Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas)

Da WikiSpesa.
Share/Save/Bookmark

Cas1.png

Il Consorzio per le Autostrade Siciliane è la Concessionaria autostradale delle tratte A20 Messina-Palermo e A18 Messina-Catania e Siracusa-Gela. In quanto tale non è una Pubblica Amministrazione, ma soggiace alle normative nazionali in materia di concessionarie autostradali, soggetti esercenti autostrade, attività definita per legge privata (art. 10, co. 8 Legge n. 537/93).


Inefficienze e irregolarità

All'origine dello stato d'incompiutezza e incuria delle autostrade siciliane vi è anzitutto l'inefficienza dell'ente, concessionario Anas e sottoposto al controllo della Regione Sicilia, preposto per garantirne la manutenzione e lo sviluppo, ossia il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Cas).

Il Consorzio è infatti responsabile di spese senza controllo e irregolarità che hanno deviato i fondi messi a disposizione per la gestione delle infrastrutture stradali dell'isola.

Nel periodo dal 2000 al 2007 è stato stimato che la differenza tra ciò che il Consorzio per le autostrade siciliane avrebbe dovuto investire a norma di legge (almeno il 35 per cento dei pedaggi) e ciò che effettivamente è stato investito è pari a 84 milioni di euro.

Nei rari casi di intervento di manutenzione delle strade le imprese incaricate sono state inoltre soggette a ritardi o mancati pagamenti da parte dell'ente pubblico.

I problemi finanziari del Consorzio dipendono infine anche da numerosi contenziosi aperti con le imprese appaltatrici e con i dipendenti.

Il centro di telecontrollo delle gallerie posto all'interno della stazione di S.Stefano Di Camastra risulta chiuso o disattivato dal 2008, ivi compresi i sistemi di rilevamento di sicurezza quali la videosorveglianza,le colonnine di S.O.S,ventilazione,sensori di misurazione del livello CO,e le sonde di rilevamento incendio. La cosa che ha piu' turbato gli utenti su una tratta a pagamento maggiorato ,(per il semplice fatto che la tratta risulterebbe piu' sicura visto che piu'di trenta gallerie (la Calavà e la Petraro superano i tre kilometri) dovrebbero essere assistiti da operatori, che non risultano piu essere in servizio dal 18 Aprile 2008. Questo servizio è stato finanziato con cospicui fondi europei ed è stato gestito con la esternalizzazione all'impresa Eurotel di Iacolino, la stessa che ha in appalto il servizio sorveglianza ed il servizio di assistenza tecnica alle casse automatiche e manuali per svariati milioni di Euro.


Lo stato d'incuria delle strade

L'incuria è evidente sui 182 chilometri della Messina-Palermo, i 77 della Messina-Catania e i circa 40 del primo tratto della Siracusa-Gela, le autostrade più malmesse d'Italia.

I 13 chilometri tra Noto e Rosolini, invocati per anni dagli abitanti del luogo dopo essere stati finalmente inaugurati, sono stati poco dopo chiusi perché il manto cedeva ed era rovinato da avvallamenti. Situazione per la quale la magistratura ha avviato un'indagine.

Cas2.pngCas3.png


Il tunnel Tracoccia, in prossimità di Messina, è impraticabile da 10 anni e la galleria Langenìa sulla Messina-Palermo, devastata da un esplosione del carico di gas di un tir, è stata chiusa per oltre 2 anni prima che il Consorzio procedesse al ripristino.

Dopo diverse interruzioni il consorzio è riuscito a costruire solo un terzo dei 140 chilometri della Siracusa-Gela iniziata nel 1974.


Cas4.pngCas5.png


A Furiano, nei pressi di Sant'Agata di Militello, per 4 anni è stata attesa la rimozione delle sei porte dei caselli che un tempo segnavano la fine dell'autostrada, diventate non solo inutili ma dannose da quando la Messina-Palermo nel 2004 è diventata un tratto unico. Su quei 2 chilometri di strettoia dopo una galleria si sono incolonnate a lungo code chilometriche, soprattutto d'estate, mentre l'unico intervento fornito dal Cas agli automobilisti è stata l'esposizione del cartello "Attenzione rallentamenti".

