Carcere di Revere, Mantova

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Rovinoso edificio situato a 35 km da Mantova, nel comune di Revere, costruito nel 1988. Dopo ripetute interruzioni i lavori di costruzione si sono fermati definitivamente nel 2000, per uno spreco di 5 miliardi di lire: l'edificio non è mai infatti stato utilizzato. L'abbattimento della costruzione o alternativamente la messa in sicurezza e riedificazione per rimediare al degrado e alle ruberie conseguenti all'abbandono, richiederebbero una spesa stimata di circa ulteriori 2 milioni di euro. L'edificio doveva essere al tempo destinato all'accoglienza di 60 detenuti condannati per reati minori oppure in attesa di giudizio o con pene inferiori a un anno. Dal 2000 la struttura è stata oggetto di attenzione per molteplici progetti di conversione, ma nessuno è stato realizzato: la Federazione Italiana Comunità terapeutica aveva presentato una proposta per la trasformazione del carcere in struttura per attività di recupero per tossicodipendenti; successivamente era stata prevista l'apertura di un Centro di Permanenza Temporanea; nel 2006 il dipartimento di Giustizia Minorile di Roma si era dichiarato interessato allo stabile per utilizzarlo in un istituto di pena per minori. Nel luglio 2011 il carcere di Revere è stato ceduto a titolo gratuito dallo Stato al Comune, che ha cercato senza successo un accordo con una cordata di imprenditori locali interessati alla ristrutturazione dello stabile per ospitare servizi di tipo sanitario e sociale connessi all'ospedale di Pieve di Coriano, nelle vicinanze. Il carcere di Revere è uno dei 38 carceri in stato di sottoutilizzo o abbandono sul territorio italiano [1] che costituiscono uno spreco complessivo rilevante che attira l'attenzione del dibattito pubblico soprattutto in prossimità di provvedimenti governativi d'indulto e amnistia.

Fonti:

Associazione Antigone

GazzettadiMantova.it

GazzettadiMantovaVideo