ANAS Spa

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L'autostrada Salerno-Reggio Calabria negli anni e' costata più della sonda spaziale Curiosity, ma c'è una differenza che la sonda è andata nello Spazio invece la Salerno-Reggio no... La sonda l'ha creata la Nasa mentre l'autostrada l'Anas, c'è una differenza di una sola vocale, eppure e' tutta un'altra cosa

(Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, 2014)


La corruzione abbassa la qualità dei servizi. (...) pensiamo alle opere della Salerno-Reggio Calabria dove è stato usato meno cemento del previsto

(Raffaele Cantone, Commissario nazionale anticorruzione, 2014)


Anas Spa

L'Anas è la più grande stazione appaltante d'Italia, società dello Stato che gestisce ogni anno diversi miliardi di fondi pubblici per la costruzione di nuove strade ed autostrade e la gestione e manutenzione di quelle già esistenti. È una S.p.A. (società per azioni) di diritto privato il cui socio unico è però il Ministero dell'Economia. E' sottoposta al controllo ed alla vigilanza tecnica ed operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Una società per azioni detenuta al 100% dallo Stato con vantaggi organizzativi e flessibilità privatistiche, ma con fondi pubblici.(Soggetto di natura pubblica, ma organizzato in modo privatistico, vedasi Sentenza 24 maggio 2013, n.2829 del Consiglio di Stato). Anche le Sezioni Unite della Corte di Cassazione il 9 luglio 2014 hanno definitivamente sancito la natura pubblica di Anas Spa con sentenza 15594/14 come riportato da Il Sole 24 Ore del 24 luglio 2014 I costi operativi di Anas nel 2012 per le casse pubbliche sono stati 637,41 milioni di euro. Il numero dei dipendenti è di oltre 6000 persone (di cui circa 200 dirigenti). Nel 2012 il costo per le sole risorse umane Anas è stato 359,77 milioni di euro. (dati pubblicati su Stradeanas.it). Il commissario nazionale anticorruzione Raffaele Cantone con una nota diretta all'Anas e poi pubblicata sul Il Sole 24Ore ha ribadito che la società fa ufficialmente parte della pubblica amministrazione e si deve adeguare alle normative vigenti (cosa che l'azienda, come spiega lo stesso Cantone, è restia a fare). Per esempio, "Il fatto che l'ex ente strade sia stato riorganizzato nella forma di una società per azioni - ammonisce il commissario - non conta ai fini dell'applicazione delle norme di trasparenza e prevenzione introdotte dalle legge Severino (legge 190/2012)". Trasparenza che non sempre è stata rispettata (a volte per nulla).


Management

Da più di 8 anni Pietro Ciucci è al vertice di Anas Spa e ci resterà sino al 2016 (nonostante sia pensionato pubblico dal 2013). In una interpellanza parlamentare presentata l'8 ottobre 2014 al ministro del Tesoro ed al ministro delle Infrastrutture, il senatore Marco Filippi, membro della 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni, ha rivelato che Pietro Ciucci è andato in pensione pur restando al vertice di Anas, "a decorrere dal 1° settembre 2013, percependo una liquidazione di 1.805.000 euro". I ministri Lupi e Padoan non hanno ancora replicato.

Pietro Ciucci è indagato per abuso d'ufficio dalla Procura di Roma come riporta Il Sole 24Ore

Il 13 agosto 2013 con nomina del MEF quale Presidente del Consiglio di Amministrazione e amministratore delegato è stato riconfermato per l'ennesima volta Pietro Ciucci (lo era già dal 2006 ininterrottamente "All'Anas l'Uomo del Ponte sullo Stretto").

Il top management di Anas Spa è costituito da tre Condirettori generali e diversi Direttori centrali e regionali. I consiglieri d'amministrazione nominati dal Tesoro, Maria Cannata (Ministero del Tesoro) e Sergio Dondolini (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) devolvono l'intero emolumento in favore della propria struttura ministeriale (27,5 mila euro annui).

Il vertice aziendale Anas Spa (ad esclusione dei consiglieri d'amministrazione Cannata e Dondolini, nominati successivamente) 'è stato rinviato a giudizio nel 2013 dalla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio per un danno all'erario di circa 35,5 milioni di euro subito dallo Stato per un accordo bonario concesso all'impresa Comeri (Astaldi) per uno sforamento dei costi dei lavori sulla statale 106 dello Jonio. La vicenda è stata ricostruita nella interrogazione 4-03369 del 29 gennaio 2014 al Ministro dell'economia e delle finanze ed al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Tra le responsabilità contestate a Ciucci ed al suo staff di vertice un danno all'erario pubblico di 35,5 milioni di euro. Ciucci e gli altri manager coinvolti hanno presentato ricorso in Cassazione sulla giurisdizione della Corte dei Conti nei confronti dell'Anas, come pubblicato da "L'Espresso" il 30 gennaio 2014.
L'Espresso, 30 gennaio 2014, pubblicato online sulla rassegna stampa di Igitalia.it

Il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Lazio, Ivan De Musso, nel febbraio 2014 denunciava per l'appunto che «Gli amministratori delle grandi società partecipate corrono da “mamma” Cassazione, lamentandosi che la Corte dei conti vorrebbe giudicarli. Vogliono andare davanti al giudice ordinario, sapendo perfettamente che mai nessuno li chiamerà a rispondere del danno causato al pubblico erario». (La Repubblica, 20 febbraio 2014. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, però, con sentenza del 9 luglio 2014, attribuiscono definitivamente alla Corte dei Conti la giurisdizione per i danni all'erario causati dai manager e dipendenti di Anas Spa, compreso Ciucci ([Il Fatto Quotidiano del 25 luglio 2014). Il ricorso, infatti, è stato rigettato. Ciucci ed il suo staff compariranno dinnanzi alla Corte dei Conti il prossimo marzo 2015.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, "Ciucci durante la sua gestione, è riuscito a consumare tutto l’avanzo d’amministrazione dell’azienda, come avevamo raccontato in una puntata di Report Rai: del miliardo e 300 milioni di euro circa del 2006, sono rimasti appena dieci milioni. La differenza, però, non risulta spesa in opere pubbliche, ma per contenziosi su lavori in corso, varianti suppletive, interventi di progetto inizialmente non conteggiati. Vale a dire per costi lievitati rispetto alle previsioni della dirigenza". (Puntata della trasmissione Report, Rai3, del 7 ottobre 2013 "Nomine pubbliche"). Basta comunque, anche ai meno avvezzi ai tecnicismi finanziari e di ragioneria, a dimostrare come la gestione Ciucci sia stata tutt'altro che virtuosa. Per esempio leggendo le inchieste pubblicate da La Notizia Giornale, o Linkiesta, o Dagospia, o la rassegna stampa Wikispesa. Lo stesso Raffaele Cantone nella seconda delibera della storia dell'Autorità Anticorruzione stronca l'operato dell'Anas sulla SS640 per "Ritardi, controlli carenti, costi lievitati" La Sicilia del 18 dicembre 2014.