Le autostrade siciliane si trovano in uno stato di tale degrado da venire escluse da Anas a inizio del 2008 dalla lista di quelle con le credenziali per chiedere e ottenere un aumento medio dei pedaggi del 2,5 per cento.

Anas ha inviato al consorzio nel febbraio 2008 una diffida in cui si citava il numero record di 473 «non conformità nelle infrastrutture autostradali siciliane»: buche, avvallamenti, gallerie non illuminate, guardrail da sostituire.


Alti pedaggi, scarsa manutenzione. L'interrogazione parlamentare

Premesso che questa Concessionaria al pari delle altre non ha trasferimento dal bilancio della Regione in cui ha sede legale, e, pertanto non può essere considerato un ente regionale, come impropriamente viene detto da molti, in ragione dello stato pericolante e dell'incuria delle autostrade, i pedaggi sono stati considerati ingiusti in rapporto ai gravissimi disservizi rilevati dal momento che, come ipotizza anche la Magistratura, non sembra che tali introiti siano stati utilizzati nel tempo in conformità agli obiettivi della Concessione vigente.

Il malcontento è stato rappresentato da una interrogazione parlamentare, ed una all'Assemblea regionale Siciliana, presentata dal Movimento Cinque Stelle a firma Giancarlo Cancelleri, Valentina Zafarana e Francesco D’Uva. I firmatari hanno interrogato il governo, il ministero delle Infrastrutture e l’assessorato regionale circa le inadempienze del Consorzio per le autostrade siciliane (Cas), l’ente pubblico sottoposto al controllo della Regione.

“Le contestazioni rivolte ad Autostrade siciliane – afferma la vice capogruppo del M5s all’Ars Valentina Zafarana – spaziano dalla manutenzione delle piste alla segnaletica sia orizzontale che verticale, dai guardrail agli impianti elettrici, dalle opere in verde agli impianti telematici di esazione”.

Proprio l’Anas, così come riportato da diversi quotidiani locali, l’11 novembre 2013 avrebbe già inviato al Consorzio una lettera ufficiale all’interno della quale veniva richiesta “una lunga serie di giustificazioni in ordine alle inadempienze già citate, paventando altresì la revoca della stessa concessione”.

“Le concessioni autostradali – afferma Francesco D’Uva, primo firmatario dell’interrogazione depositata presso la Camera dei Deputati – erano basate sulla logica della tariffa-remunerazione, con pedaggi che i cittadini avrebbero pagato in cambio di un servizio stradale efficiente e costantemente sottoposto a manutenzione. Le società concessionarie, inoltre, si impegnavano a reinvestire parte dei profitti ottenuti dal pagamento dei pedaggi in nuovi investimenti di ammodernamento delle tratte autostradali affidate alla loro gestione”.

“Peccato che oggi – prosegue il parlamentare– di nuove infrastrutture se ne vedano sempre meno, e quella delle concessioni sembra diventata piuttosto un’attività meramente speculativa. Abbiamo chiesto al Ministro Lupi di consentire anche ai cittadini siciliani, già costretti a pagare il pedaggio per un servizio autostradale assolutamente inefficiente, di poter beneficiare, nonostante la presenza del Consorzio, delle agevolazioni tariffarie che il ministero dei Trasporti sembra voler introdurre a favore dei pendolari italiani. In caso di risposta negativa potremmo affermare che oltre all’evidente danno vi sarebbe la beffa, o meglio, l’ennesima ingiustizia”.

Al 2014 risultano diversi procedimenti aperti dalla magistratura a carico del Consorzio per irregolarità e sprechi di fondi pubblici, tuttavia non è stata ancora messa in discussione la sussistenza delle ragioni che hanno dato origine al contratto di concessione.


