ATAC (Agenzia per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune di Roma)

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L'azienda

ATAC, per anni acronimo di Azienda Tramvie ed Autobus del Comune di Roma, è diventata una Società per azioni concessionaria del trasporto pubblico di Roma Capitale, l'Agenzia per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune di Roma, attiva anche in comuni della provincia di Roma e di Viterbo. ATAC gestisce ogni forma di mobilità collettiva all´interno dell´Area Metropolitana di Roma e un'area complessiva di 1285 km2, erogando i seguenti servizi: mezzi di superficie: autobus, filobus, tram, mezzi elettrici; metropolitane; 
ferrovie regionali; 
servizi dedicati alle scuole e ai diversamente abili; 
parcheggi di scambio e sosta tariffata su strada; linee turistiche.

L'azienda è costantemente oggetto del dibattito pubblico, locale ma anche nazionale per l'entità dei problemi finanziari ed il clamore di casi di sprechi e disservizi, i quali costi per i cittadini sono aumentati a partire dal 2009.

Bilanci in rosso dal 2009

Nel 2009 si verifica la fusione di ATAC Spa con Trebus e Met.Ro Spa. A seguito della fusione i dipendenti divengono 12.957 unità (la lettura del bilancio senza considerare tale operazione ha portato erroneamente a collegare un tale aumento di dipendenti allo scandalo "Parentopoli"[ http://www.glistatigenerali.com/roma_trasporti/11-mila-bufale-su-atac-la-disinformazione-non-va-in-vacanza/] ). L’indebitamento netto passa da 173.963.786 euro del 2008 a 345.461.884 euro. I costi del personale nel 2009 diventano 576.598.178 milioni di euro, oltre 52.000 euro a persona: 18.000 euro in più del costo medio di un dipendente statale.

Il bilancio 2009 chiude con un rosso di oltre 91 milioni, ma il dato più preoccupante è l'entità dei passivi accumulati negli anni precedenti, 610 milioni di euro, che la società non decide di coprire subito ma si impegna a ripianare in un secondo momento. Il Bilancio di esercizio 2010 si chiude con una perdita di 319,1 milioni di euro, che unitamente con quelle rinviate a nuovo nel 2009, eccedono tutte le riserve presenti pari a 699,1 milioni di euro e abbattono il capitale sociale di 300,5 milioni di euro.

Nel 2011 si registra un lieve miglioramento, con una perdita di 179,2 milioni di euro.

Nel 2012 il debito supera gli 1,6 miliardi di euro, + 57 milioni rispetto al 2011, si registra un calo delle perdite di 22,5 milioni (156,7 milioni ), la mancata vendita di beni immobili prevista nell' esercizio 2012 equivale però a una perdita di possibili introiti per 43 milioni di euro, infine si registra un dimezzamento della liquidità: le disponibilità passano da 59,4 a 31,9 milioni di euro.

Al 2013 è allarmante la somma negativa del margine operativo lordo che l’azienda ha accumulato nei quattro anni precedenti, pari a 676 milioni di euro

Inevitabile che anche il bilancio 2014 chiudesse in perdita: 141 milioni, che, sommati ai 58 già accumulati nel primo semestre 2015 e ai 219 milioni del 2013, hanno di fatto azzerato il patrimonio aziendale, configurando "le condizioni di cui all'art. 2484 comma 4 del Codice civile", ovvero lo scioglimento della società per riduzione del capitale al di sotto del limite legale.

Così, il 22 giugno la dirigenza di Atac si è vista costretta a notificare la situazione di emergenza al Campidoglio per sollecitare il varo del nuovo contratto di servizio (approvato dal consiglio comunale) e chiedere di "operare, con la massima urgenza, un versamento in conto aumento di capitale sociale di almeno 20-25 milioni, ad integrazione della ricapitalizzazione mediante conferimento di beni in natura", ossia i nuovi treni senza conducente in servizio sulla linea C. Cifra aumentata nella successiva nota datata 24 giugno, a 40 milioni.