Società partecipate

Nonostante decine di Direzioni dedicate alle attività aziendali (nuove costruzioni, manutenzione, finanza, internazionale, etc.) con la gestione Ciucci Anas Spa è diventata una ipertrofica holding di diverse ulteriori società partecipate (totalmente da Anas o in percentuale con altre società o enti locali) con altrettanti Cda, presidenti e amministratori delegati, dirigenti (gran parte dei quali ex dirigenti o dirigenti Anas), funzionari e impiegati, strutture operative e quindi ulteriori centri di spesa pubblica. Per alcune di queste la reale utilità (considerate la strutture Anas già esistenti) è difficile individuare:


Società/quote azionarie di Anas Spa

ANAS International Enterprise SpA 100,000% (sulla cui creazione è stata presentata l'interrogazione parlamentare 5/01449 al Ministro dell'economia e delle finanze ed al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel gennaio 2014).

Quadrilatero Marche - Umbria SpA 92,382%

Centralia – Corridoio Italia Centrale S.p.A. 55%

Stretto di Messina SpA (in liquidazione dal 2013) 81,848%

Concessioni Autostradali Venete - CAV S.p.A. 50,000% (sulla cui nomina di amministratore delegato all'ex capo del personale Anas appena andato in pensione, Piero Buoncristiano, ha scritto l'Espresso). Il deputato M5S Arianna Spessotto, membro della IX Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni, ha presentato una interrogazione parlamentare - (Agenzia Parlamentare del 7 maggio 2014) - indirizzata in primis al Ministro dei Trasporti, "per conoscere i motivi per cui l’Anas ha nominato, in qualità di Amministratore delegato Piero Buoncristiano, un soggetto esterno, peraltro in pensione, con un conseguente ingente aggravio di costi in termini di compensi previsti, costi che avrebbero potuto essere limitati se solo fosse stato individuato un dirigente all’interno della stessa ANAS". Il nome di Buoncristiano è emerso anche nell'inchiesta Mose: l'ex capo del personale Anas (oggi pensionato Anas e contemporaneamente AD della CAV), ha ottenuto diverse centinaia di migliaia di euro in collaudi per la grande opera incompiuta veneziana.

Autostrade del Lazio S.p.A. 50,000% Nata per la realizzazione dell'autostrada Roma-Latina, mai realizzata e bacchettata dal commissario straordinario anticorruzione Raffaele Cantone per violazione nella gestione dell'appalto come spiega Il Sole 24 Ore

Autostrada del Molise S.p.A. 50,000%

Concessioni Autostradali Lombarde - CAL S.p.A. 50,000%

Concessioni Autostradali Piemontesi S.p.A. 50,000%

Autostrada Asti - Cuneo S.p.A. 35,000%

Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco Spa 32,125%

Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus - SITAF Spa 31,746%

CAIE Consorzio Autostrade Italiane Energia 9,000%

IDC Italian Distribution Council S.c.a.r.l. 6,670%

PMC Mediterraneum S.C.p.A 1 1,500%

CONSEL - Consorzio ELIS per la formazione professionale superiore S.c.a.r.l. 1,000%


Bilancio

Anas ha pubblicato il suo bilancio integrato per la prima volta nel 2013 (Bilancio Integrato 2012). Il bilancio 2013 è stato approvato dall'assemblea degli azionisti (cioè il ministero del Tesoro) nel giugno 2014. Risulta un "utile" di 3,5 milioni di euro (i soli costi operativi di ANAS Spa per le casse pubbliche sfiorano i 600 milioni l'anno e con un contenzioso pendente di diverse decine di milioni di euro e, per esempio, una Direzione Centrale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali a Roma che costa annualmente quasi quanto l'utile stesso). Il presidente Ciucci ed il suo management stanno facendo di tutto per far accedere ANAS Spa al mercato di capitali, (come spiega Stefano Granati, mister 400 mila euro l'anno di Anas "in 12-18 mesi pronti ad accesso mercato capitali). I più maliziosi spiegano questo entusiasmo per la quotazione ANAS nasce dall'esigenza di porla fuori dal perimetro della pubblica amministrazione e dai limiti di spesa, assunzioni e retribuzione manager. Non si capisce, del resto, perchè una società concepita per fare manutenzione alle strade (spesso disastrate per mancanza di fondi) non debba utilizzare eventuali utili (ammesso che siano effettivi) per il suo core business pubblico invece di far lucrare presunti investitori mantenendo le strade in dissesto. Daniele Martini de "Il Fatto Quotidiano" ha ricostruito la vicenda "privatizzazione Anas" nell'articolo pubblicato il 22 ottobre 2014 ANAS, l'ultima privatizzazione annunciata che non si farà.

Stipendi di manager e dipendenti

"La cuccagna dell'Anas" titola Dagospia per descrivere il meraviglioso mondo dei dirigenti pubblici ANAS. In base al decreto ministeriale 24 dicembre 2013 n. 166 dal 1° aprile 2014 è previsto un tetto per l'amministratore delegato di Anas di 311.658 euro e un tetto per il ruolo di presidente Anas di 93.497,56 euro. Il Cda di Anas del 2013 aveva però già stabilito per il presidente-ad un compenso di 301mila euro sulla base del decreto "Salva Italia" del governo Monti. Nel 2012 Ciucci, in qualità di amministratore unico, ha guadagnato 750mila euro, di cui 500mila di retribuzione fissa e 250mila di retribuzione variabile. Ciucci, in carica dal 2006 e pensionato dal 2013 quale dirigente pubblico, è stato anche amministratore delegato (con relativo trattamento economico) della Società Stretto di Messina Spa, dal 2013 in liquidazione.

