Dipendenti del Quirinale (Presidenza della Repubblica Italiana)

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Personale

Il Quirinale, residenza ufficiale del presidente della Repubblica Italiana, impiegava al 2014 un totale di 799 dipendenti di palazzo: aggiungendovi le 102 unità dello staff presidenziale e sommandovi le Forze dell'Ordine di servizio, i lavoratori pubblici in servizio al Quirinale ammontano a 1720, una cifra molto alta se si considerano le corrispettive istituzioni europee ed americana (oltre 3 volte il personale della Casa Bianca e quasi il doppio rispetto all'Eliseo e a Downing Street, per esempio).

Si tratta di un totale che al 2006 ammontava a 2181 unità. Dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2012 i dipendenti sono diminuiti di 461 unità. Nuove riduzioni sono state disposte dal nuovo Capo dello Stato nel 2015.


Peculiarità degli organi costituzionali italiani

L'inaugurazione dell'interesse giornalistico per i "costi della politica" - nel 2006, ad opera del testo di Stella e Rizzo "La casta" - avvenne con una polemica per la mancanza di pubblicità delle spese del Quirinale: in risposta, a partire dal 2013, la presidenza della Repubblica rende pubblico il bilancio di previsione per l’anno successivo, Pochi giorni prima dell’elezione di Mattarella, il 9 gennaio 2015, è arrivato anche quello del 2015: nel bilancio dello Stato la dotazione per la presidenza della Repubblica è di 224 milioni di euro, più altri 500 mila euro dal ministero dell’Ambiente per la tenuta di Castelporziano; nel comunicato che ha accompagnato la presentazione del bilancio[1] si è ricordato che circa 92 milioni servono a pagare le pensioni degli ex dipendenti, mentre altri 30 milioni sono per la gestione del patrimonio immobiliare. Per questo, dice il Quirinale, la spesa «direttamente imputabile all’esercizio delle funzioni presidenziali» è di circa 115 milioni, «sostanzialmente in linea con i costi delle analoghe amministrazioni di altri paesi».

Si tratta di una precisazione importante, perché fa riferimento indiretto alla compresenza, in quel bilancio, di voci inesistenti negli omologhi organi costituzionali stranieri, che non prevedono a proprio carico spese sostenute da altri sistemi retributivi o previdenziali pubblici o privati: anche laddove le democrazie sono di più antica e consolidata tradizione, non si è mai sviluppata una dottrina tale da sostenere che l'indipendenza e la sovranità degli organi supremi passi attraverso l'autodichia[2], cioè la sottrazione dei dipendenti e degli appalti dalle regolamentazioni valide per la generalità delle altre pubbliche amministrazioni. Nessun seguito hanno avuto le proposte[3] di superare questo sistema previdenziale 'in house'[4], quanto meno mediante una gestione unitaria di tutti gli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale[5].

Invece di affrontare questo problema, nella polemica pubblica, si continua a disconoscere la peculiarità di un bilancio che - come per gli altri organi costituzionali italiani - opera anche come fondo previdenziale dei suoi ex dipendenti: pertanto, si continua a sostenere che, in definitiva, il costo complessivo della Presidenza della Repubblica italiana è nettamente superiore alle corrispettive istituzioni europee e americana[6].

Costi

Annualmente sul sito della Presidenza della Repubblica viene pubblicata la nota illustrativa del bilancio di previsione.

Nel 2014 la nota illustrativa attestò che le risorse destinate alle diverse forze di polizia distaccate al Quirinale per ragioni di sicurezza valgono 14 milioni e 300 mila euro. Il personale impiegato nei servizi per la sicurezza presidenziale include poliziotti, carabinieri e corazzieri 793 unità, il cui stipendio grava in misura largamente prevalente sulle amministrazioni di appartenenza, il che implica che il costo complessivo sostenuto dallo Stato è di ulteriori 30 milioni di euro l’anno, considerando una retribuzione media di 40mila euro lordi. I 14 milioni spesi direttamente dal Colle servono infatti per pagare le sole indennità supplementari.

