Dirigenti pubblici

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Fasce e amministrazioni

La quantificazione dei dirigenti e delle alte professionalità in servizio al 31 dicembre 2011 risulta di 248.870 dipendenti, dai dati raccolti ed elaborati dalla Ragioneria generale dello Stato e dalla Corte dei Conti in base alla sua delibera delle Sezioni riunite in sede di controllo n 9 del giugno 2013.

La tabella mostra la distribuzione dei dirigenti per fascia e amministrazione.


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Le amministrazioni centrali occupano 38.150 dirigenti ma è il servizio sanitario nazionale che conta il maggior numero di dirigenti con 136.298 dipendenti. Seguono l'università che impiega 34.073 dirigenti, 12.322 le regioni e gli enti locali alle quali si sommano i 4089 dirigenti delle sole regioni a statuto speciale, 10.520 gli enti di ricerca, 10.135 la magistratura, 3291 gli enti pubblici non economici.

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Considerando le percentuali della distribuzione del personale, la maggioranza (55%) dei dirigenti pubblici è impiegata nella sanità, 15% è impiegato nell'amministrazione centrale dello Stato, il 14% nell'università, il 5% nelle regioni e nelle istituzioni locali, il 4% nella magistratura, il 2% nelle regioni a statuto speciale e l'1% negli enti pubblici non economici. [1]


In aumento

Secondo una ricerca di Forum PA [2] condotta nel 2013, nella Pubblica Amministrazione, si registra a partire dal 2003 una tendenza per la quale gli impiegati diminuiscono, ma progrediscono, quindi crescono i dirigenti: ogni dirigente poteva contare in media su 12,3 addetti del comparto nel 2003, che si sono ridotti a 11,5 nel 2013 (in la Francia il rapporto è uno ogni 33 dipendenti). Oltre il 9% del pubblico impiego ha goduto di progressioni orizzontali nel 2011, con punte del 25% nei Ministeri e del 75% nella Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Costo

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La tabella include sia i dirigenti a tempo indeterminato sia quelli a tempo indeterminato. I numeri di occupati in ogni categoria sono ottenuti dividendo le mensilità totali per 12.

La tabella mostra le remunerazioni medie lorde dei “Dirigenti apicali”, degli “Altri dirigenti”, e del “Personale non dirigente” nei vari comparti della Pubblica Amministrazione. Tutti i dati sono desunti dal “Conto annuale del Personale per il 2012”, prodotto dalla Ragioneria Generale dello Stato.

La definizione esatta di ogni categoria varia a seconda del comparto. Per esempio, nei ministeri la categoria “Dirigenti apicali” include i capi dipartimento, i segretari generali, e i dirigenti di I fascia; la categoria “Altri dirigenti” include i dirigenti di II fascia. Nelle regioni, le due categorie includono rispettivamente segretari e direttori generali la prima, e dirigenti la seconda. E' possibile controllare la definizione esatta di ogni categoria consultando lo studio [3]


Considerando come termine di confronto i dati relativi alle remunerazioni dei dirigenti dell'amministrazione britannica, emergono divergenze rilevanti.

I ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico hanno rispettivamente 125 e 165 dirigenti di II fascia, che guadagnano in media 110.000 euro, quanto i 17 dirigenti di I fascia del ministero dell’ Economia britannico.

I 300 dirigenti apicali di regioni e provincie guadagnano 150.000 euro, quanto uno dei quattro direttori generali del ministero dell’ Economia e il capo di gabinetto del Ministero degli esteri britannici.

I 2.000 altri dirigenti delle regioni guadagnano 105.000 euro, quasi quanto uno dei 17 dirigenti di I fascia del ministero dell’ Economia britannico. I 1300 altri dirigenti delle provincie guadagnano 100.000 euro. I 7.000 altri dirigenti dei comuni guadagnano poco meno.

I 688 dirigenti apicali del Servizio Sanitario Nazionale guadagnano anch’essi più di un dirigente di I fascia del ministero dell’ Economia britannico.

Nella carriera diplomatica lo stipendio medio è di quasi 200.000 euro per i quasi 900 diplomatici; anche i 10.000 magistrati hanno un’ alta remunerazione media: 144.000 euro e la remunerazione media dell’Avvocatura di Stato è ancora più elevata.

Un aspetto considerato persino folcloristico emerso dai dati riguarda i 12 dirigenti apicali dei cappellani militari di esercito e polizia che guadagnano quasi 100.000 euro e i 74 altri dirigenti fra i cappellani militari guadagnano 60.000 euro in media. [4]


Dirigenti di alto livello: "gli stipendi d'oro"

Secondo l’Ocse i dirigenti pubblici italiani di alto livello guadagnano, al lordo, circa il doppio di quelli dei maggiori paesi industrializzati: sono stati calcolati stipendi per 650mila dollari annui per gli italiani, contro i 348mila degli inglesi, i più pagati dopo gli italiani.


