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Regione Sicilia - Bilancio 2014
Il caso politico-mediatico sulle presunte intercettazioni che hanno coinvolto Il Presidente della Sicilia Crocetta, ha oscurato l'allarmante situazione finanziaria che emerge dalla relazione sul rendiconto generale pubblicata dalla Corte dei conti.

La relazione rivela che tutti i saldi di bilancio presentano consistenti valori negativi e il risultato di amministrazione contabilizza un cospicuo disavanzo finanziario tra i fondi regionali. Le entrate complessive della Regione sono scese del 10% passando da 19,7 miliardi a 17,6 miliardi, a fronte di spese complessive impegnate che aumentano fino a 19,9 miliardi, rispetto ai 18,4 miliardi del 2013. Continua inoltre a gravare il peso della spesa corrente che vale l'82% dell'intero bilancio. Nessun intervento, seppur più volte annunciato, è stato rivolto alla grande criticità, nota come "stipendificio siciliano", del costo del personale (938 milioni).

Il debito è cresciuto del 32,53% e la Corte dei conti ha sottolineato come i mutui siano ormai “un’indispensabile fonte di finanziamento della Regione senza che, tuttavia, sia sufficientemente dimostrata, nel medio e nel lungo periodo, la sostenibilità del debito”. Una considerazione che tradotta in previsione, sulla base del passato recente e meno recente della gestione regionale, suggerisce la direzione del default


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ANAS Spa
Dopo l'arrivo al vertice di Gianni Armani come Ad e Presidente ha avuto inizio l'attesa riorganizzazione societaria di Anas. Il 21 luglio scorso il Cda dell'azienda ha approvato la nuova governance, con la soppressione delle tre Condirezioni generali e una riorganizzazione di tutta la struttura "al fine - comunica una nota - di razionalizzare le attività ed efficientare i processi industriali, nell'ottica di valorizzazione di asset e competenze, di miglioramento del servizio e con l'obiettivo di raggiungere quanto prima l'autonomia finanziaria".

Non sarà però semplice porre rimedio alle inefficienze lasciate in eredità dalla vecchia amministrazione, ancora al centro delle cronache proprio per le conseguenze delle ultime scelte.

Il crollo del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento dopo una sola settimana dalla sua inaugurazione, emerso da un'indagine della Guardia di Finanza di Palermo, è stato causato dall'apertura anticipata del tratto, al fine di far percepire alla dirigenza i bonus aziendali che altrimenti non sarebbero scattati


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Ospedale San Pio, San Bartolomeo in Galdo (Benevento)
È l'opera incompiuta più antica d'Italia: avviata nel 1958, localizzata in Val Fortore nella provincia di Benevento, è costata 24 milioni di euro.

La struttura non è stata utilizzata come servizio sanitario ma è servita per promuovere la carriera nel settore di quasi cento dipendenti, assunti per poi essere trasferiti, oltre che sfruttata dalla politica come serbatoio di voti ai quali non è mai corrisposto il mantenimento delle promesse: l'ospedale infatti non ha mai aperto.

Al 2015 non è stato infatti attivato nemmeno il pronto soccorso, richiesto a più riprese dalla comunità locale per garantire il servizio nei casi di gravi emergenze, per le quali occorre invece raggiungere Benevento ad un'ora e trenta circa di distanza, come mezzo secolo fa, quando venne iniziata l'opera


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Regione Lombardia - Difensore Regionale (Ex Difensore Civico)
Il Difensore Regionale è un’autorità pubblica indipendente incaricato di tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini, anche come "Garante dei contribuenti", contro i casi di "cattiva amministrazione" della Regione Lombardia e delle amministrazioni pubbliche di sua competenza. Ma da chi viene nominato? Dallo stesso Consiglio regionale che dovrebbe controllare.

L'ultima azione contro la Regione? Per salvaguardare il mantenimento del proprio vitalizio. Il Difensore Regionale ed ex consigliere Donato Giordano ha infatti fatto ricorso alla Corte dei Conti contro la legge regionale che sancisce la retroattività del vitalizio dei consiglieri regionali. La Corte non solo ha respinto il ricorso, ma ha emesso una sentenza che potrebbe avere conseguenze anche per i vitalizi di almeno altri 68 ex consiglieri regionali: «non risulta in alcun modo irrazionale, anzi concretamente virtuosa stante l’attuale situazione della finanza pubblica, la ratio della legge regionale in questione».

In Lombardia i vitalizi degli ex consiglieri costano 150 milioni di euro, rispetto ai 36 di contributi effettivamente versati
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