Il nome del Presidente dell'Anas Pietro Ciucci é emerso in diverse inchieste giornalistiche e verbali di interrogatori giudiziari sugli scandali legati al Mose. Ciucci insieme ad altri dirigenti Anas é stato inserito nelle commissioni di collaudo che avrebbero fruttato, oltre al trattamento economico Anas e Stretto di Messina, diverse centinaia di migliaia di euro (Linkiesta). Con la modifica dello Statuto Anas Spa (approvato con Decreto Interministeriale dell’8 agosto 2013 dall’Assemblea degli Azionisti del 9 agosto 2013) al punto 8.3 si stabilisce che Anas Spa possa emettere "strumenti finanziari" destinati alla quotazione in Borsa (bond, etc.). Questo permetterebbe di aggirare il tetto massimo previsto dal decreto "Salva Italia" che elimina il tetto massimo ai manager pubblici di società quotate o non quotate che emettono strumenti finanziari (bond, etc.).

Le retribuzioni del top management non è ancora soggetta a limiti (anche se dovrebbe, considerata la natura pubblica della società dello Stato). Ciascun Condirettore Generale gode di trattamenti economici quasi identici a quelli del Presidente ed Ad. Poco inferiori, i Direttori Centrali e Regionali dell'Anas. Circa 200 dirigenti, infine, hanno emolumenti fissi in base al contratto nazionale dirigenti Anas con variabili in base ad obiettivi e risultati, oltre una serie di fringe benefit aziendali. Funzionari e impiegati Anas hanno trattamenti economici fissi (bloccati dal 2010 e regolati dall'ormai scaduto CCNL Anas) e variabili in base a scelte aziendali spesso poco trasparenti (superminimo, ad personam, incentivi, collaudi). Lo stipendio base (al netto di incentivi, indennità e superminimo/ad personam) d'un funzionario di livello A è di circa 2300 euro. Quello di un impiegato amministrativo di livello B di circa 1800 euro.

Il senatore Marco Scibona lo scorso 11 novembre 2014 denunciava in Senato che "le retribuzioni dei dirigenti sono assai più elevate di quelle previste dalle recenti leggi relative agli stipendi dei manager pubblici" Atto n. 3-01400 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni).


Il cosiddetto decreto "Irpef" della primavera 2014 del governo Renzi e il cosiddetto decreto "Madia" prevedono un tetto massimo ai dirigenti della P.A. a 240 mila euro annui. Ma questo non succede in Anas nonostante rientri nella Pubblica Amministrazione.

Un dirigente Anas Spa, con un trattamento economico variabile in base a fascia dirigenziale, incarico, anzianità e sede di lavoro, incentivi e indennità varie guadagna mediamente 100 mila euro l'anno circa. Un Direttore Centrale gode mediamente di un trattamento economico vicino ai 200 mila euro annui. Un Condirettore generale può superare di molto i 200 mila euro annui, taluni avvicinandosi o superando lo stipendio dello stesso Presidente ed Amministratore delegato Pietro Ciucci (al netto della sua pensione).

Lo stipendio nel 2013 del Condirettore Generale Amministrazione, Finanza e Sistemi, Stefano Granati, è di 304.635 euro all'anno più 106.475 euro per "Retribuzione per obiettivi", oltre 400 mila euro annui. Uno stipendio ricchissimo per una Pubblica Amministrazione come Anas. Lo stesso anno il Condirettore Generale Tecnico, Alfredo Bajo ha ricevuto dall'Anas 247.093 euro all'anno più 61.533 "per obiettivi". Per occuparsi di relazioni esterne, Giuseppe Scanni, ha avuto nel 2013 uno stipendio di circa 250 mila euro l'anno tra retribuzione fissa e variabile. (fonte Stradeanas.it

Al trattamento economico base, indennità accessorie, premi per risultato, occorre aggiungere i compensi relativi ai collaudi che vengono assegnati con criteri soggettivi da Anas Spa ai propri dipendenti. Spesso sono gli stessi Condirettori generali, Direttori centrali ad ottenere questo tipo di incarichi ad altissima remunerazione, considerati gli importi milionari dei lavori Anas Spa. Idem per gli incarichi in commissioni di gara, arbitrati, accordi bonari. Infine, per ogni appalto, secondo l'art. 18 della Legge Merloni ter, L.11 febbraio 1994, n.109 è prevista a titolo di incentivo premiale per dipendenti e dirigenti coinvolti in ciascun singolo lavoro una somma non superiore all'1,5 per cento dell'intero importo, spesso milionario.

In Anas il rapporto dirigenti-dipendenti è di 1 a 33 ma nella struttura centrale a Roma il rapporto aumenta drasticamente e diventa di 1 dirigente ogni 11. Nel corso degli anni il costo dei dirigenti si è impennato: dai 28,5 milioni del 2006 ai 42,7 del 2011, poi scesi a 36,8 nel 2012. (fonte Linkiesta.it

Al contrario delle amministrazioni pubbliche come i Ministeri, non esiste alcun concorso interno/esterno per la nomina a dirigente Anas, si tratta di una scelta del management vidimata dal presidente ed amministratore delegato Ciucci. Sono numerosi i dirigenti Anas senza alcun titolo di studio qualificante. Basti scorrere i curricula di alcuni dirigenti pubblicati recentemente su Stradeanas.it.


Premi di risultato per dirigenti (Bonus)

Il vertice aziendale Anas si prefigge degli obiettivi con scadenze annuali, valuta se stesso, premia se stesso con premi di risultato ("bonus") proporzionali al proprio incarico, al numero di risorse assegnate ed altre variabili soggettive decise dal vertice stesso. Le cifre raggiungono decine di migliaia di euro al trattamento economico della dirigenza Anas che, in totale autonomia, di fatto, si auto-valuta e si auto-premia. Nel 2014, casualmente poco prima della riforma della pubblica amministrazione del governo Renzi ("riforma Madia") - che secondo le anticipazioni giornalistiche avrebbe modificato la ratio dei bonus dei dirigenti pubblici (Anas è considerata ambito della P.A.) - i dirigenti della società delle strade, come scritto sul Sole 24 ore hanno anticipato l'incasso dei bonus 2013.


