Autoporto di San Salvo, Chieti

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L’Autoporto di S. Salvo è situato sull'autostrada A 14 Bologna-Taranto a metà strada tra la Calabria ed il Brennero. Dovrebbe offrire, ma è inattiva e abbandonata, un’area di servizio ai mezzi ed ai conducenti correnti nei due sensi lungo l’arteria adriatica, progettata come "importante elemento di assetto organizzativo del trasporto merci su gomma ricadente nell’area di sviluppo industriale". La struttura si trova in prossimità dei tre agglomerati della Val di Sangro, Vasto e Termoli, dove sono localizzate le maggiori industrie dell’Adriatico centrale (SIV, Magneti Marelli, FIAT e SEVEL) ed è collegata alla A14 Bologna-Taranto, alla SS16 Adriatica, alla SS650 Fondovalle Trigno, la linea FS Martinsicuro-Vasto S. Salvo ed il porto di Vasto. L'Autoporto dispone di una serie di servizi per il trasporto merci su gomma quali piazzali, viabilità interna, uffici ed altri.


Storia


L'autoporto venne progettato negli anni 80 quando l'amministrazione guidata da Arnaldo Mariotti cercava un rimedio alla sosta dei tir lungo le strade di Piana Sant’Angelo. La soluzione individuata fu un piazzale dotato dei servizi essenziali per i camionisti che, provenienti da diverse zone europee, sostavano a San Salvo per giorni in attesa di caricare la merce. La spesa inizialmente prevista era di circa 500 milioni di lire. Il progetto venne ampliato ad opera della Regione che promuoveva la realizzazione di un autoporto, nell’ottica di un grande piano logistico incentrato sull’interporto di Manoppello. Il progetto venne presentato da Co.A.S.I.V. e approvato, così alla fine degli anni 80 iniziarono i lavori di costruzione. Per i fondi si attinse alla Cassa del Mezzogiorno, all’epoca ancora attiva, e alla Comunità Europea. Sorsero i primi problemi con l’Anas riguardo agli accessi sulla Statale 650 (la ‘Trignina’) e si rese necessario modificare il progetto, con conseguente aumento dei tempi e dei costi di realizzazione. Nel 2005, quando mancavano al completamento tre lotti, terminarono i fondi. Si decise quindi di completare i lavori con i fondi locali del Co.A.S.I.V., presieduto all’epoca dall’avvocato Fabio Giangiacomo, e del Distretto industriale guidato da Arnaldo Mariotti. I lavori terminarono tre anni dopo: 48 piazzali, edificio uffici e bar-ristoro, magazzino ‘gomma-gomma’ ecc. distribuiti su 84mila metri quadri di estensione per una spesa complessiva di quasi 33milioni di euro. Nel luglio 2008 era prevista l'inaugurazione, ma scoppiò lo ‘scandalo Del Turco’ e parte della giunta regionale venne arrestata, così la cerimonia venne posticipata al 6 settembre dello quando venne ufficializza la ‘riconsegna delle chiavi’ della struttura alla Regione che la commissionò. La struttura non era però ancora compiuta e l'inaugurazione non coincise con l’apertura del sito e già nei mesi successivi si registrarono i primi atti vandalici, oltre alle proteste dei proprietari di alcuni appezzamenti di terra espropriati. Dal 2008 al 2013 la struttura rimase incompiuta e abbandonata, mostrando sempre più i segni del tempo e dei ripetuti furti subiti: il materiale elettrico e ferroso è stato rimosso da entrambi i grandi capannoni, gravi i danneggiamenti ai soffitti e ai quadri elettrici.


Costi


Il 21 giugno 2013 la giunta regionale ha approvato il progetto preliminare da 1.300.000 euro per "Opere di completamento/adeguamento per la completa e regolare funzionalità, efficienza ed entrata in esercizio dell'infrastruttura dell'autoporto di San Salvo". La spesa complessiva per la realizzazione dell'opera raggiunge così i 34.300.000 euro. La somma stabilità a giungo per il completamento dei lavori è risultato un finanziamento della Regione Abruzzo nell'ambito del Par - Fas 2007-2013 e sarà destinata alla creazione un collegamento diretto con la zona industriale, al ripristino delle infrastrutture dopo gli atti vandalici e il degrado e alla messa in sicurezza. L'intervento fa emergere un'ulteriore falla del progetto originale, ossia la mancanza proprio di un collegamento con la zona industriale distante in linea d'aria meno di 500 metri, così la struttura che doveva essere sfruttata dalle aziende di Piana Sant'Angelo risulta raggiungibile solo dalla Statale 'Trignina', dove fu creato un grande raccordo abbandonato e invaso dalla vegetazione.


Fonti

www.sansalvo.net/notizie/attualita/11143/autoporto-di-san-salvo

www.trail.abruzzo.it/scheda_interventi

www.sansalvo.net/notizie/attualita/13416/lautoporto-di-san-salvo-finisce-nel-tg-dello-spreco-di-striscia-la-notizia

www.sansalvo.net/notizie/attualita/12743/la-regione-stanzia-un-milione-e-300mila-euro-per-lautoporto-abbandonato

www.iltempo.it/abruzzo/2013/11/16/l-autoporto-da-fonte-di-sviluppo-a-simbolo-degli-sprechi-pubblici

www.zonalocale.it/2013/11/14/fabio-e-mingo-a-san-salvo-l-autoporto

www.trail.abruzzo.it/scheda_infrastruttura.

www.vasto24.it