Cantiere CRU 16 - Seregno

Da WikiSpesa.
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Seregno piazza risorgimento.jpg

Il progetto di costruire il nuovo palazzo comunale risale al 2000 quando l’amministrazione di centrosinistra guidata dall’allora sindaco Gigi Perego partecipa al bando Urban II.

Nel 2003 il progetto viene scelto e finanziato dal Ministero dei Lavori Pubblici [1] per € 2.685.576,00 (il progetto complessivo di 24 milioni di euro e finanziato per € 5.061.278,00 da Urban II riguardava oltre al CRU 16 altri interventi di recupero).

Nel 2005, a poche settimane dalle elezioni amministrative, l’iter per la costruzione del palazzo comunale viene completato. Il centrodestra di Seregno vince le elezioni amministrative del 2005 con l’impegno di fermare la messa in opera di un cantiere che ai cittadini non piaceva fin dalle premesse (poiché implicava un esborso di denaro pubblico ritenuto evidentemente superfluo). Tuttavia la precedente amministrazione aveva già firmato contratti vincolanti che difficilmente si sarebbero potuti rescindere senza il pagamento delle relative penali, vero e proprio spreco di denaro pubblico. [2]

I costi finali dello spreco sono stati purtroppo ben più onerosi sia delle eventuali penali che si sarebbero dovute pagare laddove non si fosse fatto nulla, sia del costo preventivato se il progetto originariamente approvato si fosse attuato senza ostacoli politico/burocratici.

La costruzione del Palazzo comunale doveva costare € 12.863.310. La decisione presa dalla giunta Mariani di non costruirlo è costata fino ad ora alle casse comunali €. 12.534.547,00, ma per completare l’opera (di fatto un una riduzione tra il 13 e il 16% delle opere nell’ambito del CRU16, consistente nella mancata costruzione dell’edificio comunale e nella realizzazione di uno spazio polifunzionale interrato per eventi culturali e di spettacolo: una sala di circa 360 mq.) [3] si prevedono altri € 1.596.280,00, che aggiunti ai € 1.512.547,00 di riserve già versate porta il totale a €.15.587.780,65. Restano inoltre €. 8.464.795 di riserve richieste dall’azienda costruttrice ancora da definire con il comune.[4]

L’opera conclusa doveva essere consegnata il 06/04/2007.

I lavori, avviati nel 2005, e nel dicembre 2012 ancora in uno stato di inconcluso abbandono, hanno portato alla chiusura forzata di numerosi esercizi commerciali che, affacciati con le loro vetrine sulla Piazza Risorgimento, hanno subito una crisi imposta loro dalla chiusura del passaggio ad autoveicoli e pedoni, chiusura che ha portato la piazza al totale spopolamento per anni.

12 sono state le varianti dal progetto originale.

Parquet auditorium2.jpg

Almeno 16 gli interventi urgenti per sistemare quello che è stato costruito ma si va rapidamente deteriorando, tra gli altri: le infiltrazioni di umidità e acqua piovana nel parcheggio, la sistemazione della pavimentazione della piazza che presenta diverse fessurazioni, l’Auditorium interrato sulle cui pareti e soffitti: “appaiono evidenti le infiltrazioni di umidità e di acqua piovana provenienti dall’alto, con conseguente ammaloramento totale della pavimentazione in parquet di legno e possibile compromissione degli impianti (elettrico, termico, di illuminazione e idraulico)”. Parole e numeri che restituiscono una impietosa fotografia del cantiere di piazza Risorgimento.

La commissione comunale d’inchiesta, in quasi un anno di lavoro, ha ricostruito l’intera vicenda della mancata costruzione del palazzo comunale interrogando i protagonisti, tecnici comunali e politici, e leggendo gran parte delle carte prodotte dall’amministrazione sul Cru 16. [5]

Come si legge dalla relazione conclusiva della Commissione di Indagine e Verifica dei lavori di Ristrutturazione Urbanistica nell’ambito CRU 16, i tentativi fatti dall’attuale sindaco Giacinto Mariani inizialmente per evitare la costruzione del palazzo comunale, ed in seguito la sostituzione del progetto originario con quello che prevede l’Auditorium interrato, hanno portato ad uno stallo totale del cantiere dal febbraio 2012. A martedì 13 novembre 2012, quando la relazione della commissione comunale d’inchiesta è approdata in consiglio comunale per essere discussa, sono passati 2048 giorni, cioè 5 anni, sette mesi e sette giorni dal giorno in cui l’opera di “riqualificazione” doveva essere consegnata ai cittadini.