Sprechi

Dal 2004 la carica di direttore generale del Consorzio è vacante e in meno 10 anni alla guida del consorzio si sono avvicendati cinque tra commissari e presidenti. Il più duraturo è stato Benedetto Dragotta, che ha governato per 8 anni, mentre dopo di lui susseguiti in quattro durando per pochi mesi ciascuno.

Nessuno si è attivato per porre fine agli sprechi pur evidenti sia dalle conseguenze sulle strade per le quali lamentano i cittadini, sia presumibilmente da un bilancio sbilanciato verso spese non funzionali allo scopo dell'ente, se non vere e proprie truffe.

Un caso rappresentativo del comportamento della dirigenza riguarda l'acquisto di un immobile a Roma, inutilizzato. Per le rare trasferte a Roma dei presidenti, il Consorzio ha acquistato un alloggio di rappresentanza in prossimità della Fontana di Trevi, dotato di sei vani più i servizi, che rimangono vuoti per quasi tutto l'anno. Presso l'ufficio lavora in pianta stabile una segretaria stipendiata dal Cas per lo svolgimento di funzioni non note. Nonostante l'inutilità, l'appartamento è stato inoltre ristrutturato con una spesa di ulteriori 45.850 euro.

Un altro caso di spreco oggetto di servizi dei media locali riguarda l'affitto di un minuscolo terreno incolto (40 cm di diametro), ad Avola, per il quale il Consorzio ha speso 26 mila euro in 5 anni, per potervi impiantare un palo per le trasmissioni.

Il presidente Patrizia Valenti , incaricata nel 2008, quando si è trovata la pratica sulla scrivania ha dapprima pensato che gli uffici avessero sbagliato, ma dopo essersi resa conto che non c'erano errori formali, si è rifiutata di firmare. Il neo presidente ha quindi ordinato un'indagine, per sapere quanto valesse il terreno da quelle parti, e ha scoperto che per comprare, non per affittare, 1 ettaro del miglior seminativo, e non un fazzoletto incolto, il prezzo si aggirava al massimo ai 10 mila euro.

Le esternalizzazioni di servizi prima gestiti in house rappresentano oggi una parte importante delle spese correnti.

Risultati gestionali

Bilanci consuntivi


2009 -€ 23.936.032,00


2010 -€ 2.956.799,00


2011 -€ 17.171.265,00


Bilanci preventivi


2012 -€ 32.054.477,11


2013 -€ 9.857.322,22


2014 -€ 7.674.003,05



I consuntivi degli anni 2012 e 2013 alla data del 21/7/2014 non sono stati ancora approvati dall'Assemblea dei Soci.


Spese legali fuori controllo

Le spese legali sono un'ulteriore fonte di sprechi, e ingenti, tanto che le cause in corso non sono al momento quantificate.

Quando il presidente subentrato nel 2008 ha richiesto l'elenco, gli uffici hanno risposto che non c'era. Nel bilancio 2008 alla voce spese legali è stata segnata la cifra di 2,7 milioni, ma vista la scarsa contabilità rimane una cifra che potrebbe non rappresentare le spese sostenute annualmente anche in seguito dal consorzio.

Più che i contenzioni di lavoro sono i contenziosi con le imprese appaltatrici che alimentano le voci di un possibile default della Concessionaria.

Parecchi, infatti, sono i pignoramenti che gli avvocati soprattutto del foro di Messina, al quale appartengono due consiglieri del direttivo, stanno effettuando presso i caselli. In particolare si ricorda il pignoramento dell'impresa Bonatti, la quale, patrocinata dallo studio dell'avv. Andrea Lo Castro, vanta un credito di circa 9 milioni di Euro.

Per difendersi da tali contezioni una voce consistente di spesa è costituita dalle spese legali. I nomi degli avvocati incaricati per consulenze e patrocinio in giudizio sono sempre gli stessi e le loro parcelle particolarmente lucrose. I vertici aziendali stranamente preferiscono che resti sguarnito l'ufficio legale aziendale per remunerare professionisti esterni.

