Idrovia Padova - Venezia

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Progetto incompiuto

A 50 anni dall'avvio della pratica per la costruzione dell'idrovia Padova-Venezia, l'incidenza della crisi sul ritardo infrastrutturale dell'Italia, con il taglio degli investimenti e il blocco dei cantieri, compromette ulteriormente le possibilità che l'opera possa essere completata.

I primi fondi per il collegamento fluviale tra le due città, 6,6 miliardi di lire, furono stanziati con legge 92 del 1963, ai quali seguì a breve un ulteriore finanziamento di 1 miliardo di lire dai due Comuni e dalle due Province venete.

Ma nel tempo sono stati ancora molti i fondi stanziati da Stato, Regione Veneto e Ferrovie: dal 1976 sino al 1990, altri 47 miliardi e 143 milioni, come riporta lo studio di fattibilità della Regione Veneto degli interventi per ultimare l'opera. La progettazione risale al 1964, quando fu realizzato il progetto generale del genio civile di Venezia.

Nel 1965 venne costituito il Consorzio Idrovia Padova-Venezia tra i due Comuni e le due Province, sciolto nel marzo 1988, senza che mai una chiatta commerciale avesse mai utilizzato il tracciato.

Sono state realizzate conche di navigazione, ponti stradali e ferroviari, chiuse mobili, sottopassi, banchinaggi e sezioni di canale; ma l'asse idroviario risulta al 2014 realizzato solo a tratti. Di tali tratti è per giunta dubbia la regolarità, dato che i lavori sono stati eseguiti prima della legge 16/2000, che ratifica un accordo europeo sulle vie navigabili e che pone nuovi criteri relativi alle dimensioni dei canali e dei mezzi destinati ad attraversarli.

Secondo lo studio della Regione, per completare il tracciato (oltre 27 km, tra i Comuni di Padova, Saonara, Vigonovo, Strà, Fossò, Camponogara, Dolo, Mira e Venezia) in classe Va (e cioè in regola con la normativa comunitaria) sono necessari 384 milioni di euro che diventano 461 milioni con opere aggiuntive per migliorare la sicurezza idraulica del sistema Brenta-Bacchiglione.

L'idea iniziale era di un canale navigabile per il transito di merci tra laguna veneta e entroterra padano, pertanto l'asse inizia in prossimità del terminal della società Interporto di Padova, centro logistico intermodale che si sviluppa su una superficie di oltre un milione di mq. Ma lo stesso presidente dell'interporto, Sergio Giordani, è pessimista sulla fine dei lavori: «Troppi soldi, non se ne farà nulla».


Storia

E' ormai considerata come un'utopia quella che era negli anni Sessanta l'idea di un collegamento fluviale tra Padova e Venezia per il trasporto e lo smistamento delle merci.

Si tratta di "un’autostrada d’acqua" di cui si parla fin dal 1947 e che la stampa locale ha classificato in vari modi come “fantasma”, “dei misteri”, “della discordia".

Sotto la spinta delle Camere di Commercio delle due città, è l’ufficio del Genio Civile lagunare ad approntare nel 1955 un primo studio che otto anni dopo sarà alla base di una legge statale (la n° 92 del 3 febbraio 1963) che permetterà il finanziamento per iniziare l’opera pubblica.


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Il progetto continua a subire elaborazioni: dal tracciato originale, che seguiva il Naviglio del Brenta per sfociare in laguna all’altezza di Fusina, si preferisce un nuovo percorso. Passando solo un paio di chilometri più a sud di Mira, a Piazza Vecchia, si sfocia direttamente in laguna con il canale di Dogaletto. Procedendo via acqua sempre verso sud si incrocia subito il Porto di Malamocco, cioè lo sbocco sull’Adriatico.

Intanto mentre si aspetta che il progetto generale venga approvato, si decide di costituire il Consorzio per l’idrovia Padova – Venezia. E’ il 15 novembre del 1965 e alla nuova istituzione partecipano le province e i comuni delle due città interessate con l’intento di costruire il fiume artificiale il prima possibile. Il canale rettilineo, una specie di autostrada d’acqua tra le due città venete, è previsto di una lunghezza 27 chilometri e largo una decina di metri.

Nel 1968 vengono appaltate le prime opere: attraversamenti ferroviari e stradali, ponti, conche e il primo tratto di canale proprio a partire dalla laguna veneziana fino al Taglio Nuovissimo che dal Naviglio del Brenta va a correre accanto alla statale Romea.

