Depuratore di Ischia

Da WikiSpesa.
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IL DEPURATORE: UNA LUNGA STORIA

Solo nel 1997 si è pensato, infatti, di bandire una progettazione in tal senso che prevedeva la realizzazione di un depuratore presso la collina di San Pietro, a servizio del solo Comune di Ischia.

Finanziato il progetto con fondi CIPE, il Ministero dell’Ambiente prescrisse, in un’ottica di una depurazione integrata, che il depuratore fosse a servizio anche del Comune di Barano d’Ischia. In quegli stessi anni la Regione programmava sull’isola anche la nascita di altri due depuratori a servizio dei comuni di Casamicciola insieme a quello di Lacco A. e di Forio con Serrara F. Per la realizzazione del depuratore di Ischia e Barano fu indetta una gara mediante appalto concorso, vinta dalla ATI SLED che propose, lasciando inalterato l’aspetto di massima, delle modifiche strutturali al progetto messo a gara. L’aggiudicazione dei lavori avvenne nel gennaio 2004 mentre la consegna degli stessi in via definitiva, dopo le varie consegne parziali, avvenne solo nel gennaio 2005.

Sin dall’inizio si riscontrarono tutta una serie di problematiche tra cui la più determinante ai fini dei contenziosi con l’impresa appaltatrice, durati fino ad oggi, è il ritrovamento di reperti archeologici che comportò un andamento anomalo dei lavori e il rallentamento degli stessi, per la presenza costante in cantiere di un team di archeologi pronti a verificare che le operazioni da eseguire non danneggiassero i reperti qualora ve ne fossero.

L’impresa esecutrice, pertanto, non riuscendo a procedere con i lavori come da cronoprogramma mosse una serie di riserve a cui seguirono frequenti “stop and go”con una storia decennale di conflitti, perizie, sequestri illustrati in ogni dettaglio dall’ ing. Vacca (RUP per la realizzazione dell’impianto).

Giungiamo così a luglio 2011 quandol’allora R.U.P. ha proposto la risoluzione contrattuale della Stazione Appaltante (Commissariato di Governo) a cui è subentrato, nel novembre dello stesso anno l’ARCADIS che, per porre fine ai contenziosi e riprendere i lavori, ormai fermi da tempo, ha deciso di risolvere la controversia ai sensi dell’art.239 del Codice dei Contratti Pubblici mediante una transazione. Dopo vari carteggi anche con l’Avvocatura di Stato e la ditta appaltatrice si è concluso definitivamente il procedimento nel gennaio 2014 quando, finalmente, è stato sottoscritto l’atto transattivo che prevede la risoluzione delle controversie e il completamento dei lavori in 29 mesi lavorativi che riguarderanno l’esclusiva realizzazione degli impianti, essendo la parte strutturale già terminata da tempo.

Una volta completato il progetto, il primo anno di gestione sarà di competenza della ditta appaltatrice, ma al momento, purtroppo, non ci è dato di sapere a chi verrà affidata invece la gestione definitiva dell’impianto.


IL DEPURATORE: ASPETTI TECNICI

Come ha illustrato il direttore dei lavori Ing. Cozzolino, il depuratore è di tipo biologico mediante sistema MBBR (Moving Bed Biofilm Reactor o reattore a biomassa adesa a letto mobile), più economico e all’avanguardia rispetto al più usato sistema MBR (Bio reattori a membrana) utilizzato per altri due impianti in Campania di cui uno a Seiano, che si occuperà della depurazione dell’intera penisola Sorrentina sempre in galleria.

In fase di progettazione, al fine di definire correttamente la portata dell’impianto, è stato condotto uno studio preliminare sulla differenza tra la popolazione residente e la popolazione fluttuante ad Ischia nel periodo estivo, che si è vista quantificare nel rapporto di circa 1/3 con 25.000 presenze in inverno contro le circa 61.000 del periodo estivo. Pertanto, tenuto conto di questi parametri di studio, il carico in termini di portata idrica è stato sopradimensionato al fine di consentire un corretto esercizio anche con sovraccarichi del 30-40% rispetto al valore stimato.

Parametro fondamentale per questo tipo di impianto e dell’intero ciclo di depurazione è il BOD5, fattore che indica il fabbisogno di ossigeno a cinque giorni per ridurre la massa organica, l’ossigeno è, infatti un elemento indispensabile ai fini della depurazione e finalizzazione del refluo.

Il reattore utilizzato è di tipo trifasico in cui vi è parte solida, acqua e aria costituita dall’ossigeno disciolto attraverso l’insufflazione d’aria nel liquame che costituisce anche il mezzo di agitazione per la rimozione dell’azoto.

Le scelte alla base del progetto sono state, pertanto, mosse principalmente dalla variabilità del carico sia organico che idraulico oltre che indubbiamente dalla considerazione dell’elevato valore paesaggistico del sito che ha portato all’interramento dell’intera struttura.

Sebbene interrata, infatti, l’intera opera occupa una superficie superiore ai 5.000 mq ed ha un volume superiore a 100.000 mc, nonostante si sia adottato un sistema molto avanzato di trattamento biologico volto a ridurre i volumi.

Il processo depurativo è diviso in due linee parallele acqua e fanghi, vi è una fase di trattamento delle acque e una di trattamento dei fanghi.

Le acque arrivano per sollevamento da via de Rivaz, vi è poi la grigliatura, la dissabiatura, la disoleatura, il trattamento biologico con la precipitazione chimica del fosforo, la sedimentazione, la filtrazione, la disinfezione a raggi UV, la disinfezione chimica per le acque di riutilizzo, il sollevamento finale e il pompaggio nella condotta sottomarina.

Le acque di riutilizzo dei reflui depurati vengono utilizzate in campo agricolo per l’innaffiamento del verde pubblico o per i servizi portuali, quelli non depurati vanno in condotta sottomarina, durante l’inverno in cui non vi è particolare richiesta idrica è previsto lo scarico dei reflui di riutilizzo nella condotta sottomarina, già posata da circa tre anni, lunga circa 1 Km.

L’intero impianto è tenuto anche in depressione per impedire la fuoriuscita di eventuali cattivi odori nell’ambiente circostante. Sempre nello spirito del rispetto per l’ambiente i materiali per la realizzazione dell’opera vengono approvvigionati via mare mediante un pontile provvisorio e l’intera struttura è stata realizzata mediante elementi prefabbricati di tipo MECCANO evitando quanto più possibile realizzazioni in opera.

L’ultima relazione in ordine di tempo è stata quella dell’ Arch. Arcamone, che ha completato il quadro illustrando lo stato dell’arte per quanto riguarda la realizzazione della rete fognaria del Comune d’Ischia. Inutile sottolineare l’importanza di quest’ultima, senza la quale non ha neanche senso parlare di depurazione. I dati forniti dall’Arch. Arcamone ci dicono che 10 anni fa la rete costituiva solo il 33% dell’intero comune, oggi siamo al 66% con circa 10000 m di rete fognaria realizzata, per completare il tutto vi è una progettazione, ma al momento manca ancora un finanziamento adeguato; nella programmazione comunale è previsto però questo completamento come un progetto politico prioritario.

http://www.kosmopolischia.it/it/incontro-del-21-febbraio-con-arcadis-e-comune-dischia/