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Nella comparazione effettuata rispetto al confronto degli stipendi dei dirigenti pubblici con quelli percepiti dal cittadino medio, il divario diventa ancora più rilevante: i dirigenti pubblici italiani guadagnano 18 volte in più del cittadino medio, 9 in Inghilterra, 6 in Francia, 5,5 negli Stati Uniti e in Germania 5 volte in più rispetto alla media dei loro connazionali. [5]


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Il tetto agli stipendi dei manager pubblici

Il consiglio dei ministri n.14 del 18 aprile 2014 ha decretato il provvedimento intitolato «Per un'Italia coraggiosa e semplice» che tra le misure prevede l'introduzione di un tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici e dei manager delle società partecipate che non si applica però alle società quotate (Enel, Eni, Finmeccanica, ecc.) e alle società che emettono titoli obbligazionari (debito pubblico) su mercati regolati (Poste, Ferrovie dello Stato, Cassa Depositi e Prestiti, ecc.).

Viene fissato dal 1° maggio 2014 il tetto a 240 mila euro per dirigenti e manager della pubblica amministrazione
, somma al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente. Il tetto agli stipendi, precedentemente fissato a 311mila euro, è stato così ridotto di 70mila euro.

La misura rientra in una "revisione organica degli assetti retributivi dei dipendenti delle amministrazioni e degli organismi e delle società partecipate, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, finalizzata al contenimento della spesa pubblica ed alla razionalizzazione e perequazione dei trattamenti economici" [6].

La reazione dell'amministratore delegato di F.S. Mauro Moretti

A marzo 2014, in occasione della presentazione da parte del governo del "Piano Cottarelli", il programma elaborato dal Commissario Straordinario per la Revisione della Spesa Pubblica Carlo Cottarelli, è stato annunciato il taglio per 1,5 miliardi di euro per il 2016 dei trasferimenti al trasporto ferroviario [7] . La previsione del provvedimento ha provocato la manifestazione di contrarietà da parte dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che si è inoltre pubblicamente opposto ai tagli preannunciati degli stipendi dei manager pubblici dichiarando di considerare quindi di migrare all'estero[8].


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Riforma della P.A. 2014

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Il 30 aprile 2014 il primo ministro Matteo Renzi e il ministro per la pubblica amministrazione Marianna Madia hanno presentato le linee guida per la riforma del settore pubblico aprendo ad una discussione parlamentare e pubblica nei successivi 30 giorni per infine varare il provvedimento legislativo il 13 giugno.

La riforma, ha spiegato il primo ministro, si sviluppa su 3 assi: «capitale umano, innovazione e tagli alle strutture non necessarie» .

La riforma per quanto riguarda i dirigenti pubblici prevede «la possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico oltre un determinato termine» tramite anche «l’introduzione del ruolo unico della dirigenza». Il premier ha scartato l'opzione di esuberi: «Non c’è un tema di esuberi della Pa» ha sottolineato il capo del governo, precisando che «il vero punto è mettere quelle persone nelle condizioni di lavorare» e la razionalizzazione per «l’efficienza del servizio».


Province: i dirigenti sono i più pagati della PA

La Corte dei Conti ha pubblicato i dati relativi al costo dei dipendenti pubblici per il triennio 2011-2013.

Ne è emerso che è nei dirigenti delle Province che si concentra la maggior parte della spesa per il personale degli enti territoriali: 97.444 euro in media, contro gli 89.748 euro dei dirigenti delle Regioni e gli 85.075 euro di quelli comunali.

Cambia invece il rapporto per i dipendenti “non graduati”: i più costosi sono quelli regionali (spesa media di 34.870 euro), seguiti da quelli provinciali (28.156 euro) e i comunali (27.922 euro).

Nel 2013 gli occupati degli enti territoriali ammontavano a533mila unità – distribuite tra personale dirigente, segretari e direttori generali, personale con qualifica non dirigenziale – per un costo di 15 miliardi di euro. Spesa rimasta invariata rispetto all’anno precedente e distribuita con 2,8 miliardi di euro per le Regioni, 1,5 miliardi per le Province e 10,9 miliardi per i Comuni.


Concentrazione al Sud

La distribuzione del personale si presenta disomogenea sul territorio nazionale, con punte di maggiore concentrazione al Sud e in Sicilia, dove è presente un dirigente ogni 9 dipendenti, a differenza ad esempio del Trentino dove il rapporto è di uno su 46 o delle Marche dove è di uno su 23.

Nel 2013 la Sicilia è la prima Regione per dirigenti pubblici con 1.742 dirigenti (e 15.140 impiegati), che la Corte dei Conti non considera “indicativo di un’ottimale organizzazione del lavoro”.


