progetto/16725/milano-metro-4-ritardo-da-record/

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-08-21/lexpo-milano-senza-metro-154828.shtml?uuid=Abj5FBPI

http://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/2014/05/03/1060345-pedemontana-cantieri.shtml

http://thefielder.net/06/05/2014/pisapia-e-la-pedemontana-non-necessaria/ - .U2yRkoUJu-Y.twitter

http://www.ilgiorno.it/martesana/cronaca/2014/04/16/1053648-Tangenziale-Est.shtml

http://expo2015notizie.it/blog/expo2015-il-progetto/16725/milano-metro-4-ritardo-da-record/

http://www.02blog.it/post/58267/metro-4-milano-nuovi-ritardi-i-cantieri-del-centro-partiranno-dopo-lexpo

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-08-21/lexpo-milano-senza-metro-154828.shtml?uuid=Abj5FBPI

http://www.ilgiornale.it/news/milano/expo-grana-dei-parcheggi-964535.html

http://expo2015.quotidiano.net/cronaca/2014/04/15/1053187-parcheggi-zara-expo.shtml

http://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/2014/01/10/1007701-malpensa-terminal-treno.shtml

http://expo2015.quotidiano.net/cronaca/2014/04/15/1053187-parcheggi-zara-expo.shtml

http://www.ticinonews.ch/ticino/199662/la-ciclopista-per-expo-e-a-rischio

http://expo2015notizie.it/blog/expo2015-il-progetto/16725/milano-metro-4-ritardo-da-record/

https://it.notizie.yahoo.com/expo-2015-scandali-ritardi-arresti-083259723.html

http://www.wired.it/economia/business/2014/12/05/i-ritardi-expo-2015-come-gli-open-data-avrebbero-potuto-farci-risparmiare-denaro/

http://dati.openexpo2015.it/

http://www.densitydesign.org/

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/03/13/expo-lottimismo-di-renzi-lepoca-degli-scandali-e-finita/348982/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/19/expo-gallery-cantieri/1520687/