Il tentativo della dirigenza autostradale di entrare nel Gotha dei dirigenti regionali

Nel dicembre 2009, non curante dei pessimi risultati gestionali, l'ambiziosa dirigenza del CAS si poneva l'obiettivo far carriera e scalare i prestigiosi gradini della Burocrazia regionale siciliana invocando ad uso e consumo l'applicazione della legge regionale n. 10 del 2000 alla Concessionaria ministeriale al fine di essere inquadrata tra i dirigenti di I e II fascia dell'Amministrazione regionale e degli enti non economici regionali. A tal fine avviava una singolare procedura attraverso una richiesta di pareri per conseguire il lucroso obiettivo, previo il necessario e propedeutico mutamento del contratto di lavoro dei dipendenti da quello vigente, Autostrade e Trafori (comune a tutte le Autostrade italiane) a quello della Regione Siciliana. Ciò avveniva con l'avallo di poteri compiacenti, ma sulla base di presupposti non verificati e che in epoca successiva si sono rivelati non esattamente rispondenti allo status giuridico della Concessionaria sulla base della normativa autostradale e dei decreti ministeriali in base ai quali fu firmata la stessa con la Concedente ed i Ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia. Questa situazione ha innescato un forte scontro con i sindacati del settore autostradale che è ancora in atto.

Le sanzioni dell'Ispettorato del lavoro

Contrariamente a quello che taluni vanno divulgando, la mancata ottimizzazione del personale, meno di 400 unità, ha determinato una pessima organizzazione del lavoro che si è tradotta in molteplici violazioni della vigente normativa sull'orario di lavoro. Un'indagine dell'Ispettorato del Lavoro di Messina ha infatto accertato centinaia di violazioni per un eccessivo utilizzo fuori controllo del personale dettato dalle maggiori esigenze di servizio ed ha elevato qualcosa come 8,5 milioni di sanzioni in capo ai responsabili. Ad oggi non si hanno notizie se tali sanzioni siano state riscosse o meno.

Il mancato controllo della Regione nella gestione di appalti e consulenze

Cas01.png


Il controllo dell'ente è di competenza regionale, ma la regione Sicilia non è intervenuta in nessuna occasione per verificare e interrompere le situazioni strutturali di spreco, ed anzi, sotto la presidenza di Salvatore Cuffaro, sono state registrate delle irregolarità sulle quali indaga la magistratura e delle quali sarebbe stato responsabile proprio l'ex presidente affidando consulenze esterne a costi molto elevati e senza necessità.

“Con un provvedimento velocissimo il dottor Frisone, dirigente del Cas e responsabile unico dell’appalto di 8 milioni e 130 mila euro da cui è stata espulsa la ditta Ventura spa di Barcellona Pozzo di Gotto, ha pensato di risolvere in modo eccellente la “continuazione” dello spreco”.

“Lo stesso pur di dimostrare l’indispensabilità del servizio, si è inventato un affidamento in somma urgenza per 90 giorni a tre ditte: la ditta Drago di Tusa, la ditta Isgrò di Barcellona e la ditta Buscemi , al costo di 15 mila euro per avere in cambio circa 5 furgoncini che in passato sono invece costati soltanto 3500 euro di affitto al mese, essendo gli stessi adoperati dal personale interno assunto per svolgere tale mansione”.

Così, il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, si è espresso pubblicamente riferendosi a uno dei più recenti casi di malagestione emersi presso il Cas, a gennaio 2013, dimostrando di essere informato della situazione, senza però prendere posizione riguardo agli sprechi strutturali del Consorzio, nonostante lo stesso presidente abbia parlato di "continuazione degli sprechi".

L'intervento del Presidente a gennaio 2013, è seguito alla revoca di un appalto alla ditta Ventura, impresa che ha una misura antimafia interdittiva, e dopo essersi dichiarato contrariato dall'affidamento di servizi da parte del Cas anche ad altre aziende.

In particolare il governatore ha commentato l'incarico a due società appaltatrici di servizi, Technital e Eurotel , dichiarandolo vergognoso: “Ormai possiamo definirlo il Cas dei miracoli. Revocherò l’ ennesima vergogna".