Collaudo Mose

Come rivelato dal settimanale l'Espresso ai dirigenti Anas, oltre al trattamento economico, agli incentivi ed ai collaudi di lavori Anas, sono stati assegnati anche collaudi del Mose, recentemente al centro di scandali e inchieste giudiziarie. "Il record con 1,2 milioni 
di euro è dell’ex presidente dell'Anas 
Vincenzo Pozzi, oggi alla presidenza della Cal (Concessionarie Autostradali Lombarde) con l’ex amministratore delegato Antonio Rognoni, arrestato a marzo 
per truffa alla Regione Lombardia. Il totale del costo per i collaudi delle opere del Mose è di 26 milioni di euro. A Pietro Ciucci: 747 mila euro di compenso di cui 480 mila fatturati. Piero Buoncristiano, direttore del personale Anas in pensione, ha parcelle per più di mezzo milione, 
oltre a un posto di amministratore delegato del Cav, la società mista per gestire le strade fra Anas e Veneto. All’ex magistrato ordinario e del Tar Vincenzo Fortunato (535 mila euro), capo di gabinetto di vari ministeri prima di essere nominato liquidatore della Stretto di Messina". L'espresso 13 giugno 2014. Dal canto suo Pietro Ciucci ha affidato ad un legale la tutela della sua immagine che, a suo dire, sarebbe stata lesa dalle dichiarazioni di Piergiorgio Baita Agenzia Italia del 13 giugno 2014. Singolare che l'avvocato scelto da Ciucci sia l'ex Presidente delle Camere Penali, Daniele Ripamonti, lo stesso implicato nelle vicende di corruzione legate all'Expo (Rognoni da’ 894mila euro all’avv. Ripamonti e poi lo nomina suo legale) Una inchiesta de Il Fatto Quotidiano (File:Fattoquotidiano180614.pdf)del 18 giugno 2014 ha rivelato che un ex funzionario del Magistrato delle Acque di Venezia ha ottenuto incarichi da Pietro Ciucci in Anas Spa. Coincidenza lecita, ma quantomeno sospetta. L'incarico di collaudo a Ciucci è stato revocato e lui ha ricorso al Tar secondo il Gazzettino di Venezia, 5 aprile 2014 (anche se Pietro Ciucci ha poi deciso di non proseguire nel ricorso).


Contratti Co.Co.Pro. ad ex dirigenti in pensione

A causa del blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione e società partecipate dello Stato, il capo del personale Anas, Carlo Ranucci ed il Presidente-Amministratore delegato Pietro Ciucci, non potrebbero aumentare i circa 6 mila dipendenti (tra cui 200 dirigenti). Ma grazie ai contratti di collaborazione para subordinata Co.Co.Pro. riescono a far (ri)entrare in azienda dirigenti pensionati Anas o di altre pubbliche amministrazioni. Tra questi l'ex Condirettore generale Anas in pensione, Gavino Coratza, con un contratto di collaborazione da 110 mila euro anni + bonus per "Coordinamento, non in via esclusiva, per parte ANAS, delle attività inerenti l'esecuzione del Contratto Istituzionale per l'attuazione del Piano Nazionale per il Sud - adeguamento al tipo B dell'itinerario Sassari-Olbia S.S. 597/199". Oppure 70 mila euro annui + bonus all'ex dirigente Anas in pensione Francesco Bonparola per il "Rilascio pareri tecnico-legali ai Direttori Lavori e Responsabili del Procedimento in materia di riserve di cui all' ex art. 240 del D.L. 163/06 e art. 165 D.P.R. 554/99". Ma anche a pensionati della pubblica amministrazione come l'ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ciriaco D'Alessio che prende oltre alla pensione, 70 mila euro annui. Lo stesso D'Alessio che siglava a Pietro Ciucci incarichi per il Mose, come riportato da Il Fatto Quotidiano. Del resto lo stesso Pietro Ciucci è un pensionato pubblico dal 2013, quando, beffardo, dichiarava che nonostante il tetto ai manager pubblici, lui metteva "stesso impegno" nell'amministrare l'Anas (La Repubblica, 23 marzo 2014) (celando il fatto che aveva appena ottenuto un assegno mensile da ex dirigente pubblico pensionato d'oro) come riporta "Il Fatto Quotidiano del 3 agosto 2014: "Anas, Ciucci è fuori strada: presidente e pensionato". Pensionato anche il geometra Ermanno Pietropaoli, ex dirigente Autostrade per l'Italia (come Piero Buoncristiano che ha assunto il pensionato Pietropaoli in Anas e Carlo Ranucci che dal gruppo Autostrade è stato assunto da Buoncristiano e che nel 2014 ne ha preso il posto). Il pensionato Pietropaoli è da diversi anni in Anas con un contratto Co.Co.Co. da 70 mila euro annui + bonus, quale responsabile dei "Rapporti contributivi e assicurativi del Personale ANAS - Amministrazione e Gestione Dirigenti". Ai pensionati d'oro Anas e non, si aggiungono altri Co.Co.Pro. a soggetti esterni il cui esiguo e modesto curriculum fa dubitare su criteri di scelta trasparenti e meritocratici (l'elenco completo dei contratti parasubordinati con trattamento economico e incarico è pubblicato sul sito Stradeanas.it).


Distacchi sindacali

Alcuni impiegati e funzionari in qualità di dirigenti sindacali godono di un trattamento economico a carico di Anas, ma non svolgono alcuna attività lavorativa in azienda. Quindi, di fatto, svolgono attività sindacale a carico dello Stato. Ai sindacalisti Anas in distacco sindacale retribuito (art.9 del CCNL Anas) "compete l'intera retribuzione fissa, nonché la retribuzione variabile relativa alla funzione, alla professionalità e alla produttività, con esclusione dei compensi per il lavoro straordinario. I periodi trascorsi in aspettativa sindacale sono utili a tutti gli effetti". Limite massimo per i distacchi è fissato in 10 unità per un costo complessivo di circa 500 mila euro all'anno. Oltre ai dipendenti Anas con distacco sindacale un numero di un certo rilievo di dipendenti con cariche sindacali delle RSU aziendali godono di frequenti permessi retribuiti sindacali (giornalieri ed orari), quindi a carico della spesa pubblica. Alcuni sindacalisti-dipendenti ANAS in distacco sindacale godono addirittura di doppio trattamento economico (emolumento ANAS ed emolumento del sindacato confederale). Nonostante il cosiddetto "decreto Madia" che riduce del 50% i distacchi sindacali ed il monte ore nella Pubblica Amministrazione (e quindi anche in Anas Spa), non è avvenuta la riduzione prevista dalla Legge.