Gli effetti della spending review

A seguito del contenimento della pubblica da parte delle amministrazioni locali nel triennio considerato, nei Comuni la spesa totale complessiva è diminuita del 5,52%: segretari comunali e direttori generali sono calati del 3,7%, i dirigenti dell’11,25% e i non dirigenti del 4,71%.

La riduzione complessiva di personale nelle Province ha comportato invece un abbassamento della spesa del 7,54%.

Dalle Regioni emergono invece dati contrastanti: dal 2011 al 2013, a livello nazionale, le unità sono state ridotte del 2,54% ma la spesa è aumentata dell’1,39%. La Corte dei Conti ha rilevato che “Tale circostanza è sintomatica della prassi di alcune realtà territoriali a ripartire le risorse tra i dirigenti rimasti in servizio”.

I magistrati contabili hanno inoltre espresso preoccupazione circa la situazione finanziaria delle Province: “L’anticipazione degli effetti finanziari che si concretizza nei tagli di spesa disposti dalla Legge di Stabilità, rispetto all’effettivo trasferimento delle uscite – come la spesa per il personale eccedentario – produce un effetto distorsivo“. Dalle verifiche svolte dalle Sezioni regionali di controllo della Corte emergerebbe così un “deterioramento della finanza provinciale” che potrebbe “incidere negativamente sulla tenuta degli equilibri di bilancio”.


Riforma Madia: l'introduzione dei "ruoli unici"

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In materia di riforma della Pubblica amministrazione una delle novità più rilevanti è la creazione di «ruoli unici» dei dirigenti, dedicati rispettivamente ai dirigenti statali, regionali e degli enti locali. Le tre opzioni saranno disciplinate da regole identiche e dovranno essere intercomunicanti per permettere il passaggio da un settore all’altro.

Introdotta la regola dell’assegnazione di un incarico triennale da realizzare con “gara” pubblica, il nuovo sistema interesserà i 41.509 dirigenti di Stato, Regioni, sanità (non i medici) e degli enti locali, che transiteranno nei rispettivi ruoli unici. Nel nuovo regime per ogni incarico di vertice andranno predefiniti i requisiti, e su tale base l`amministrazione lancerà una selezione pubblica: ogni candidato dovrà presentare un curriculum che sarà valutato da una commissione nazionale, incaricata di stilare una preselezione di candidati idonei, fra i quali l`amministrazione individuerà il prescelto.

Il posto ottenuto durerà tre anni e potrà essere rinnovato una volta sola, dopo di che il dirigente dovrà sottoporsi nuovamente alla selezione pubblica. I dirigenti che non otterranno incarichi saranno collocati «in disponibilità», mantenendo il trattamento economico fondamentale e la parte fissa della vecchia retribuzione. Quest'ultima condizione terminerà dopo «un determinato periodo» e porterà alla decadenza dal ruolo unico.

Intervistata dal Corriere della Sera, il ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia ha inoltre annunciato l'intenzione di ridurre la quota di dirigenti pubblici esterni assunti senza concorso.

Per i dirigenti «la scelta del ruolo unico ci obbligherà a calibrare la quota di esterni, che dovrà essere piccola. Siccome ci saranno tre ruoli unici dovremo trovare un'unica quota contenuta per particolari esigenze».


Il ministro ha inoltre respinto la possibilità che il blocco dei contratti venga annullato dalla sentenza della Consulta sull'indicizzazione delle pensioni [9] : «C'è già stata una sentenza che ha confermato il blocco, purché temporaneo e finalizzato a meccanismi solidaristici nel Paese».


Legge di Stabilità 2016: tagli mancati

Tagli inizialmente ipotizzati non sono infine rientrati nella Legge di Stabilità 2016.

La Legge di Stabilità 2016 esclude dai tagli i dirigenti pubblici nominati direttamente dalla politica. Si tratta di quegli incarichi dirigenziali a contratto previsti dall’articolo 19, comma 6, del dlgs 165/2001. Nonostante la legge intenda contenere il numero e il costo dei dirigenti in servizio, non si rinuncia allo strumento principale col quale la politica notoriamente coopta, senza ricorrere a concorsi, dirigenti dall’esterno delle dotazioni organiche, esponendosi per altro a rilievi e rischi gestionali come quelli manifestatisi per le Agenzie fiscali, che hanno attinto a questo tipo di incarichi.

La Legge prevede che «la riduzione della dotazione organica degli uffici dirigenziali non generali non ha effetto sul numero degli incarichi conferibili ai sensi dell’articolo 19, commi 5-bis e 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001», allo scopo «di garantire la continuità dell’azione amministrativa».