"La consistenza del personale distaccato per esigenze di sicurezza – si leggeva nella nota del Quirinale del 2014 – si è ridotta nel corso del 2013 di 26 unità, passando da 819 a 793, corazzieri compresi". Il risparmio è però ridotto rispetto all'entità delle spese necessarie per pagare gli addetti alla sicurezza ingenti bonus.

Per quanto riguarda invece lo stipendio del Presidente, quell'anno si è registrato un aumento rispetto al 2012. Il Quirinale nel 2012 pagava al Presidente della Repubblica 240mila euro di stipendio annuale, mentre nel 2013, nonostante la spending review dell'ammnistrazione pubblica auspicata dallo stesso Presidente, il suo stipendio è aumentato di 8.835 euro l’anno passando a un totale di 248.017.

Nel bilancio previsionale del 2014, per il personale il Quirinale spendeva 121,5 milioni di euro, più 90 milioni per il personale in pensione.

Ogni dipendente del Quirinali costa 70.656 euro. Anche in questo caso i costi degli addetti vengono accollati anche alle altre amministrazioni pubbliche perché la metà dei dipendenti del Quirinale risultano essere militari.

I consulenti del Presidente della Repubblica vengono invece pagati 2,6 milioni di euro.

Per i dipendenti inoltre è prevista la spesa di 400 mila euro per il costo degli alimenti.

Per il terzo anno consecutivo, nel 2014 il bilancio del Quirinale non presentava aumenti di costi a carico dei contribuenti: esso risultava in calo di 3 milioni rispetto al 2009.


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Viene riconosciuto a Giorgio Napolitano di essersi impegnato durante la propria presidenza in un contenimento delle spese del Quirinale. lI primo settennato di Napolitano al Colle si è concluso effettivamente con un risparmio complessivo di 78 milioni di euro, secondo quanto calcolato dallo staff della Presidenza della Repubblica. Il secondo settennato si è aperto con tagli quali: -15% di indennità di funzione del Segretario generale, -12% dei compensi dei Consiglieri del PdR, -5% di indennità per il personale comandato e distaccato. In una nota illustrativa per il 2014 inoltre il bilancio prevede di risparmiare altri 9 milioni, grazie ulteriori tagli di personale, al congelamento degli adeguamenti automatici (su pensioni, stipendi ed altre voci di spesa) e alla riduzione dei compensi per il personale distaccato, comandato e a contratto. Al personale comandato il nuovo Capo dello Stato ha applicato il divieto di cumulo con emolumenti derivanti da altre amministrazioni pubbliche[7].

Sono state introdotte poi alcune riforme dell'ordinamento interno e di riorganizzazione amministrativa, che hanno consentito ulteriori risparmi. Già nel 2014 si registrarono introiti che hanno permesso di risparmiare sui costi derivano dall'apertura del Palazzo del Quirinale alle visite del pubblico (circa 250 mila visite annue). L'iniziativa di messa a disposizione del pubblico di tutte le aree ad elevato valore artistico del palazzo, richiesta dalla stampa[8] ed accolta dal nuovo Capo dello Stato, a partire dal 2015 sarà ulteriormente estesa[9] ed inserita in un'apposita proposta culturale[10].

Al presidente Mattarella si deve anche la nuova regolamentazione della concessione di 58 appartamenti di servizio agli alti funzionari della Presidenza della Repubblica[11]: l'innalzamento dell'ammontare del canone concessorio[12] si è accompagnato con la riduzione drastica della platea dei fruitori della concessione e con la previsione di una sua graduale eliminazione[13].

Confronto internazionale

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Le differenze delle spese presidenziali dei principali paesi europei rispetto a quelle del Quirinale sono evidenti: più del doppio rispetto alla Francia, la seconda presidenza più costosa, e nettamente superiore alla media europea (circa 36 milioni annui).


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Annualmente dal 1995, la Casa Bianca pubblica in un rapporto indirizzato al Congresso (e online) un resoconto dettagliato dei propri dipendenti.

Mentre per i 783 dipendenti del Colle lo stipendio medio è 146mila euro, per i 456 addetti americani lo stipendio medio è meno della metà, di 83mila dollari, equivalenti a 61mila euro.