Iniziano solo nove anni dopo i lavori dalla parte opposta, compresi i sei chilometri di canale che collega la zona industriale di Padova al Brenta.

Durante gli anni Ottanta vengono completate alcune delle infrastrutture previste, tuttavia la struttura principale del canale non procede, nonostante i finanziamenti da parte dello Stato e degli enti locali e la soppressione del consorzio.


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Parte delle risorse viene impiegata per la manutenzione delle prime opere costruite che arrivano così ad avere vent'anni senza essere maia state utilizzate.

Nel 1990 riprendono i lavori nella zona di Padova, all’inizio del canale artificiale, sul porto interno e si costruiscono banchine e approdi.

Ma i lavori si fermano nuovamente nel 1992, da allora l’idrovia Padova – Venezia non sarà mai percorsa da alcuna chiatta carica di merci.


Costi

Sono trascorsi 50 anni dall'avvio della pratica per la costruzione dell'idrovia Padova-Venezia: l'opera, risulta costruita al 60% e ha richiesto una quantità di risorse pubbliche del valore attuale di circa 75 milioni di euro.

Il progetto ha ricevuto fondi statali, a livello regionale e provinciale ed anche dalle Ferrovie dello Stato.

Il primo finanziamento fu di 6,6 miliardi di lire, stanziati con legge 92 del 1963, ai quali seguì a breve un ulteriore finanziamento di 1 miliardo di lire dai due Comuni e dalle due Province venete.

Dal 1976 sino al 1990, si contano 47 miliardi e 143 milioni di fondi indirizzati alla costruzione del collegamento, a cui si sommano ulteriori risorse per la infrastrutture che nel frattempo hanno iniziato a richiedere interventi di manutenzione, nonostante probabilmente non verranno mai utilizzate.

Per completare l'idrovia, secondo uno studio del professor Lanfranco Senn, docente dell'Università Bocconi, commissionato dall’interporto di Padova, sarebbero necessari 70 milioni di euro.


Prospettive

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L’Unione europea ha sostenuto la rivalutazione delle vie navigabili attraverso la revisione delle reti strategiche di trasporto (Ten-T) e lo sviluppo del Programma Naides che si pone come obiettivo il potenziamento e il rilancio del trasporto fluviale.

Il contesto europeo ha così riaperto il dibattito sulle possibilità di completare l'opera.

Il canale è stato progettato per chiatte fluviali di dimensioni di 80 x 9,5 x 2,5 metri con una capacità massima di 60 TEU (circa 1320 tonnellate), ma per essere adeguata agli standard continentali , l’idrovia dovrebbe essere ingrandita e cambiare di classe passando dalla quarta alla quinta. Le chiatte fluvio – marittime dovrebbero essere molto più grandi (114 x 13 x 3,5) con una capacità massima di 225 TEU (circa 4950 tonnellate). Una portata quasi quattro volte più grande che comporterebbe ulteriori scavi e allargamento degli argini.

Secondo lo studio del professor Senn, l’adeguamento costerebbe il doppio della somma dapprima preventivata per il completamento, circa 143 milioni di euro e potrebbe essere completato in un tempo breve di circa cinque anni.

Prospettiva che non sembra però essere considerata dal governo, che nell’Allegato Infrastrutture al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, ha catalogato l’asta idroviaria Padova-Venezia sotto la generica e atemporale voce “attività programmate” .

L’idrovia allo stato attuale non è funzionale. Nei giorni estivi serve come spiaggia per bagnanti e viene percorsa con piccole imbarcazioni private e nella parte veneziana lungo l’argine sono stati costruiti dei moli. Di notte invece le frasche lungo l’argine divengono un luogo di prostituzione.


Fonti

http://www.terranews.it/news/2010/05/idrovia-l%E2%80%99eterna-incompiuta

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-13/padova-idrovia-miraggio-50-anni-064941.shtml?uuid=ABaoamj

http://www.terranews.it/news/2010/05/idrovia-l%E2%80%99eterna-incompiuta

https://www.facebook.com/note.php?note_id=391467619153

http://www.uniurb.it/giornalismo/lavori2004/semenzato/html/incompiuta/infrastrutture.html

http://www.acqueurbane.it/index.php?option=com_content&view=article&id=135:lidrovia-padova-venezia&catid=68:navigazione-nel-veneto&Itemid=133

http://www.terranews.it/news/2010/05/idrovia-l%E2%80%99eterna-incompiuta

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=641340