"Nuvola di Fuksas" (Nuovo Centro Congressi, Roma)

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Il progetto

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Il Nuovo Centro Congressi di Roma (più noto come la Nuvola per via della forma) è un edificio in costruzione nel quartiere dell'EUR; progettato da Massimiliano Fuksas e avviato dalla società Condotte SpA nel 2008, destinato a ospitare oltre a convegni eventi culturali come mostre, esposizioni e spettacoli.

Il progetto è stato soprannominato la “Nuvola” perché è costituito da un grande parallelepipedo di acciaio e vetro alto 40 metri, largo 70 e lungo 175, al cui interno si trova una sala-auditorium costituita da un contenitore a forma di nuvola ricoperto da una membrana di fibra di vetro e silicone, che sembra galleggiare nella teca.

Il committente del Centro Congressi è EUR Spa, società controllata al 90% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e al 10% dal Comune di Roma.


La struttura

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La costruzione si sviluppa su un'ampiezza complessiva di circa 55 000 m² tra viale Cristoforo Colombo, viale Europa, viale Shakespeare e viale Asia.

I volumi principali del complesso sono costituiti dall'auditorium da 1850 posti (1900 m²), le sale conferenze (1.330 m² totali), il foyer dell'auditorium (3.500 m²), il forum/foyer di 5.580 m² e un'area commerciale di 3.300 m²[1].

Il progetto si sviluppa in tre organismi distinti: la parte interrata che comprende le sale auditorium/polivalenti minori, le sale meeting, il concorse (spazio che mette in comunicazione le due entrate), i servizi annessi e un parcheggio; la "teca" che ospita la cosiddetta "Nuvola", l'auditorium da 1850 posti; la "lama" un hotel di 441 stanze.


Costi

E i costi, da un inziale preventivo di 130 milioni di euro aumentato con l'appalto vinto da Condotte per 272 milioni, sono arrivati infine a 413,8 milioni, 250 dei quali sono stati effettivamente stanziati.

A luglio 2013 una lettera d'intenti del ministero dell'Economia e del Campidoglio prevedevano lo stanziamento di nuovi fondi (147 milioni), ma il denaro non è ancora stato erogato.

Così, il cantiere, di cui è stato completato il 76%, procede a rilento con l'impiego di meno di cento operai al giorno ritenuti insufficienti per portare avanti la mega struttura di ferro e vetro.


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"Contiamo che i nostri azionisti stanzino i fondi entro dicembre, almeno una parte - dichiarava Pierluigi Borghini, presidente di Eur spa - Poi, da qui al 2016, speriamo di avere tutte le risorse".

Anche il sindaco Marino durante la rituale visita con caschetto da lavoro e fotografi e cronisti a seguito si era detto ottimista: "Sarà uno dei punti di forza del nuovo skyline cittadino - ha commentato il sindaco - È un grande esperimento di architettura urbana, una sintesi tra classicità e soluzioni sperimentali". Il sindaco auspica inoltre che il nuovo centro congressi diventi "il più importante d'Europa" citando alcuni dati: "I grandi congressi internazionali possono richiamare anche 1015mila persone per ogni evento e solo nel 2011 Roma ha ospitato 91 congressi internazionali, 23 più di Milano, ma meno di altre città europee capofila del turismo congressuale". [1]


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Mancanza di fondi

Nel giugno 1998 il comune di Roma e l'allora Ente Eur indissero un concorso internazionale per la progettazione del nuovo Centro Congressi Italia. La giuria, presieduta da Norman Foster, proclamò il 16 febbraio del 2000 vincitore Massimiliano Fuksas.

La posa della prima pietra risale all'11 dicembre 2007, alla presenza dello stesso architetto Massimiliano Fuksas e di diverse autorità tra le quali l'allora sindaco di Roma Walter Veltroni.

A causa delle criticità di bilancio del Comune di Roma (http://wikispesa.costodellostato.it/Comune_di_Roma:_indebitamento_e_disavanzo_strutturale_annuo ) i lavori rischiavano fin dagli inizi di essere interrotti ma il governo stanziò tramite la legge di stabilità un prestito di 100 milioni di euro da restituire in 30 anni per mantenere aperti i cantieri.