Autoblu

Il Presidente Ciucci, i Condirettori generali, i Direttori Centrali e Regionali e dirigenti godono di un'auto di servizio aziendale con autista dedicato. Spesso più autisti si succedono in turnazioni. Il capo relazioni esterne Anas, Giuseppe Scanni, per esempio, ha sempre avuto a disposizione più autisti ed un'auto di servizio. Attualmente i modelli a disposizione sono, tra le altre, Land Rover Freelander2 (utilizzato dai responsabili delle sedi regionali Anas), Ford Mondeo, VW Passat. I dirigenti condividono autisti e parco macchine di servizio a disposizione per ciascun ufficio centrale o periferico e società partecipate. Dopo alcune inchieste giornalistiche (Linkiesta, 4 aprile 2014) con una circolare interna datata 7 aprile 2014 il presidente Anas Spa, Pietro Ciucci, ha revocato l'assegnazione esclusiva delle "auto blu" al vertice aziendale. File:Circolare Anas 7 aprile 2014.pdf. Nel testo il Presidente ed amministratore delegato Anas Spa esorta il proprio vertice aziendale ad usare autoblu "per le sole attività di servizio", all'interno di orari di lavoro e non per "l'accompagno dalla propria abitazione", come se il management Anas non fosse consapevole che tali comportamenti profilano il reato di Peculato. Il 7 aprile 2014, stesso giorno della nota di Ciucci, per la prima volta dopo anni, se non in rarissime occasioni, il Direttore Scanni, finito nell'occhio del ciclone per l' inchiesta autoblu Anas, si è presentato nella sede di Via Monzambano senza autista.

In seguito alle inchieste giornalistiche sul caso Scanni, con una circolare interna, il Direttore delle Risorse Umane, Carlo Ranucci, ha poi redarguito personale dirigente e non sull'uso del distintivo di servizio di Polizia Stradale (paletta) e lampeggiante blu sul tetto delle auto di servizio Anas, salvo casi di reale esigenza di polizia. Lo stesso Ranucci più volte visto in passato a bordo di quelle stesse auto di servizio con lampeggiante e paletta. Non si comprende, del resto, quali frequenti esigenze di polizia stradale possa avere un capo del personale o il capo relazioni esterne di Anas Spa, tantomeno per tragitti di "accompagno a casa". Dubbi, sulle abitudini di Anas sino all'aprile del 2014, condivisi anche dal commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, e dallo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Nonostante però l'iniziale pudore di Ciucci e della sua alta dirigenza nell'uso delle autoblu (qualcuno dei manager utilizzava persino l'autobus o la bicicletta per andare in ufficio per alcune settimane successive all'aprile 2014) sembra che sia tornato tutto come prima. Almeno per il Presidente dell'Anas Ciucci che viene regolarmente accompagnato e prelevato a casa nel centro storico di Roma da una berlina scura dell'Anas con tanto di autista. Anche l'arrivo di Scanni in ufficio, al mattino, in via Monzambano, avviene quasi sempre su una berlina scura Anas con autista.


Relazioni esterne

Nel 2009 l'Anas spendeva per il budget delle relazioni esterne oltre 500 mila euro, come si legge nell'inchiesta de Il Fatto Quotidiano del 23 giugno 2010, di Daniele Martini (File:2010062316014639.pdf). Dal 2002 (anno dell'incarico di Giuseppe Scanni in Anas senza concorso pubblico e senza alcuna esperienza di rilievo nel settore, su chiamata diretta dell'allora Presidente Vincenzo Pozzi, legato personalmente a Scanni e nominato a sua volta dall'allora ministro di Forza Italia Lunardi del primo governo Berlusconi) è stata creata una enorme struttura di comunicazione a staff del Presidente Pietro Ciucci di circa 60 unità tra dirigenti funzionari autisti e impiegati, (4 dirigenti tra cui un Direttore Centrale) che "assicura la tutela e la valorizzazione dell'immagine aziendale presso gli stakeholder, attraverso la definizione e la realizzazione di piani promozionali e la gestione dei rapporti con il mondo dell'informazione e della cultura e rappresenta gli interessi e le posizioni di Anas presso Enti istituzionali e Associazioni, sia a livello europeo che nazionale e locale, mediante lo sviluppo e la gestione dei rapporti con gli interlocutori istituzionali e di settore, nel rispetto degli indirizzi definiti" (fonte Direzione Centrale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali Anas).

Pietro Ciucci e Giuseppe Scanni protagonisti della loro AnasTv
Anas si è dotata anche di una costosa struttura radiotelevisiva web Anas Broadcasting, una testata giornalistica online per le quali vengono utilizzate risorse interne ed esterne in consulenze o collaborazioni. Il 23 gennaio 2014, in piena Spending Review, con la manutenzione di strade come la E45 in emergenza per mancanza di fondi, ANAS grazie Giuseppe Scanni inaugura il suo "TG delle Infrastrutture" una televisione "on demand" (spiega Scanni nel suo inglese incerto) che costa alle casse pubbliche diverse centinaia di migliaia di euro (al contrario di quanto sostenga lo stesso Scanni). A partire dall'appalto che Anas ha dato alla ditta individuale di Carlo Mameli Affidamento dei Servizi Web TV e Radio ANAS" di circa 150 mila euro annui, sino alle "pillole di sicurezza" del pensionato Bruno Amatucci, che spiega "come attraversare la strada" Pillola di sicurezza Anas WebTv.

Un apparato mastodontico (i cui studi, presso la Sala Operativa Nazionale di via Monzambano a Roma, sono costati cifre sbalorditive) in cui si elogiano le imprese condotte dal presidente Pietro Ciucci, non mancano mai inquadrature e primi piani al caro Direttore Scanni, servizi e tematiche di dubbia attinenza con l'attività core-business della società delle strade e di cui non se ne comprende la necessità (considerati i tempi di magra delle casse pubbliche a cui attinge Anas). Vengono, inoltre, effettuate molteplici e sfarzose inaugurazioni ed eventi di rappresentanza: una struttura "Eventi" si occupa espressamente di queste attività anche con affidamenti a ditte esterne, per esempio per allestimenti di palchi, catering, hostess, etc. Nonostante l'enorme struttura di Comunicazione a disposizione di Scanni, numerosi servizi sono pagati a società esterne come campagne di comunicazione sull'Esodo estivo (brochure, claim e spot sui media, etc.) con un ulteriore aggravio di spesa pubblica. Per esempio, come rivelato da una inchiesta de Il Fatto ("Anas, 140 mila euro per fare copia e incolla" Il Fatto Quotidiano 12 giugno 2013 oppure "Anas, il sondaggio delle polemiche. Paga lo stato, incassa l'evasore" L'Espresso 17 gennaio 2014). Oppure gli oltre 16o mila euro che ANAS spende per la rassegna stampa (nonostante le 60 persone che lavorano nell'ufficio di Scanni, compresi giornalisti professionisti e pubblicisti) servizio di rassegna stampa quotidiana informatizzata