In ogni caso l'Eurotel di Iacolino si è aggiudicato l'appalto per il servizio di sorveglianza per circa 2,4 milioni di Euro per sei mesi, in atto prorogato dal Consiglio Direttivo presieduto dal Presidente Rosario Faraci da Gela. Queste esternalizzazioni sono apparse particolarmente onerose e sono state contestate da alcuni sindacati, i quali lamentano che così si assorbono risorse preziose per i lavori di manutenzione della fatiscente infrastruttura.

Il Presidente Faraci ha pubblicamente comunicato che intende chiedere un prestito di circa 200 milioni di Euro alla Banca Europea degli Investimenti (BEI) per la risoluzione delle problematiche strutturali. In verità tale operazione sembra difficile da realizzarsi dal momento che la capacità del CAS di produrre introiti è in bilico per la nuova procedura ministeriale che potrebbe togliergli la titolarità della stessa Concessione. Altro aspetto sottovalutato è la crescente mole di somme pignorate dai creditori direttamente presso i caselli ove vengono incassati e quindi sottratte alle finalità previste in Concessione.

Il dibattito all'Assemblea Regionale Siciliana

N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria che si occupa della gestione delle autostrade siciliane con eventuale adozione di misure alternative.

                                 MOZIONE


                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
             PREMESSO che  il  rapporto  tra  lo  Stato  e  la
          Regione  siciliana  è  regolato,   in   materia   di
          riassetto   del   settore   autostradale,   da   una
          concessione   assegnata   dal   Ministero   per   le
          Infrastrutture   ad   un   soggetto   giuridico   da
          individuarsi    secondo    i    criteri    stabiliti
          dall'articolo 16 della legge 12 agosto 1982, n° 531;
             RILEVATO che:
             la legge 12 agosto 1982, n°531,  venne  applicata
          nel 1996 e che, pertanto,  solo  da  allora  abbiamo
          quel nuovo soggetto giuridico, denominato  Consorzio
          per le  autostrade  siciliane,  il  cosiddetto  CAS,
          risultato della unificazione dei tre precedentemente
          separati Consorzi concessionari  ANAS,  operanti  in
          Sicilia  per  la  costruzione   e   gestione   delle
          autostrade Messina-Catania-Siracusa, Messina-Palermo
          e Siracusa-Gela, e  destinato  ad  essere  il  nuovo
          concessionario   delle   autostrade   di   rilevanza
          nazionale    secondo     la     qualificazione     e
          classificazione operata con d.lgs. 461/99;
             come già chiarito in  precedenza,  a  tale  nuovo
          soggetto   è   stata   trasferita,    con    decreto
          ministeriale 21 maggio  1997,  la  titolarità  delle
          preesistenti concessioni delle tre  distinte  tratte
          e, ai sensi di legge (art.16  L.  531/82),  esso  ha
          rilevato gli oneri nascenti dai  rapporti  giuridici
          già posti in essere dai precedenti enti;
             CONSIDERATO che:
             i Consorzi Messina - Palermo, Messina - Catania e
          Siracusa  -  Gela  (L.R.  4/65)  hanno  cessato   di
          esistere con DPR 117/Gab  del  30  aprile  1996,  in
          esecuzione dell'articolo 28  L.R. 22/96 e che,  come
          si  legge  nelle  motivazioni  del  citato   decreto
          interministeriale,   l'obiettivo   era   quello   di
          recepire in un successivo  atto  le  innovazioni  in
          campo  autostradale  introdotte   dalle   leggi   23
          dicembre 1992,  n°  498,  e  24  dicembre  1993,  n°
          537;
             tale procedura si è conclusa con la revisione, ai
          sensi dell'articolo 11 della legge  498/92,  che  ha
          determinato l'unificazione delle Concessioni  ed  il
          recepimento al CAS  del  comma  8  dell'articolo  10
          della legge 537/93, con cui si definisce  la  natura
          privata dell'attività svolta dalle concessionarie di
          autostrade;
             in base all'articolo 16,lettera  d,  della  legge
          531/82, il CAS deve provvedere, mediante le  tariffe
          dei pedaggi, alla copertura dei costi di  esercizio,
          di  manutenzione  e  di   rinnovo   degli   impianti
          infrastrutturali e che, pertanto, lo stesso non  ha,
          né può avere, trasferimenti di  partita  corrente  a
          carico del bilancio della Regione siciliana;
             il modus operandi del CAS appare in conflitto con
          le norme  nazionali  richiamate  nella  Concessione,
          mancando      un      sistema      di       auditing
          interno;
             l'involuzione  verso  modelli   organizzativo   -