I lavori sono però proseguiti a rilento a causa di ritardi operativi nella programmazione, allarmi per buchi di bilancio, varianti del progetto, intoppi burocratici e indagini giudiziarie sulla dirigenza di Eur Spa che ha portato all'arresto dell'ex amministratore delegato di Eur spa, Riccardo Mancini, per reati relativi alla gestione dei filobus, seguito poco dopo alle dimissioni di Massimo Varazzani, succeduto proprio a Mancini, dopo appena un mese.

Ad Aprile 2013 un ulteriore posticipazione dell'inaugurazione, dal 2011 al 2015 per l'inizio di Expo, ma a condizione di trovare 170 milioni di euro, avvertiva Pierluigi Borghini, il presidente dell'ente partecipato al 90% dal Tesoro e al 10% dal Comune, "altrimenti i lavori si fermeranno e non si potrà completare l'opera".

Anche l'hotel La Lama, l'albergo di lusso da 439 stanze, è ancora incompiuto perché mancano 18 milioni. "Abbiamo recentemente bandito un invito a manifestare interesse per la gestione della struttura alberghiera - spiega Borghini - ricevendo risposta da 6 grandi operatori, di cui uno italiano e cinque internazionali. A dicembre faremo partire una procedura selettiva per la vendita, con l'obiettivo di incassare circa 120 milioni".

Ma gli interessati rimangono in attesa di rassicurazioni sul futuro del centro congressi, condizionale al modello di business dell'hotel, che al momento affaccia su una distesa di macerie.


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2014: mancano 100 milioni

A dicembre 2014, nonostante i fondi ricevuti dal governo, i milioni necessari per terminare l'opera sono 100, e non arriveranno dalle banche.

Il 14 ottobre Intesa Sanpaolo, mandataria delle banche che concessero 190 milioni ad Eur Spa, ha infatti scritto una lettera alla società Condotte Spa: “Non abbiamo ancora evidenza dell’adempimento di quanto previsto dalla clausola 15.48 (la vendita dell’albergo, di fianco alla Nuvola, ndr ), non ci risulta siano stati resi operativi gli strumenti e le soluzioni prospettate dalle normative sopra citate, né ancora deliberato e tantomeno eseguito il prospettato aumento di capitale sociale della società”. Da qui l’avvertimento: “Le disponibilità finanziarie ulteriori, citate nella clausola 15.48, non potranno provenire dal sistema bancario e dai finanziatori, che ribadiscono la propria indisponibilità in merito”. [2]


La denuncia del Codacons

ll Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti chiedendo di aprire un'indagine sui ritardi e i rincari che l'opera ha accumulato nel tempo. Alle denuncia è stato allegato un video a cura di Codacons Tv, il canale televisivo dell'associazione, che riassume le vicende che in sette anni hanno portato a sprechi, appalti reiterati ed errori ritenuti ingiustificabili.

L'associazione denuncia che "Il Nuovo Centro Congressi, la "Nuvola", è in costruzione ormai dal 2007 ma la data di consegna continua a slittare pericolosamente. Lo stesso Massimiliano Fuksas dubita che si riesca a terminarlo entro la fine del 2015, ultima scadenza fissata. E, come se non bastasse, nessuno pare intenzionato ad acquistare la "Lama", il lussuoso hotel 4 stelle luxury che fiancheggia la "Teca" ma affaccia su un panorama di macerie degne di Beirut [...]. In particolare abbiamo chiesto di verificare se siano ravvisabili in merito alla realizzazione della Nuvola fatti penalmente rilevanti a carico di soggetti, privati o istituzionali, e dei soggetti addetti all'attività di controllo e sicurezza, e di accertare eventuali sprechi di soldi pubblici a danno della collettività, individuandone i responsabili". [3]


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Lo scontro Fuksas - Eur Spa

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Eur Spa attribuisce all'architetto progettista dell'opera parte delle responsabilità relativi ai ritardi che sarebbero dovuti a varianti apportate al progetto dallo stesso Fuksas provocando il dilatamento dei tempi e l'aumento dei costi, tanto che l'architetto è stato sollevato dal suo incarico e invitato a collaborare gratuitamente per il completamento dei lavori: “Fuksas dato che è una persona ricca, ed è stato pagato profumatamente, sia magnanimo e lavori gratis. Io non voglio sforare con il budget, io voglio che sia ricordata come la prima opera pubblica senza costi aggiuntivi” ha dichiarato l'amministratore delegato di Eur Spa. [4]


“Mi hanno fatto fuori, forse perché vogliono avere mano libera sull’opera”, dichiara l’archistar Massimiliano Fuksas, che intervistato sull'eventualità di interrompere la collaborazione, replica: “Togliere la mia firma? Ci sto pensando, vedremo come proseguono i lavori, se la stravolgono, è possibile”.