Il Direttore centrale Giuseppe Scanni a capo delle Relazioni esterne Anas Spa da oltre 12 anni oltre ad una numerosa segreteria personale (quasi tutti quadri-segretarie), fringe benefits, premi annuali per risultato, collaudi, auto di servizio Anas con autista nonostante il 7 aprile gli sia stata formalmente (ma non sostanzialmente) revocata l'autoblu esclusiva con "divieto di accompagno" da e per casa, ha a disposizione buoni taxi della Coop. 3570 di Roma (per muoversi gratis anche senza autoblu personale, che comunque usa regolarmente), una carta di credito aziendale per "spese di rappresentanza" e spese legate alle attività del suo ufficio. Considerando il costo lordo annuo di ciascun dipendente dedicato alla comunicazione ed alle relazioni istituzionali Anas (circa 60 unità, i cui emolumenti netti variano dai 1500 euro circa ai 2500 euro circa) di 3 dirigenti (dai 100 mila ai 150 mila) e del direttore centrale (oltre 250 mila annui) le sole risorse umane assegnate alle Relazioni Esterne costano allo Stato più di 2 milioni di euro all'anno. Costo a cui si deve sommare il budget assegnato ogni anno per le attività d'ufficio, i rimborsi per missione e spese del Direttore Centrale e del suo staff, incentivi, fringe benefit, WebTv, Tg Delle Infrastrutture, testata giornalistica online, consulenze, collaborazioni, etc.


Cedimenti stradali e incidenti

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Il 10 aprile 2015 un pilone dell'autostrada A19 Palermo-Catania ha ceduto tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli, in direzione del capoluogo etneo. Il caso ha innescato critiche e polemiche in quanto è accaduto a seguito di altri casi di cedimenti stradali, concentrati soprattutto in Sicilia.

Un elenco che si apre con il crollo di una porzione del viadotto Verdura il 2 febbraio 2013, lungo la statale 115 che collega Agrigento con Sciacca, in territorio di Ribera. Il ponte, allora, si squarciò a metà. Anche il 7 luglio in contrada Petrulla, in territorio di Licata (Ag), sulla statale 626 che collega Campobello di Licata, Ravanusa, Canicattì si rischiò la tragedia in quanto le carreggiate di un ponte si piegarono verso il basso a causa di un cedimento strutturale, toccando il fondo da un'altezza di quattro metri. Ma il caso più emblematico e che ha suscitato maggiore clamore è quello del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento, inaugurato alla vigilia di Natale 2014 e crollato a gennaio dopo appena una settimana. Una vicenda che ha provocato anche la reazione del premier Matteo Renzi e sul quale è in corso un'inchiesta della procura. Ai primi di marzo è stata la volta del crollo del viadotto Italia sulla Salerno Reggio Calabria, che provocato una vittima, un giovane operaio.

A gennaio, dopo il disastro siciliano, il rappresentante del Tesoro, Maria Cannata, ha dato le dimissioni dal Cda Anas. Il 24 marzo si è dimesso l'altro consigliere, Sergio Dondolini, rappresentante il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Dimissioni date per ragioni personali» dichiarò il presidente Ciucci.


Le dimissioni di Pietro Ciucci

A distanza di poco tempo arriva l'annuncio anche delle dimissioni di Pietro Ciucci [1], in ANAS da 45 anni. Nel 1996 divenne direttore generale e lo rimase fino all'estate del 2013. Dal 2006 è stato nominato presidente del Cda, nel 2011 è diventato anche Amministratore unico di Anas, nel 2013 gli sono state conferite le funzioni di Amministratore delegato. Ad aprile 2015, a seguito di un incontro avuto il Ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, l'annuncio delle dimissioni: «Il dottor Pietro Ciucci - spiega una nota Anas - ha incontrato questa mattina, presso la sede del ministero a Porta Pia, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, comunicandogli la sua intenzione di rimettere l'incarico di consigliere e di presidente di Anas a partire dall'Assemblea degli Azionisti per l'approvazione del bilancio 2014, che verrà convocata, nei termini di legge e di statuto, a metà maggio». La decisione, si legge nella nota dell'Anas, è stata presa «in segno di rispetto per il nuovo ministro al fine di favorire le più opportune decisioni in materia di governance di Anas».

Proprio la riforma della governance proposta dal governo, rimane critica nonostante dimissioni del massimo dirigente, in quanto lo stesso Ciucci negli anni ha elargito nomine creando un sistema di potere che risulterà difficile da scardinare [2]. È questa l'analisi della situazione più condivisa dai commentatori sui giornali, che descrivono il caso dell'ANAS come tra i più rappresentativi dello sperpero di risorse pubbliche per la retribuzione di manager incompetenti oppure mossi nelle proprie decisioni più da interessi clientelari che da responsabilità pubblica.

«Uno che non ha lasciato traccia se non per le sue liquidazioni» ha commentato il direttore diLibero Maurizio Belpietro che lo ha profilato in un editoriale come "un boiardo di Stato a tutto tondo, sopravvissutto grazie agli appoggi politici", da ultimo quello dell’ex ministro Maurizio Lupi, indagato nell'ambito dell'inchiesta sulle Grandi Opere. A seguito di tale inchiesta è stato arrestato un altro sostenitore di Ciucci, l’ex dirigente al ministero delle infrastrutture Ercole Incalza. Ma le relazioni di Ciucci sono legate anche e soprattutto alla struttura interna di ANAS: «Tale organizzazione, varata a seguito della prima nomina in Anas del dottor Pietro Ciucci, ha portato, inoltre, ad una proliferazione di nomine di direttori centrali per proposta dei 3 condirettori generali. Il risultato è una struttura organizzativa mastodontica ed ingessata dalle strutture afferenti alle 3 condirezioni, a loro volta controllate dal dottor Pietro Ciucci; nei fatti, l’organizzazione aziendale che si è creata all'interno di Anas Spa ha permesso al dottor Ciucci di aumentare nel tempo il proprio trattamento economico e di percepire laute indennità e liquidazioni", come scrive il senatore del Pd Stefano Filippi in una delle molte interrogazioni parlamentari che si sono succedute negli anni, senza però portare a esiti rilevanti sulla gestione dell'ente che, eppure, responsabile di un'attività di fondamentale importanza come la garanzia della sicurezza stradale a tutela dei cittadini come automobilisti, prima che contribuenti.


L'apertura anticipata del ponte per ottenere i bonus

Il viadotto Scorciavacche sulla statale 121 Palermo-Lercara Friddi è stato aperto quattro mesi di anticipo sui tempi di lavorazione previsti e a distanza di alcuni mesi sono emerse le ragioni della scelta, risultata drammatica.