È stato osservato che la disposizione risulta incoerente considerata la riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali nella misura del 50%, tenendo conto «del numero dei dirigenti in servizio senza incarico o con incarico di studio, del personale dirigenziale in posizione di comando, distacco o aspettativa per altro incarico presso una diversa amministrazione». In questo senso il legislatore si mostra effettivamente consapevole che molti dirigenti si trovano senza incarichi o con incarichi privi di rilevanza gestionale, tuttavia continua ad ammettere il ricorso a soggetti esterni, che impediscono una più efficiente collocazione operativa di questi dirigenti.

Non subiranno riduzioni le dotazioni dirigenziali delle figure non contrattualizzate di cui all’articolo 3 del dlgs 165/2001 (prefetti, diplomatici, docenti universitari, magistrati, avvocati dello stato); così come i dirigenti delle Città Metropolitane e delle Province adibiti all’esercizio di funzioni fondamentali, degli uffici giudiziari, dell’area della dirigenza medica e del ruolo sanitario, oltre al personale delle agenzie fiscali.

Vengono dunque preservati i posti destinati alla ricollocazione del personale dirigenziale delle Città Metropolitane e delle Province calcolati in misura corrispondente alle cessazioni di personale dirigenziale intervenute nell’anno 2014, nonché, ove necessario, quelli destinati alle assunzioni delle 150 «eccellenze». L’intento è quello di permettere la ricollocazione dei dirigenti in sovrannumero, tuttavia non risulta sia stata fatta alcuna ricognizione dei posti ai quali sarebbero da destinare.

Le amministrazioni dello Stato dovranno infatti effettuare una ricognizione delle dotazioni organiche, dalle quali laddove emergessero disomogeneità dei rapporti tra personale dirigente e personale dell’area delle qualifiche deriverebbero provvedimenti di riorganizzazione interna, per riequilibrare le percentuali. Anche Regioni ed enti locali dovranno effettuare la ricognizione. Viene inoltre manifestata l'intenzione di superare le rigidità al conferimento degli incarichi dirigenziali nelle avvocature e nei corpi di polizia municipali imposte da sentenze del Consiglio di stato, consentendo di conferire gli incarichi dirigenziali «senza alcun vincolo di esclusività anche al dirigente dell’avvocatura civica e della polizia municipale».

La flessibilità introdotta per gli incarichi giustifica, secondo il legislatore, anche la sottrazione degli enti locali di piccole dimensioni, tali da non consentire la rotazione dei dirigenti come misura anticorruzione prevista dall’articolo 1, comma 5, della legge 190/2012.

Il Disegno di Legge prevedeva che tutte le amministrazioni degli enti locali avrebbero dovuro ridurre del 10% rispetto alla consistenza dei fondi 2014 le risorse destinate annualmente ai fondi per il finanziamento della retribuzione di risultato dei dirigenti. I risparmi conseguiti avrebbero costituito economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorso, per gli enti diversi dalle amministrazioni statali, al miglioramento dei saldi di bilancio. Anche questo taglio è stato però tolto dal documento finale della Legge.


Fonti

http://scenarieconomici.it/quanto-ci-costano-i-dirigenti-pubblici/

http://saperi.forumpa.it/story/71736/i-dipendenti-pubblici-italia-sono-troppi-una-ricerca-di-forum-pa-sfata-alcuni-miti

http://saperi.forumpa.it/story/71718/i-dipendenti-pubblici-italia-sono-troppi

http://www.lavoce.info/stipendi-pubblici-costi-politica/

http://www.investireoggi.it/finanza-borsa/la-supercasta-dei-dirigenti-pubblici-pesa-sul-comparto-statale/

http://www.eticapa.it/eticapa/?tag=pubblica-amministrazione-2011-numero-dipendenti

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-18/decreto-cuneo-fiscale-tetto-stipendi-dirigenti-e-manager-pa-203657.shtml?uuid=ABxcpJCB

http://www.corriere.it/politica/14_aprile_30/renzi-riforma-pubblica-amministrazione-13-giugno-cbe31084-d079-11e3-b822-86aab2feac59.shtml

http://www.governo.it/GovernoInforma/Documenti/lettera_dipendenti_pubblici.pdf

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/13/corte-dei-conti-i-dipendenti-pubblici-piu-pagati-sono-i-dirigenti-delle-province/1678957/

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/dirigenti-di-nomina-politica-renzi-li-protegge-dai-tagli-2303634/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/23/il-giallo-della-legge-di-stabilita-fra-ritardi-e-dietrofront-di-renzi-perche-il-testo-definitivo-ancora-non-ce/2155636/

http://www.blitzquotidiano.it/economia/legge-stabilita-quanto-ci-guadagnano-dipendenti-2303415/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Manovra-Rischio-aumento-del-ticket-taglio-a-turnover-nella-P-A-ba7f6224-20b4-412f-8bdc-9d3b5169c1f2.html