“Non sarà mai pronta nel 2015 - avverte Fuksas - ci vorranno almeno quattro anni per fare gli interni, fare l’interno è complesso, l’azienda non è grado di farlo. Ribadisco: mi vogliono fuori per farla il prima possibile e male”. E ancora: “Resterà ‘l’incompiuta’, in Italia si iniziano le opere senza soldi e man mano si cercano il denaro”. Amareggiato, conclude: “Questa storia finirà in tribunale come ogni cosa in Italia, ci sono stati troppi inghippi fin dall’inizio”

All'attribuzione da parte di Eur Spa delle responsabilità relative ai ritardi ricondotte dalla società alle varianti volute dall'architetto, Fuksas risponde che “Io non ho cambiato nulla, non sono le mie stramberie che hanno allungato i tempi, volevano delle cucine in un’area deposito, sapevo che il cambiamento d’uso avrebbe comportato anni di attesa prima dell’approvazione, ma ho firmato perché volevo che il progetto andasse avanti, hanno voluto ritardare i lavori” [...] “E’ facile scaricare la colpa su Fuksas, ma io vado avanti con il mio lavoro all’estero, mi dispiace soltanto avere perso tempo e soldi dietro questo progetto”. L’architetto auspica infine un intervento da parte del presidente del consiglio Matteo Renzi (Pd): “Ci vorrebbe un commissario governativo. E’ un bene dello Stato”. [5].


Dicembre 2014: Eur Spa a rischio fallimento

I ritardi nella realizzazione della Nuvola non hanno consentito all'Ente Eur la vendita dell'hotel “La Lama” che avrebbe dovuto rimpinguare le casse della società. Sommato al fallimento dell'operazione di riqualificazione del “Velodromo”, il mancato incasso ha portato ad una esposizione bancaria superiore al capitale sociale. A questo punto si delineano due possibilità: o il fallimento o la ricapitalizzazione dell'ente partecipato al 90% dal ministero dell'economia.

Il Consiglio di Amministrazione di Eur SpA ha deliberato la richiesta di ammissione al concordato in bianco al Tribunale di Roma. La decisione è stata presa dopo l'Assemblea Straordinaria del 9 dicembre e dell'incontro con il Ministero dell'Economia e delle Finanze da cui è emerso l'orientamento sulla strategia da tenere: la procedura concorsuale cautelerà la società, che dovrà predisporre, entro almeno 60 giorni, con eventuale proroga concessa dal giudice preposto, un piano di ristrutturazione.

"La richiesta di concordato in bianco ci consente di prendere tempo. In questo modo, per quattro mesi non saremo aggrediti dai fornitori - spiega il presidente di Eur spa Pierluigi Borghini - L'assemblea dei soci ha deciso di percorrere la strada del concordato che ci consente uno stand-by per avere il tempo di elaborare un piano di ristrutturazione individuando le soluzioni migliori”.

L’organo amministrativo resterà in carica e per tutti gli atti di straordinaria amministrazione sarà affiancato da un commissario giudiziale nominato dal Tribunale. Il piano dovrà individuare le possibili soluzioni per dare continuità alla sua funzione costitutiva ed al completamento delle opere in corso.


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Fonti

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/11/04/news/nuvola_degli_sprechi_tra_varianti_e_rincari_la_corte_dei_conti_indaga_sull_incompiuta-99688155/

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/10/27/news/nuvola_di_fuksas-99140334/

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/03/27/nuvola-lira-di-fuksas-sto-pensando-di-togliere-firma-allopera-restera-incompiuta/271555/

http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/nuvola-fuksas-incompiuta-litaliana-costi-lievitano-altri-170-mln-1729450/

http://www.la7.it/laria-che-tira/video/all%E2%80%9A%C3%84%C3%B4eur-quattro-opere-incompiute-in-500-metri-18-03-2014-128546

http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW543590&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

http://www.affaritaliani.it/roma/nuvola-fallisce-eur-spa-comune-e-mef-nei-guai-11122014.html