La Guardia di Finanza di Palermo, è emerso da un'inchiesta pubblicata da Il fatto Quotidiano [3] , sarebbero giunti a conclusioni esplicite dopo aver sequestrato una mole notevole di documenti e mail scambiate dai vari dirigenti Anas tra loro e con le ditte costruttrici riunite nel consorzio Bolognetta (Tecnis e cooperative Cmc e Ccc). Le conclusioni, riportate dal quotidiano sono le seguenti: “L’apertura anticipata del tratto stradale oggetto del cedimento, sebbene richiesta ufficialmente dal Contraente generale (le ditte costruttrici ndr), proveniva, di fatto, da Anas Spa”. Inoltre “la tratta in argomento rientrava tra i lavori che concorrevano al conseguimento degli obiettivi aziendali e l’apertura anticipata avrebbe, verosimilmente, consentito di rispettare le previsioni di produzione fissate per l’annualità 2014 e, conseguentemente, raggiungere gli Mbo”.

Secondo i finanzieri quattro erano i dirigenti Anas più interessati di altri ad anticipare l’apertura: Stefano Liani, Michele Vigna, Claudio Bucci e Salvatore Tonti. Quest’ultimo è ancora a capo dell’Anas in Sicilia, Bucci era il responsabile dei lavori e trasferito all’Aquila, Vigna è il vice direttore delle nuove costruzioni nel Centrosud e Liani è il capo delle due direzioni "Nuove costruzioni" e "Progettazione".

Dall'indagine della Guardia di Finanza è emerso che l’apertura frettolosa del viadotto, sarebbe stata la causa principale del crollo. Tra i documenti sequestrati dalla Finanza c’è infatti anche una mail di uno dei componenti della commissione interna Anas sullo Scorciavacche, il professor Albino Lembo Fazio dell’Università Roma 3, indirizzata a Stefano Liani in cui si ammette: “I 4 mesi previsti dal programma dei lavori tra il termine del rilevato e l’inizio della costruzione della sovrastruttura stradale avrebbero probabilmente consentito di evitare quanto si è verificato”.


Luglio 2015 : la riorganizzazione societaria

A luglio 2015 ha avuto inizio la tanto attesa riorganizzazione societaria di Anas, dopo l'arrivo al vertice come Amministratore Delegato e Presidente di Gianni Armani.

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Il 21 luglio 2015 il cda dell'azienda ha approvato la nuova governance, con la soppressione delle tre Condirezioni generali e una riorganizzazione della struttura "al fine - comunica una nota - di razionalizzare le attività ed efficientare i processi industriali, nell'ottica di valorizzazione di asset e competenze, di miglioramento del servizio e con l'obiettivo di raggiungere quanto prima l'autonomia finanziaria"[4].

La gestione e il presidio dei processi principali di Anas saranno affidati a quattro direzioni: Direzione Progettazione e Realizzazione Lavori (suddivisa in Direzione Progettazione e Direzione Realizzazione Lavori), a cui è affidata la gestione degli investimenti di sviluppo della rete stradale; Direzione Esercizio e Coordinamento Territorio, con responsabilità sull’esercizio e manutenzione della rete e a cui riportano i compartimenti/direzioni territoriali; Direzione Ingegneria e Verifiche (suddivisa in Ricerca e Nuove Tecnologie, Prezzi Standard, Coordinamento Collaudi, Verifiche di Progetti e Riserve), a cui è affidato il compito di definizione e controllo degli standard di qualità dei processi di investimento e di esercizio e manutenzione; Direzione Finanza Amministrazione e Controllo (suddiviso in Finanza, Amministrazione, Pianificazione e controllo di Gestione). Seguiranno quindi gli ordini di servizio corrispondenti.


Tariffe stradali per gli investimenti

A due mesi dal proprio insediamento, il nuovo amministratore delegato Gianni Armani ha illustrato in audizione davanti alle Commissioni di Montecitorio le linee di indirizzo e le prospettive della governance dell'ANAS.

L’ingegnere Armani, già alla guida di Terna, è affiancato nel nuovo CDA da Cristiana Alicata, specializzata in ingegneria meccanica ed esponente del Partito Democratico, e Francesca Moraci, laurea in architettura e docente di urbanistica a Reggio Calabria.

Tra gli obiettivi indicati da Armani: “ Migliorare il servizio offerto e tutelare gli utenti/clienti e i soggetti che operano nel settore; imputare i costi delle infrastrutture stradali a chi fruisce del servizio e in ragione del grado di utilizzo, secondo criteri di mercato”. “Per l'autonomia finanziaria stiamo lavorando con il Governo ad un piano pluriennale di risorse non legato alle esigenze del momento. Una tariffa stradale sulla quale calcolare le risorse che permetterebbe a Anas di andare sul mercato dei capitali e allo Stato di risparmiare: non si tratterebbe di un pedaggio" ha sostenuto Armani che ha anche introdotto un piano di investimenti da 20,2 miliardi di euro da sviluppare fino al 2019.

Dei 20,2 miliardi solo un quarto sarebbe già finanziato, da cui l’esigenza di trovare nuove risorse. “Un modello tariffario – ha proseguito l’AD - prendendo a riferimento i sistemi di tariffazione per altri servizi di rete regolamentati, come energia elettrica, gas, acqua, telecomunicazioni e aeroporti, per finanziare in modo adeguato gli investimenti oggi a carico della fiscalità generale”. [5]

Benché Armani abbia sottolineato che non si tratterà di pedaggi, “imputare i costi delle infrastrutture stradali a chi fruisce del servizio” è stato tradotto dalla maggior parte dei commentatori come la previsione di aumento e/o inserimento di nuove tariffe.