Inefficienza strutturale: costi fissi insostenibili

Ma la ricapitalizzazione non può essere la soluzione ad una gestione destinata a rimanere disastrosa, ma solo il rimedio di breve termine per posticipare il fallimento. E' la fiscalità la principale fonte di finanziamento dell'azienda, i cui ricavi derivano solo per il 23,8% da biglietti e abbonamenti: nel periodo 2009 -2013 i contributi pubblici al trasporto locale di Roma sono stati pari a 2,978 miliardi di euro. L'aumento del costo del carburante, cresciuto dal 3,9% del 2009 al 5,6% del 2012, ha inciso per poco più di un ventesimo dei costi totali sostenuti dall'azienda, mentre il principale fattore causale dei problemi finanziari dell'azienda è il costo del personale: 550 milioni nel 2012, di cui 14 milioni per la dirigenza (82 unità). Gli introiti provenienti da biglietti e abbonamenti coprono infatti solo il 45% dei soli costi dei dipendenti, 12 mila, e l'organizzazione inefficiente del lavoro e il sovradimensionamento dell'organico risultano così l'origine della scarsa produttività e dell'incapacità di perseguire il rigore finanziario. L'inefficienza è facilmente misurabile tramite un confronto livello europeo: a Roma una vettura del trasporto pubblico che percorre un km costa oltre sei euro, ossia tre volte il costo del Regno Unito e 4 volte tanto rispetto al benchmark di settore che è la Svezia. E' stato calcolato che a parità di sussidi pubblici, con l'efficienza del trasporto pubblico svedese, l'Italia potrebbe offrire un trasporto pubblico gratuito. Il secondo fattore a incidere sulla sistematica incapacità di copertura dei costi è il tasso di evasione del pagamento dei biglietti, intorno al 30%, che altri paesi quali Gran Bretagna e Svezia e città come Barcellona, Parigi e Istanbul hanno efficacemente ridotto tramite la sola possibilità per i viaggiatori di salire sul mezzo pubblico dalla porta anteriore garantendo la verifica del conducente (disincentivando con prezzi superiori l'acquisto a bordo dei biglietti). Tuttavia, nel corso degli anni, sia la riorganizzazione della forza lavoro finalizzata ad una maggiore efficienza, sia la soluzione dell'autista-controllore per l'abbattimento dell'evasione, sono stati impediti dall'opposizione dei sindacati e dai meccanismi politici di assunzione clientelare del personale dell'azienda.

Assenteismo e scioperi contro i tornelli

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Un ulteriore imprevisto che ha aggravato la situazione di Atac nel primo semestre del 2015 è stata la diminuzione delle percorrenze chilometriche del trasporto di superficie (5 milioni in meno da gennaio a luglio 2015) causata principalmente dai guasti per mancanza di manutenzione che ogni giorno costringono in deposito circa il 50% della fllotta. Un mezzo su due non funzionante.

Linee A e B della metropolitana hanno fatto registrate un calo di attività del 15,2% e l'11,4% in meno rispetto al budget per la soppressione di corse dovuta "in larga misura alla carenza di personale", si legge nel report gestionale di Atac relativo al primo semestre del 2015.

La responsabilità in questo caso è di una rilevante quantità di macchinisti che si sono rifiutati di lavorare, dimostrandolo espressamente opponendosi all'introduzione dei tornelli per verificare la presenza dei dipendenti.

Così, durante la prima settimana di lulgio i macchinisti della rete metropolitana hanno interrotto il servizio pubblico di trasporto senza aver indetto uno sciopero formale.

Cittadini romani e turisti si sono trovati ad aspettare la metropolitana anche per un’ora, senza preavvisi e senza avvisi agli ingressi.

Sul sito Atac, si leggeva che i rallentamenti dipendevano da iniziative individuali «dovute all’applicazione anche al personale operativo del sistema automatico di rilevazione delle presenze».