          gestionali nulla ha a che vedere con  quanto  accade
          nelle altre 22  concessionarie;  prova  ne  sia  che
          mentre le altre concessionarie  hanno,  ad  esempio,
          internalizzato  i   costi   dei   servizi   esterni,
          riducendoli e migliorandone qualità e  produttività,
          il CAS ancora oggi sta impegnando ingenti somme  per
          esternalizzare servizi già resi  in  house  a  costi
          contenuti   come   ad   esempio   il   servizio   di
          sorveglianza    e     assistenza     al     traffico
          (precedentemente in house e poi  incomprensibilmente
          affidato, in somma urgenza, ed  oggi  in  attesa  di
          aggiudicazione attraverso un bando che costerà  allo
          stesso CAS 2,6 milioni di euro per soli 6 mesi;
             VISTO che:
             la  titolarità  della  concessione  in  questione
          compete ad un  soggetto  che  necessariamente  debba
          presentare  i  tratti  tipici  dell'  ente  pubblico
          economico,  secondo   i   criteri   della   gestione
          privatisticoproprietà      pubblica;
             in materia autostradale,  lo  Stato  italiano  ha
          esclusiva competenza a legiferare e  che,  pertanto,
          ogni  riferimento  a  leggi  regionali  che  vi   si
          sovrappongano per competenze e merito,  per  esempio
          la L.R. n.  10/2000,  non  appare  coerente  con  il
          quadro normativo rinvenuto negli  atti  del  CAS  né
          compatibile con la titolarità di una tale  tipologia
          di  concessione   autostradale,   facendo   espresso
          riferimento  tale  legge  regionale  agli  enti  non
          economici;
             dal 1996 sarebbe  occorso  adeguare  la  macchina
          aziendale   alle   novità   legislative   nazionali,
          allineando in questo modo il modello organizzativo -
          gestionale   alle    direttive    contenute    nella
          convenzione   di   concessione,   soprattutto    per
          soddisfare tutte quelle condizioni ivi  sottoscritte
          dalle parti contraenti e,  in  primo  luogo,  quelle
          relative al piano finanziario,  oggi  clamorosamente
          disatteso;
             l'infrastruttura,  per  la   propria   messa   in
          sicurezza, necessita, come attestato dalla  Delibera
          di Giunta Regionale n°145 del 22 aprile 2013, di ben
          184 milioni di euro e che, con buona probabilità, il
          CAS non avrà modo di reperire una tale somma;
             le  pessime   condizioni   di   sicurezza   delle
          autostrade  siciliane,   il   forte   deficit,   gli
          interventi della magistratura penale, i sequestri di
          gallerie pericolanti, le riduzioni o gli  scambi  di
          carreggiata di importanti viadotti, l'indice alto di
          mortalità ed i continui pignoramenti degli  incassi,
          ci impongono azioni veramente decisive e soprattutto
          risolutive,
                    IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                               e per esso
            L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'
             ad   attivarsi   presso   il   Ministero    delle
          Infrastrutture e dei Trasporti al fine di verificare
          il rapporto giuridico che attualmente intercorre tra
          il  Ministero  medesimo   e   la   concessionaria;
             ad impegnarsi, qualora ve ne siano le condizioni,
          per  una  ricapitalizzazione  dell'ente,  mettendolo
          nelle  condizioni  di  potere  azzerare   tutte   le
          gravissime carenze infrastrutturali che  allo  stato
          insistono e che minano l'  incolumità  dei  numerosi
          automobilisti  che  quotidianamente  percorrono   le
          autostrade per i più svariati motivi;
             a valutare ogni altra possibile e utile soluzione
          di vigilanza sul Consorzio, ai fini di un  reale  ed
          effettivo risparmio di risorse e alla verifica di un
          assai più equilibrato impiego delle stesse;
             risultando  il  CAS  un   ente   deficitario,   a
          valutare, infine, di concerto con il Ministero delle
          Infrastrutture e dei Trasporti,  la  possibilità  di
          adottare  misure  alternative,  quali   ad   esempio
          potrebbero  rappresentare   la   cessione,   tramite
          offerta pubblica, di parte  delle  proprie  quote  a
          nuovi e potenziali interessati soggetti, cercando di
          creare in tal modo sicure condizioni di afflusso  di
          capitale e un più funzionale management.
             (19 settembre 2013)


          GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO - CLEMENTE

L'Assessore alle Infrastrutture Nico Torrisi sembra non capire

Il nuovo assessore del Governo Crocetta, dott. Nico Torrisi, così come i suoi predecessori (l'ultimo è stato Bartolotta espressione del deputato PD Francantonio Genovese, agli arresti domiiciliari) sembra non comprendere la gravità della situazione e, intervenuto nel dibattito ARS sul tema, ripete pedissequamente le strane interpretazioni di un dipartimento infrastrutture corresponsabile dello sfascio. Insomma di soluzioni, ma soprattutto di risorse economiche, per recuperare gli standards di sicurezza viaria sulle tratte concesse dal Ministero nemmeno l'ombra. L'Assessore non sembra essere nemmeno a conoscenza dell'imminente decadenza comminata dal Ministero e che lo stesso Consiglio di Giustizia Amministrativo siciliano C.G.A. con la sentenza 784/2012 ha riconosciuto il pieno diritto della Concedente a ritirare la titolarità della Concessione al CAS, in quanto gravemente indadempiente agli obblighi di sicurezza e buona gestione. Inoltre sembra non curarsi circa le responsabilità degli attuali Amministratori in carica, Faraci Rosario e Marina Marino da Gela e Antonino Gazzara e Francesco Vermiglio da Messina, come di quelli passati, lo stesso Antonino Gazzara da Commissario, Annarosa Corsello da Cefalù, Calogero Beringheli da Caronia, Francesco De Francesco e Gaetano Sciacca da Messina, Matteo Zapparrata da Catania. Sarebbe opportuno che su costoro si attivasse un'accurata indagine conoscitiva, ma la vigilanza su queste cose non ha mai funzionato.

La nuova procedura di decadenza dalla Concessione

Con nota prot.5647 del 28 giugno 2013 il Ministero delle Infrastrutture ha avviato la procedura per la decadenza dalla Concessione del Consorzio per le Autostrade Siciliane avente sede legale in Messina.

La procedura è fondata dal fatto che la Concessionaria non ha adempiuto a tutta una serie di adempimenti contestategli con precedenti diffide. In primis non è stato aggiornato il piano finanziario dal 2005, la Convenzione di Concessione non è stata revisionata nel 2007 al pari delle altre Autostrade consorelle, e sussistono tutta una serie di gravi criticità tecniche, oltre 500, irrisolte lungo tutto il tracciato assentito in concessione (circa 300 Km). Si ricordi che la Magistratura ha ancora sotto sequestro due gallerie a rischio crollo intonaci (Tindari e Capo d'Orlando) e che un importante viadotto, il Ritiro, in prossimità dello svincolo di Messina/Boccetta, è stato giudicato da uno studio dell'Università di Messina e dal Genio Civile di Messina a rischio crollo per omesse manutenzioni.

