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INPS: costi per immobili
Il sistema pensionistico rappresenta nel suo complesso uno dei più maggiori costi strutturali dell'Italia, a partire da quelli infrastrutturali dell'ente previdenziale nazionale: se si considera la "sola" spesa per immobili, l'Inps costa 250 milioni di euro all'anno.

L'istituto di previdenza ha 700 sedi proprie e 25.440 tra palazzi, appartamenti e negozi destinati alla vendita o alla locazione e nonostante un patrimonio immobiliare dal valore che ammonta a 3,2 miliardi (che non produce utili ma perdite) spende 120 milioni in affitti.

Il passivo è arrivato così a 655 milioni senza che ancora nessun bene sia stato venduto. È stata avanzata una proposta dal commissario Tiziano Treu ma è stata bocciata dal Consiglio di Vigilanza che ha bloccato ogni operazione in mancanza di un piano degli investimenti e disinvestimenti dell’Inps


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Vitalizi: spese nazionali e regionali
I Presidenti di Camera e Senato hanno approvato la delibera che abolisce i vitalizi per i parlamentari condannati per reati gravi come quello per mafia.

Grasso e Boldrini si erano già resi portavoce della petizione popolare che ha poi portato proprio alla delibera. Comprensibilmente l'iniziativa ha ottenuto una forte partecipazione online tramite la piattaforma Change.org facendo leva sull'indignazione dei cittadini, tuttavia, in tal modo formulata, assume che i vitalizi dei politici sui quali non gravano condanne sono accettabili. A prescindere dal giudizio morale, i vitalizi, il quale costo è aumentato nel 2014, non sono accettabili perché i conti pubblici non sono più in grado di reggerli, specialmente quelli regionali.

Ci sono persino Regioni in cui le uscite per pagare i vitalizi agli ex consiglieri (o agli eredi) superano il costo dei consiglieri in carica. In Veneto, per esempio, servono 11,2 milioni per erogare i 226 vitalizi, compresi quelli di reversibilità, contro i 9,1 milioni per le indennità dei consiglieri attivi


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Minimetrò di Perugia
Concepita come soluzione ai problemi della viabilità cittadina e inaugurata il 29 gennaio 2008, la linea del Minimetrò di Perugia, che collega la periferia Ovest del capoluogo umbro con il centro storico, a distanza di sei anni è ancora aperta la discussione sulla sua utilità. Mentre non è in discussione il suo costo di mantenimento, da più parti considerato insostenibile, soprattutto dalla maggioranza dei cittadini secondo un sondaggio online del Corriere dell'Umbria e ribadita in una lettera aperta rivolta all'amministrazione. La risposta è stata "taglieremo gli sprechi ma non il servizio". Ma i conti, registrati su WikiSpesa, continuano a non tornare e a gravare sul bilancio

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Tav Verona-Padova
Rimarrà incompiuta? Il governo ha voluto dare un segnale in senso opposto con lo stanziamento delle prime risorse per avviare i cantieri. I fondi resi disponibili, 459 milioni, coprono però il solo 7,5% del costo complessivo previsto. Il timore è quello ricorrente in casi come questi non nuovi nella progettazione delle grandi opere: anche dovessero partire i lavori, potrebbero non arrivare i soldi per completarli. L'opera, sebbene i costi per le altre tratte tra Milano, Verona e Venezia siano quadruplicati rispetto alla spesa preventivata, è fortemente richiesta dagli industriali del Veneto che hanno rivolto una proposta di project financing, in attesa di risposta dal governo
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