La spesa per retribuzioni al Quirinale è pari a 105 milioni e 231mila euro, con 82 milioni per il personale di ruolo; 8 milioni e 900mila per quello non di ruolo; 10 milioni e 800mila per il personale distaccato; 2 milioni e 371mila per consiglieri e consulenti del Presidente; 147mila per collegi e commissioni; 370mila per oneri e trasferte del personale. A questi 105 milioni vanno aggiunti 9 milioni e 268mila euro di oneri previdenziali per complessivi 114 milioni e 499mila euro. In questo caso la spesa media per dipendente supererebbe di poco i 146mila euro.

Nel quartier generale del Presidente degli Stati Uniti il tetto degli stipendi è di 172mila dollari pari a 126mila euro e i dirigenti che si attestano sulla soglia massima sono 22. Barack Obama guadagna 400mila dollari, una cifra che nessun altro dipendente pubblico può superare perché nessun lavoro può essere considerato di maggiore responsabilità (il presidente della Corte costituzionale Usa guadagna 223mila dollari – 171mila euro -, il direttore dell’Fbi, 110mila euro, quello della Federal Reserve, 154mila euro).

Mentre per il bilancio della Casa Bianca la trasparenza è massima, il bilancio presidenziale italiano rende accessibili dati parziali che non permettono di calcolare per esempio il numero di dirigenti che percepiscono uno stipendio superiore a quello del Presidente Napolitano, e alla soglia di 238mila euro fissata come massima dall'esecutivo Renzi nel 2014 per i dipendenti pubblici.

Alloggi di servizio: gli "inquilini d'oro"

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A settembre 2015 sarà rivisto l’elenco dei dipendenti che attualmente occupano i 58 appartamenti che la presidenza possiede nella zona adiacente al palazzo del Quirinale; secondo le previsioni che sono giunte alla stampa la gran parte degli inquilini sarà invitata a lasciare gli alloggi.

La nuova gestione del Presidente Mattarella prevede che l’appartamento di servizio sia riservato solo ed esclusivamente a quei dipendenti (funzionari o tecnici) che per la natura del loro servizio devono essere sempre reperibili e in prossimità della Presidenza., mentre tutti gli altri dovranno traslocare entro due anni.


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Gli appartamenti liberati saranno riutilizzati come uffici o comunque per usi di interesse pubblico in quanto l’obiettivo dell’operazione, spiegano al Quirinale, è quella di risparmiare denaro pubblico e, in continuità con "l’apertura del palazzo ai cittadini "[ http://www.lastampa.it/2015/06/02/italia/politica/mattarella-apre-il-quirinale-sar-il-palazzo-di-tutti-6Rn7xhCi8zWVRulbSxBQZP/pagina.html ] , restituire spazi all’uso pubblico.

A disciplinare la materia è il decreto presidenziale 14/N varato dal segretariato del Quirinale lo scorso 6 agosto [14] finalizzato a interrompere una prassi che vede da molti anni risiedere negli appartamenti quirinalizi numerose persone che con le nuove regole non avranno più titolo per restare. Con l'entrata in vigore del decreto infatti gli alloggi di servizio saranno assegnati «sulla base di criteri obiettivi» ai dipendenti che svolgono funzioni cruciali che impongono «esigenze di reperibilità, flessibilità e prolungamento della presenza in servizio oltre l’orario di lavoro».

I dipendenti ai quali sarà permesso di continuare ad alloggiare presso gli appartamenti presidenziali dovranno versare un canone che, pur restando sotto il livello di quello di marcato, sarà aumentato del 20 per cento rispetto a quanto versato attualmente.

È previsto invece un aumento maggiore del canone di affitto per gli inquilini che dovranno lasciare l’appartamento entro il 2017. Il Quirinale si è rivolto all’Agenzia del Demanio per stabilire, per ogni appartamento, quale debba essere il canone di affitto da applicare ai dipendenti: i prezzi vanno dagli 821 euro per un appartamento di 25 metri quadrati ai 4.533 per un appartamento di 224 metri quadrati.

Del nuovo canone, i dipendenti dovranno pagare da subito una somma pari al 30 per cento del totale, del 60% entro il 2015 e nel 2017 dovranno versare l’intero importo., per infine abbandonare nel 2018 l’appartamento dove hanno vissuto.

È previsto, così, che una volta completato il piano, dovrebbe essere interamente liberato il palazzo San Felice, in via della Dataria.