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Verso il fallimento

Atac è stata dunque costretta a rinviare l'approvazione del bilancio 2014 per evitare la bancarotta. Per riuscire ad evitare il crac i vertici confidano nella firma di un nuovo contratto di servizio necessario per licenziare il conto economico 2014, "impossibile da varare entro il 30 giugno perché il vecchio era in regime di prorogatio".

Ad aggravare la situazione, secondo la dirigenza., è stata la "pulizia straordinaria dei bilanci, avviata nel 2013, che ha appesantito le perdite di esercizio degli ultimi due anni".

In realtà ad allargare ulteriormente il passivo dell'azienda non sono "solo" i 141 milioni di deficit registrati nel 2014, ma il crollo di tutti gli indicatori di redditività e produttività che nel primo quadrimestre 2015 hanno già generato 58 milioni di passivo.

Il capitale sociale è stato quindi azzerato rendendo necessario l'intervento del Campidoglio per un trasferimento di 40 milioni cash (al momento, -10 lulgio 2015 - non iscritti nel bilancio comunale), per garantire il servizio di bus e metro.

È quanto emerge dal report gestionale di Atac di aprile 2015, che rileva che i ricavi da bigliettazione sono crollati rispetto al budget previsto del - 10%. Così come quelli dai parcometri: - 12%. e come gli incassi da sanzioni per evasione della sosta tariffata: -12,4%. Sono andati inoltre persi 14,3 milioni per la mancata approvazione del nuovo contratto di servizio con Roma Capitale, che con l'introduzione dei costi standard avrebbe prodotto un risparmio notevole e dimezzato le perdite.


Marino "servono 240 milioni"

La dirigenza di Atac si è detta convinta di scongiurare il tracollo: "Con la ricapitalizzazione da parte del Campidoglio, la firma del nuovo contratto di servizio 2015-2019 e una seria riorganizzazione riusciremo a invertire la tendenza e a risanare un'azienda che, è bene ricordare, abbiamo ereditato con un miliardo di perdite accumulate negli ultimi 5 anni".

C'è però un divario di cento milioni di euro a bloccare l'operazione: la distanza tra il salvataggio e il fallimento di Atac è la stessa che separa il Campidoglio dalla Regione.

Lo stesso piano di rientro del Comune di Roma riguarda i fondi per il trasporto pubblico locale e la Regione ha aumentato fino a 140 milioni i trasferimenti per l’Atac, ma il sindaco Ignazio Marino ha lanciato l’allarme: «Per garantire il servizio ne servono 240, altrimenti saranno a rischio anche gli stipendi di ottobre».

«Nel triennio Atac deve risparmiare 140 milioni di euro, un risparmio importante e significativo - spiega Guido Improta, assessore capitolino alla mobilità - Obiettivo del 2014 è dimezzare le perdite rispetto al 2013, quindi intorno ai 120 milioni». Quindi, osserva Improta, «laddove arrivassero i 100 milioni della Regione, si arriverebbe a chiudere il bilancio 2014 a meno 20 milioni».

L’assessore ammette infine che «Non si può dire il piano di rientro vada bene ma la questione dei trasporti se la devono vedere Roma e la Regione». Tuttavia Palazzo Senatorioha dichiarato : «La Pisana dà troppi soldi al Cotral, rispetto ai trasferimenti destinati all’Atac». E Improta conferma: «I 140 milioni dati dalla Regione a Roma sono insufficienti».


Possibili soluzioni

Al governo viene dunque chiesta, seppur non in modo esplicito, la possibilità di farsi «prestare» 100 milioni dalla gestione commissariale del debito ante 2008 del Campidoglio.

L'ipotesi non rappresenterebbe però una soluzione: si tratterebbe di un nuovo contributo una tantum del commissario, dopo quello utilizzato dall’amministrazione comunale per chiudere i conti del bilancio 2013, per tanto non risolverebbe in maniera strutturale il problema, che si riproporrebbe pari nel 2015.