Si legge nella relazione del Ministro Lupi: "La normativa in tema di concessioni autostradali, riformata ... nel 2006, consente al Concedente, attraverso la previsione di adeguati strumenti sanzionatori ed il rafforzamento dei relativi poteri, di espletare un monitoraggio sulle concessionarie ancora più analitico, mediante l’acquisizione di ulteriori molteplici dati, di natura economica, finanziaria e tecnica, ed anche attraverso l’attività di verifica ispettiva. Ad oggi il testo di Convenzione Unica è stato adottato da tutte le Società con ... eccezione del Consorzio per le Autostrade Siciliane ..."

Inchiesta sugli appalti del Cas

LA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA HA MESSO NEL MIRINO GLI ULTIMI ANNI DI GESTIONE DEL CONSORZIO. ACQUISITI ATTI ANCHE IN UFFICI PUBBLICI DELL’ISOLA E ASCOLTATE NUMEROSE PERSONE

Sono andati anche lungo l’auto - strada a filmare, fotografare e ispezionare tutto. E si tratta di ben 500 chilometri tra la A18 e la A20, ovvero la Messina-Catania e la Messina-Palermo. E questo è solo uno dei passaggi della nuova inchiesta aperta dalla Procura di Messina sugli ultimi anni di gestione del Cas, il Consorzio autostrade siciliane, che è stata affidata sul piano investigativo alla Sezione operativa della Dia di Messina. Ma c’è già molto altro nel fascicolo aperto dal procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita, che vuole vederci chiaro su tutto quello che il Cas ha programmato, progettato e realizzato lungo le nostre autostrade in questi ultimi anni. In concreto gli uomini del tenente colonnello Letterio Romeo stanno svolgendo una serie di accertamenti, per esempio sui gruppi di progettazione del Cas, per i lavori eseguiti nel triennio 2010-2011-2012, ma anche su tutti i lavori eseguiti in quegli anni. Oltre a tutta una serie di sopralluoghi gli uomini della Dia hanno anche effettuato una serie di acquisizioni di atti, non soltanto nella sede del Cas di Messina ma anche in altri uffici pubblici siciliani, e hanno ascoltato nella qualità di “persone informate dei fatti” praticamente quasi tutti i dipendenti del Consorzio. Quindi in pratica si tratta di un vero e proprio “terremoto giudiziario” che sta scandagliando l’attività passata di uno degli enti regionali più “ricchi”, che ha nelle sue casse un attivo di decine di milioni di euro e fino a non molto tempo addietro ha speso poco o nulla per mettere in sicurezza e riammodernare intere tratte, che sono indubbiamente tra le più pericolose d’Italia e d’Europa. Per quel che riguarda i gruppi di progettazione e le relative parcelle, è abbastanza facile prevedere che gli investigatori della Dia si stiano concentrando su eventuali “rivoli” di denaro pubblico che potrebbero essere finiti, negli anni passati e in uno dei tanti passaggi amministrativi, in tasche “private” e non per intero nelle parcelle delle progettazioni.


Fonti

http://www.autostradesiciliane.it/files/Rassegna%20Stampa%2021-11-2013-20131121-184458.pdf http://www.gazzettadelsud.it/news//81921/Inchiesta-sugli---appalti-del.html http://italia.panorama.it/Autostrade-siciliane-chilometri-di-sprechi http://www.gazzettadelsud.it/news//86546/Ncd-chiede-revoca-concessione-autostrade-al.html http://www.linksicilia.it/2014/03/le-autostrade-siciliane-pedaggi-salati-e-manutenzione-zero/ http://www.messinaoggi.it/News/Messina/Cronaca/2014/03/11/Autostrade-Siciliane-per-utenti-di-lusso-13409.html http://www.francescoduva.it/2014/03/11/manutenzione-autostrade-siciliane-presentate-interrogazioni/ http://www.infomessina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=34614:crocetta-al-consorzio-autostrade-si-passa-da-uno-spreco-allaltro&catid=40:news&Itemid=2 http://livesicilia.it/2013/02/01/cas-crocetta_254514/ http://catania.livesicilia.it/2014/01/31/le-immagini-dellincuria-della18_278995/ - gpt