Tagli ai privilegi dei consiglieri

Tra i cosiddetti "inquilini d'oro" che occupano gli immobili residenziali vi sono anche i consiglieri del Quirinale (la ristretta cerchia degli «uomini del presidente» che assiste il capo dello Stato) che non sono necessariamente dipendenti della Presidenza e comprendono giornalisti, ambasciatori, generali ecc.

Ad essi era tradizionalmente assegnato un appartamento di rappresentanza di ampia metratura (il più grande è un appartamento di 800 metri quadrati in via della Dataria, appannaggio del segretario generale).

Con l’arrivo di Mattarella, tutti i consiglieri, a partire dal segretario generale Zampetti, hanno rinunciato all’assegnazione dei prestigiosi appartamenti. Con il decreto voluto dal nuovo Presidente ai consiglieri potranno invece essere assegnati piccoli appartamenti ad uso foresteria, da utilizzare in caso di necessità legate al servizio.

Cessano quindi i trattamenti di favore offerti dalle precedenti presidenze: acqua, luce e gas pagati a metà dal Quirinale, nessuna tassa sui rifiuti, nessun costo di condominio, auto blu, parcheggio e servizio di guardiania gratuito, a cura del servizio di sicurezza della presidenza.


Aggiornamento: bilancio previsionale 2015

Le spese di funzionamento, stipendi del personale, bollette e benefit contenute nel bilancio previsionale del 2015 ammontano a 224 milioni di euro pari a 613 mila euro al giorno. Il costo risulta ridotto rispetto alla stagione precedente a seguito di una spending rewiew per 4,5 milioni di euro rispetto.

Le spese per l’acquisto di beni servizi ammontano a 22,6 milioni di euro mentre, nonostante i tagli di cui sopra, dei 224 milioni 122 restano destinati agli stipendi del personale e 92,1 alle pensioni degli ex dipendenti.

Il costo per il personale risulta pertanto ancora di molto distante dalla media Europea e non solo (vedere sopra il confronto con le spese della Casa Bianca). La spending review interna inaugurata sotto la Presidenza di Sergio Mattarella dovrà quindi riguardare ulteriori voci di spesa per ottenere un risparmio apprezzabile e portare il bilancio in linea con i costi sostenuti dagli altri palazzi presidenziali europei.


Fonti

http://www.ilgiornale.it/news/interni/quirinale-guadagnano-doppio-casa-bianca-casoa-carte-scoperte-1034062.html

http://finanza.it.msn.com/sprechi/quirinale-quanto-ci-costi?page=6

http://www.sprechiditalia.com/pol/070430quirin.shtml

http://www.infiltrato.it/notizie/italia/casta-il-quirinale-costa-il-doppio-dell-eliseo-le-spese-pazze-di-napolitano

http://www.ilfazioso.com/la-casta-napolitano-e-il-quirinale-ci-costano-10-volte-di-piu-del-presidente-tedesco.html

http://www.today.it/rassegna/costi-soldi-polizia-quirinale-napolitano.html

http://www.panorama.it/news/politica/quirinale-mattarella-taglia-gli-alloggi-di-servizio/

http://www.lastampa.it/2015/08/16/italia/politica/la-scure-di-mattarella-sui-costi-del-quirinale-via-dagli-appartamenti-chi-non-ha-requisiti-gAkRdgDcxiZvhYLDFtXtKK/pagina.html

http://www.panorama.it/news/politica/quirinale-chi-sono-inquilini-doro/

http://www.ilgiornale.it/news/politica/quirinale-ci-costa-224-milioni-allanno-1087300.html

http://www.giornalettismo.com/archives/1726713/i-costi-assurdi-quirinale-prima-sfida-mattarella/

http://www.today.it/politica/costi-quirinale.html

http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/mattarella-cambia-gestione-quirinale-102854-gSLAjfOwJB?refresh_ce=1

http://www.ilgiornale.it/news/politica/mattarella-smaschera-sprechi-napolitano-1160717.html

http://www.lastampa.it/2015/06/02/italia/politica/mattarella-apre-il-quirinale-sar-il-palazzo-di-tutti-6Rn7xhCi8zWVRulbSxBQZP/pagina.html