Eipli (Ente per l'Irrigazione in Puglia, Lucania e Irpinia)

Da WikiSpesa.
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Ente a partecipazione statale istituito il 18 aprile 1947 per decreto del Capo provvisorio dello Stato, è incluso nella lista dei cosiddetti "enti inutili" resa pubblica e più volte confermata dal governo: le sue funzioni sono state infatti formalmente traferite ad Acqua Spa e nel 1979 ne è stata sancita la liquidazione, eppure al 2014, dopo 33 anni di proroghe, la soppressione non è ancora avvenuta.


Funzione

Il sito web dell'ente elenca le erogazioni idriche per il 2013 (12 utenze) e fornisce le seguenti informazioni relative all'attività svolta: "I suoi compiti perseguono fini volti alla soluzione dell’antico e grave problema dell’approvvigionamento idrico nei territori di competenza. Fondamentale è il ruolo riferito alla programmazione ed esecuzione di studi, ricerche, progettazioni, realizzazione e gestione di opere volte a ricercare, reperire, captare, invasare, addurre e distribuire sempre maggiori volumi di acque ad uso plurimo".


Costi e debiti

I costi non sono rilevabili in modo esaustivo dalle informazioni pubblicate sul sito internet dell'ente, sul quale, nella sezione "amministrazione trasparente" (pubblicata per legge n.69 - 2009), alla voce "Costo annuale" non è presente nessun contenuto o allegato, così come per la voce " Prospetto delle retribuzioni dei dirigenti".

La documentazione relativa ai bilanci riguarda il 2011 e il 2012 (consuntivo) ma è incompleta come verificato anche dalla Corte dei conti nel 2009: " la contabilità risulta tenuta senza il supporto di sofware appositi e la maggior parte delle informazioni raccolte su files è di dubbia integrità e completezza"

Il costo del personale risulta di circa 6 milioni di euro equivalente agli stipendi pagati a 174 dipendenti.


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Il principale impedimento alla definitiva liquidazione e all'effettivo trasferimento delle funzioni ad Acqua Spa è l'entità del debito di 250 milioni relativi soprattutto a spese per il personale ed esposizioni nei confronti degli acquedotti: pagati gli stipendi, all'ente non rimangono soldi per pagare le aziende che operano sulle dighe offrendo il servizio che l'ente dovrebbe garantire, così le imprese ricorrono in tribunale. L'esposizione dell'ente ha raggiunto così i 6 milioni e mezzo di contenzioso legale.


Trentatre proroghe

Dal 1979, anno in cui è stata sancita la liquidazione, quest'ultima è stata prorogata da 33 decreti fino al 2014 con periodica nomina di commissario responsabile della gestione.

Dal 1999 il ministero delle politiche agricole a cui l'ente fa capo non approva i bilanci, anche per mancanza di trasparenza segnalata dalla Corte dei Conti.

Nell'ottobre 2007 l'ente venne inserito dal nella lista governativa dei 17 enti inutili da sopprimere ma l'operazione non andò in porto.

Ad aprile 2008 venne creata Acqua Spa società partecipata di Puglia e Basilicata per la gestione delle risorse idriche delle due regioni. Al nuovo ente venivano attribuite le stesse funzioni dell'Eipli eppure non fu neanche questa l'occasione per liquidarlo definitivamente: permaneva il problema del debito non trasferibile alla nuova società.

A dicembre 2006 lo Stato stanziò 15 milioni di euro proprio al fine di ripianare il passivo e nel 2008 il decreto legge n.171 permise il trasferimento di ulteriori 5,6 milioni .


Enti inutili

Le stime della quantificazione di enti inutili (ossia gli enti pubblici di cui si è esaurita la funzione, inattivi o in prolungata fase di liquidazione come l'Eipli) sono state numerose e calibrate in modo molto differente.

La stima più recente è stata fornita a gennaio 2014 dal sindacato Uil che ne ha contati almeno 540[1].

Nel 2009 Roberto Calderoli dichiarava alla trasmissione televisiva "Otto e mezzo" di averne censiti 34 mila.

Il governo Monti nel 2011 stilò una lista di 500 enti inutili, e a giugno 2012 l'Unione delle Province d'Italia contribuì ad una stima più inclusiva e dettagliata di enti di improbabile utilità, al fine di indirizzare la politica dei tagli dello stesso governo Monti verso enti diversi dalle province [1].

Secondo la stima dell'Unione delle Province d'Italia, confermata da calcoli anche di giornalisti economici come Marco Cobianchi, gli enti inutili ammonterebbero a 3127 per un costo di 7 miliardi di euro, che per il Codacons raggiunge invece i 10 miliardi.

Molti governi e in modo trasversale agli schieramenti politici hanno affermato a più riprese di voler cancellare tali strutture, tuttavia solo un numero esiguo di enti è stato abolito. Dal 2008 – anno del decreto legge 112 che avrebbe dovuto accelerare il taglio degli enti inutili– sono stati solamente 49 gli enti soppressi o accorpati.


Spending review 2014

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L'ultimo impegno governativo per l'abolizione degli enti inutili è stato annunciato a marzo 2014 nella presentazione del "Piano Cottarelli" il programma elaborato dal Commissario Straordinario per la Revisione della Spesa Pubblica Carlo Cottarelli.


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Fonti

http://www.itaca.org/documenti/rassegna_stampa/Sprechiditalia.pdf

http://www.lettera43.it/economia/macro/enti-inutili-a-carico-dei-contribuenti_43675120329.htm

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2011/09/08/news/duri_a_morire-21385660/

http://www.corriere.it/economia/14_aprile_08/enti-soppressi-storia-dell-eipli-liquidazione-35-anni-fb5a7346-befb-11e3-9575-baed47a7b816.shtml

http://www.cadoinpiedi.it/2014/01/25/litalia_degli_sprechi_oltre_7_miliardi_di_spesa_per_le_partecipate.html

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1879729&codiciTestate=1

http://www.lettera43.it/economia/macro/enti-inutili-a-carico-dei-contribuenti_43675120329.htm