Fonti e approfondimenti

Viadotto crollato, l’Anas va in tilt. Salta la prima testa, ma sulle nomine la società fa un pasticcio incredibile La Notizia Giornale, 17 gennaio 2015

Piante ornamentali, catering, web tv e radio. All’Anas un’autostrada di spese pazze. Alla faccia della spending review La Notizia Giornale, 19 dicembre 2014

Ritardi, controlli carenti, costi lievitati Raffaele Cantone dell'Autorità Anticorruzione stronca l'operato dell'Anas sulla SS640 La Sicilia, 18 dicembre 2014

Matera 2019, i ritardi Anas sull'ultima variante «SS 96». Appalto è fermo da 8 mesi Gazzetta del Mezzogiorno 22 novembre 2014

Pietro Ciucci indagato. Ma i grandi media nascondono la notizia.' L'Ultima Ribattuta 17 novembre 2014

Anas, indagato il presidente Ciucci. ‘Abuso d’ufficio per statale Maglie-Leuca' Il Fatto Quotidiano 15 novembre 2014

Appalti dell'Anas, Ciucci indagato per abuso d'ufficio Il Sole 24Ore 15 novembre 2014

Maglie-Leuca, Ciucci indagato. Il Salento rischia di perdere i fondi. Il presidente dell’Anas sotto accusa a Roma per i ritardi nell’avvio dei cantieri dell’opera Corriere della Sera 15 novembre 2014

Ciucci e i boiardi dell’Anas nel mirino Stipendi, inchieste e conflitti d’interesse La Notizia Giornale 13 novembre 2014

Donazioni di Ciucci L'Espresso 31 ottobre 2014

Dipendente Anas segnala irregolarità e finisce indagato per calunnia. Poi arrivano i Pm Il Fatto Quotidiano 31 ottobre 2014

Anas, l'ultima privatizzazione annunciata che non si farà Il Fatto Quotidiano 22 ottobre 2014

Salento, l’appalto della Statale 275 è illegittimo. Il pasticcio Anas lo pagano i cittadini Il Fatto Quotidiano 15 ottobre 2014

I sultani dell'Anas fanno festa La Notizia 10 ottobre 2014

Cantone scrive a Ciucci: anche l'Anas soggetta alla legge anticorruzione Il Sole 24 Ore 8 ottobre 2014

Anas: Pietro Ciucci, presidente e allo stesso tempo pensionato Un caso tutto italiano per l'azienda pubblica. Wall Street Italia 7 ottobre 2014

Danno erariale anche per l'Anas Il Sole 24Ore 24 luglio 2014

Anas, Ciucci non evita la maximulta Il Fatto Quotidiano 25 luglio 2014

Anas, Ciucci fuori strada, presidente e pensionato Il Fatto Quotidiano 3 agosto 2014

'La faccia dei politici' Corriere della Sera (IoDonna), 31 maggio 2014

'Binario morto per Ciucci' Libero Quotidiano, 31 maggio 2014

'Le Grandi opere che l’Italia non sa più costruire 395 cantieri mai finiti Dalla Salerno-Reggio al ponte sullo Stretto, tra tempi incerti e costi altissimi. Nel calcolo delle opere pubbliche che non sono state completate al primo posto c’è la SiciliaLe Grandi opere che l’Italia non sa più costruire: 395 cantieri mai finiti Dalla Salerno-Reggio al ponte sullo Stretto, tra tempi incerti e costi altissimi. Nel calcolo delle opere pubbliche che non sono state completate al primo posto c’è la Sicilia Corriere della Sera, 9 giugno 2014

Mose-Anas, l'incesto da 26 milioni di euro. Ciucci assume nella società pubblica il funzionario che da Venezia affidava collaudi milionari ai dirigenti Anas Il Fatto Quotidiano, 18 giugno 2014

'Anas, le auto blu e l'ufficio stampa fanno scandalo. Ma il resto?' Sole24Ore, 12 aprile 2014

'Spending Review: Spesotto (M5S), Interrogazione per conoscere motivi per cui Anas ha nominato Buoncristiano amministratore delegato Cav' AgenParl, 7 maggio 2014

'Governo: Renzi, la Salerno-Reggio Calabria e' costata piu' di una sonda spaziale' 14 maggio 2014

'Strade e poltrone, il favoloso mondo dei dirigenti Anas' 19 maggio 2014

'Nomine sui binari: chi sarà il successore di Moretti? Ferrovie: oggi possibile nomina del successore di Mauro Moretti. Tra i nomi più gettonati Michele Elia, attuale Ad di RFI, e Pietro Ciucci, attuale Presidente e Ad di Anas' Corriere della Sera, 27 maggio 2014

"Stipendi manager: La7, Corte dei Conti apre tre fascicoli" Giornale di Sicilia 15 marzo 2014

"Le Magie dell'Anas" L'Eco di Bergamo, 1 aprile 2014

"Autoblu, manager e tv. La comunicazione dorata di Anas" Linkiesta, 4 aprile 2014

"Auto blu, giro di vite all'Anas: No all'uso per motivi personali" L'Espresso, 7 aprile 2014

"Anas taglia le autoblu dopo la denuncia de Linkiesta" Linkiesta, 8 aprile 2014

"Corte dei Conti - Sezione controllo Enti - Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di ANAS S.p.A. per l’esercizio 2012" Testo della delibera n. 21/2014 e documenti allegati

'Questa è la storia del “collaudo dei collaudi' Il Gazzettino, 5 aprile 2014

"Anas, Corte dei Conti e i 35 milioni di danno erariale. Spending review e grane giudiziarie per il management. Intanto Cottarelli lavora sul dossier Anas" Linkiesta, 12 aprile 2014

"Direttiva Nomine Pubbliche" Report Rai3, 7 ottobre 2013

"Anas, 140 mila euro per fare copia e incolla" Il Fatto Quotidiano 12 giugno 2013

"Salerno-Reggio, più un miraggio che un'autostrada" L'Espresso, 20 dicembre 2013

"Anas, il sondaggio delle polemiche. Paga lo stato, incassa l'evasore" L'Espresso 17 gennaio 2014

"WebTv e sondaggi di Mannheimer, lussi da Anas" Il Fatto Quotidiano 1 febbraio 2014

"Messina, niente ponte sullo Stretto: Eurolink presenta un conto da 700 milioni di euro" Giornale di Sicilia 15 marzo 2014

"Statale 36: dopo 15 anni e 228 milioni spesi per quattro chilometri, la strada non c’è" Il Fatto Quotidiano 8 aprile 2012

"Ponte sullo Stretto, Eurolink chiederà indennizzi record per la «caducazione» del contratto La richiesta potrebbe arrivare alla cifra di 1,2 miliardi di euro Il Sole24Ore 3 marzo 2013

"Il ponte sullo Stretto è un'opera necessaria" (Pietro Ciucci) Il Fatto Quotidiano 8 maggio 2013

http://www.milanofinanza.it/news/l-anas-vara-il-nuovo-assetto-di-governance-201507211608115904

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/23/viadotto-crollato-in-sicilia-la-finanza-apertura-anticipata-per-volere-dellanas-e-verosimilmente-per-incassare-bonus/1897337/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/24/anas-il-presidente-vittorio-armani-allattacco-del-sistema-incalza/1902207/