La Regione ha inoltre spazi di manovra molto stretti: ha già approvato il suo bilancio 2014 aumentando i fondi per il tpl della Capitale (ai 140 milioni per Atac se ne aggiungono altri 108 destinati alle tre ferrovie ex concesse), ed è a sua volta impegnata in un difficile percorso di risanamento dei suoi conti, gravati dai debiti della sanità.

Trovare risorse di tale entità in pochi giorni è complicato ed è stata così paventata l'ipotesi di una mediazione del Partito Democratico, principale forza di governo, a partire dai parlamentari romani, per fare pressione sul governo e cercare una soluzione, ossia una forma di salvataggio per intervento diretto da parte dell'esecutivo.


Come ridurre i costi di 550 milioni

Roma Capitale potrebbe spendere almeno mezzo miliardo di euro in meno all’anno, semplicemente rendendo più efficiente il trasporto pubblico locale. Lo sostengono gli analisti economici Ugo Arrigo e Andrea Giuricin nel Focus dell’Istituto Bruno Leoni “Atac. Come far viaggiare gratis i romani e ridurre le tasse di 550 milioni di euro” [1].

Scrivono Arrigo e Giuricin: “ L’introduzione di gare (ossia la messa a gara di un determinato servizio di trasporto pubblico) potrebbe velocemente portare a un sistema differente. Pochi lo sanno, ma questo è già successo in Italia, quasi per sbaglio. Ed è accaduto proprio nella Capitale. I servizi periferici e quelli notturni della città di Roma sono stati affidati a un consorzio misto che gestisce circa 29 milioni di vetture chilometro. Il dato complessivo più importante è quello che una vettura chilometro di ATAC costa 7,33 euro mentre quella di Roma TPL costa 4,54 euro”.

Proseguono gli autori dello studio: “L’esempio romano riesce bene a rendere l’idea. Il prezzo del biglietto fatto pagare da ATAC e da Roma TPL è lo stesso, ma la differenza nei costi sostenuti viene pagata dai contribuenti con le tasse cittadine. C’è di più. Roma TPL subappalta alcuni servizi, in particolare il servizio diurno e notturno a delle società terze. Per il servizio diurno, che sviluppa oltre 20 milioni di vetture chilometri, il contratto è di poco superiore a 54 milioni di euro. Vale a dire un costo per vettura chilometro pari a 2,63 euro, un dato praticamente uguale a quello inglese e pari a un terzo a quello di ATAC”.

Se i costi di ATAC fossero pari a quelli di TPL Roma, i romani risparmierebbero circa 440 milioni di euro l’anno; se invece fossero pari ai costi “inglesi” il risparmio sarebbe addirittura di 796 milioni di euro. “Di fatto – concludono Arrigo e Giuricin – i romani non solo potrebbero viaggiare gratis con un’efficienza inglese, ma addirittura la tassazione locale (dall’IMU all’addizionale IRPEF) vedrebbe una riduzione di circa 550 milioni di euro”.

Fonti

www.atac.roma.it/files/doc.

www.atac.roma.it/files/doc

www.atac.roma.it/files/doc

www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/08/mezzi-pubblici-linefficienza

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/07/05/news/atac_al_capolinea_tra_guasti_e_evasione_i_numeri_del_crac-118363362/

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/07/04/news/un_miliardo_in_5_anni_il_rosso_dei_trasporti_a_un_passo_dal_crac-118332316/

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=14961&utm_content=buffer5a098&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

http://www.romatoday.it/politica/atac-perche-la-metro-non-passa.html

http://www.glistatigenerali.com/roma_trasporti/11-mila-bufale-su-atac-la-disinformazione-non-va-in-vacanza/

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/07/01/atac-taglia-400-euro-dagli-stipendi-dei-dipendenti-1.1432297

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/atac_rischio_fallimento_comune_roma_regione/notizie/896762.shtml

[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/07/il-debito-al-record-di-miliardi.html ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/07/]