Aeroporto di Asiago

Da WikiSpesa.
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L’aeroporto “Romeo Sartori” si trova ad un kilometro a nord di Asiago. E’ l’aeroporto più a Nord dell’arco alpino e l’unico in Italia che sorge sopra i 1.000 metri s.l.m. Uno degli azionisti principali, il Comune di Asiago, è stato invitato dalla Corte dei Conti a dismettere la propria partecipazione: se non troverà un azionista disposto a coprirne annualmente le perdite, la società che gestisce l’aeroporto rischia di chiudere [1].

I rilievi della Corte dei Conti

Nell’ottobre 2012 la Corte dei Conti, sezione regionale per il Veneto, ha invitato il comune di Asiago, in quanto azionista di Aeroporto di Asiago S.p.A., “ad effettuare una attenta valutazione … in merito all’opportunità di mantenere detta partecipazione anche in relazione al fatto che le ricapitalizzazioni costanti delle perdite d’esercizio come sinora effettuate potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità dell’equilibrio di bilancio dell’Ente socio e, comunque, un appesantimento per la gestione del bilancio degli esercizi futuri”. Il Corriere del Veneto ha tradotto così: “La Corte dei Conti bacchetta il Comune di Asiago per l'aeroporto di montagna: «E' in costante passivo, la partecipazione va dismessa »” [2].

Le perdite di bilancio

Tra il 2000 e il 2011 il Comune di Asiago ha ripianato le perdite dell’aeroporto per 346 mila euro. Aeroporto asiago.JPG

La replica del Comune

La replica del sindaco Andrea Gios [3], che difende il sostegno finanziario del Comune all’aeroporto della sua città, si basa su tre argomentazioni. In primo luogo, sostiene che l’onere per il Comune non è elevato (“si parla di ventimila euro l'anno”) e che altri Enti Locali coprono dei buchi di bilancio ben maggiori (“se la prendano con Venezia che copre con milioni di euro il passivo del Casinò, o con la provincia veronese che paga il "rosso" milionario dell'aeroporto Catullo”).

In secondo luogo, il sindaco osserva che le perdite di bilancio dell’aeroporto sono in fase di diminuzione negli ultimi anno: “Ci impongono di cedere le azioni dell'aeroporto proprio ora che l'abbiamo risanato: prima faceva 150 mila euro di perdite all'anno, un po' alla volta abbiamo migliorato la situazione portandole a 40 mila nel 2012. E quest'anno saranno ventimila euro.”

Infine la terza argomentazione sulla quale si fonda la difesa del sindaco individua nel beneficio per l’economia locale la giustificazione della spesa comunale in sostegno dell’aeroporto: “l'aeroporto ha una funzione importante per turismo, per gli amanti degli alianti è un paradiso. E' l'unico a quest'altezza». E ancora il primo cittadino paragona la struttura in questione «a quello che per altre città è una piscina, o uno stadio. E' ovvio che ogni anno bisogna stanziare dei fondi, ma non per questo vengono chiuse le piscine».

Le motivazioni della pronuncia

La deliberazione della Corte dei Conti offre delle risposte puntuali a queste argomentazioni [4] e delle indicazioni chiare sulla buona gestione degli Organismi partecipati dagli enti territoriali.

In primo luogo, anche una società partecipata da un Ente Locale non può operare costantemente in perdita: “Invero, l'utilizzo di moduli privatistici da parte di soggetti pubblici, pur vedendo subordinata la logica del profitto per il perseguimento di finalità di interesse generale, non può tuttavia prescindere da quel canone gestionale minimo imprescindibilmente e ontologicamente caratterizzante l'iniziativa privata rappresentato dall'economicità, la quale impone anzitutto che l'attività intrapresa sia atta a generare, entro un lasso di tempo ragionevole, flussi in entrata tali da coprire quelli in uscita, in modo da escludere che il soggetto possa sistematicamente operare in perdita.“

La perdita cronica caratterizza appunto la gestione di Aeroporto di Asiago S.p.A.: “Si può, dunque, affermare, senza tema di smentite come emerge chiaramente dalle due relazioni inviate a questa Sezione (una congiunta dei comuni di Roana, Asiago e Gallio, l’altra della provincia di Vicenza), che la società di gestione aeroportuale non avrebbe potuto “sopravvivere” senza l’apporto continuativo di denaro pubblico, non avendo mai, neppure una volta e nemmeno nell’ultima annualità, prodotto un risultato positivo.”

In riferimento al fatto che le perdite dell’Aeroporto stiano diminuendo nel tempo, il Collegio risponde: “una perdita, per quanto minore, resta pur sempre una perdita e non può certo costituire il segnale di una “inversione di tendenza”.

La Corte dei Conti afferma poi che l’uso di risorse pubbliche non può prescindere dai principi di efficienza ed economicità, specie se si tratta di attività secondarie rispetto ai compiti istituzionali e soprattutto in un momento di crisi economica: “Naturalmente, si potrebbe obiettare – come, del resto, è stato obiettato - che le ragioni del mantenimento “in vita” di un organismo perennemente in grave difficoltà finanziaria, debbano rinvenirsi non nella produttività bensì nell’utilità sociale del servizio reso alla collettività locale che dovrebbe “compensare” il flusso continuo di risorse dalle casse pubbliche alle casse sociali. Il Collegio, tuttavia, ritiene che gli enti pubblici hanno il dovere di impiegare le risorse della collettività – soprattutto in attività “facoltative”, non coincidenti strettamente con i compiti istituzionali assegnati per legge, e, soprattutto, in un momento di grave difficoltà per la finanza pubblica allargata – secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità, nella specie del tutto disattesi.”

Infine, nel caso dell’Aeroporto di Asiago, anche a voler ignorare i criteri di economicità in funzione dell’”interesse generale”, mancano le prove dei benefici prodotti da tale struttura: “Del tutto generici e vaghi appaiono, infatti, i riferimenti ai benefici che la gestione in esame produrrebbe sull’economia locale, in particolare, nel settore turistico (non si allegano dati specifici a supporto, quale, ad es. il volume di traffico che interessa l’aeroporto, l’esatta ricaduta dello stesso sui flussi turistici, ecc.); si ricollega l’utilità della struttura alla pratica di alcuni sport (volo da diporto e gioco del golf) ed alle, solo eventuali, operazioni di salvataggio della protezione civile.”