Ente Bacino Napoli 5

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Realizzato a seguito della Legge regionale Campania 10 febbraio 1993 n. 10 “Norme e procedure per lo smaltimento dei rifiuti in Campania” che suddivideva il territorio regionale ai fini della formazione e predisposizione del Piano smaltimento dei rifiuti, in bacini di utenza, individuando i Comuni, i Consorzi di Comuni e le Comunità Montane quali soggetti attuatori del Piano.

Lo spreco


L'assenza di programmazione delle attività e di gestione delle risorse strumentali e umane e il conseguente mancato utilizzo di 212 lavoratori nel periodo gennaio 2003 - settembre 2007 hanno comportato un danno patrimoniale diretto di euro 28.241.697,10, pari agli stipendi inutilmente erogati nell'arco temporale sopra indicato. Ai dipendenti, dapprima assunti dai Consorzi costituiti nei bacini individuati dalla L.R. 10/93 con contratto a tempo determinato era stato convertito il contratto in tempo indeterminato con un’ordinanza del Sub Commissario per l’emergenza rifiuti. Il Comune di Napoli non costituì il Consorzio di Bacino NA 5, gestito come un Ramo dell’Amministrazione del Comune di Napoli e destinato alla raccolta differenziata di imballaggi di carta e cartone provenienti da utenze non domestiche nella città di Napoli. Nel 1999 l’amministrazione comunale istituì A.S.I.A. (Azienda Speciale Igiene Ambientale) [1] alla quale venne affidato il servizio di raccolta e trasporto a discarica di rifiuti solidi urbani su tutto il comprensorio comunale. Tuttavia, solo nel 2007 vennero attivate le prime iniziative preliminari al passaggio dei dipendenti dell’ente di Bacino nell’organico della società A.S.I.A. in funzione dell’incremento della raccolta differenziata. La sovrapposizione quindi delle funzioni e l'inerzia degli amministratori responsabili (vedere condanna) hanno fatto sì che l’Ente di bacino NA 5 rimanesse per un lungo periodo in una situazione di totale abbandono, da cui il danno patrimoniale. Il danno assume ulteriore gravità e un levato costo-opportunità in quanto prodotto contravvenendo a un programma d'investimento e intervento mirato alla gestione dell'"emergenza rifiuti" campana.

La condanna


La Corte dei Conti sezione giurisdizionale Campania il 15 febbraio 2013 ha emesso la sentenza N. 222/2013 [2] di condanna nei confronti degli ex sindaci Antonio Bassolino, Rosa Russo Jervolino, Riccardo Marone, dell’ex assessore Massimo Paolucci e altri ex amministratori e dirigenti del Comune di Napoli, a risarcire il Comune per responsabilità connesse all'inoperatività del 'Ente Bacino Napoli 5 e al conseguente spreco di risorse pubbliche. La Corte ha evidenziato che ai soggetti “che si sono succeduti nei ruoli di Sindaco e Assessore al ramo della nettezza urbana (nonché commissari ad acta) nel periodo successivo all’introduzione della legge regionale 10/93 e sino al 2007 risulta infatti imputabile il censurabile disinteresse per le sorti di un Ente dalla dotazione numerica così consistente e dal ruolo potenzialmente strategico nel segmento della raccolta differenziata, essendo mancata l’adesione di scelte di fondo in grado di garantire il pieno coinvolgimento del medesimo ente (e dei lavoratori assegnati) nell’attività della raccolta differenziata”. ''È mancata ogni attività di programmazione, volta ad evitare la diseconomica sovrapposizione tra le funzioni di A.S.I.A. e l’Ente di Bacino e anche incresciosi episodi di contrapposizione anche fisica tra gli addetti delle prime e dell’Ente”. Le tesi difensive dei convenuti hanno cercato di dimostrare che la gestione dei lavoratori non sarebbe stata di competenza dell’organo di vertice politico ma di soggetti esterni all’Amministrazione (CISPEL e TERGA) sulla base delle convenzioni, tuttavia il Collegio ha rimarcato la responsabilità amministrativa sul mancato compimento di "scelte di fondo" finalizzate a valorizzare il ruolo dell’Ente Bacino NA5 individuato anche dal Programma di gestione dei rifiuti solidi ed urbani approvato dalla Giunta regionale il 3.08.04 come ente avente un ruolo centrale nella raccolta differenziata. Dalle condotte omissive degli amministratori “è derivato in termini di nesso di causalità, un sicuro danno erariale, rappresentato dagli stipendi inutilmente erogati ad una cospicua parte dei lavoratori assegnati all’Ente Bacino NA 5”. La quantificazione del danno patrimoniale diretto viene configurato nell’importo complessivo di euro 28.241.697,10 pari agli stipendi inutilmente erogati a n. 212 lavoratori nel predetto arco temporale. Il pregiudizio a carico dei conventi a titolo di danno patrimoniale diretto è di complessivi 5.608.935,35. 25% Euro 1.402.233,83 cadauno a Di Mezza Ferdinando e Mola Gennaro, il restante 50% - 2.804.467,67 - attribuito in parti uguali a Bassolino Antonio, Marone Riccardo, Balzamo Ferdinando, Iervolino Rosa e Paolucci Massimo per un importo di euro 560.893,53 ciascuno.

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