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Ferrovie locali: sprechi e gestione clientelare in Ferrovie Sud Est, Ferrovie Appulo Lucane, Ferrovie Nord.
Mentre si diffonde la notizia di un piano d'acquisizione di una delle aziende pubbliche più indebitate del trasporto pubblico locale, Atac, da parte Ferrovie dello Stato, emergono casi di spreco e gestione clientelare che riguardano le ferrovie locali da Nord a Sud: le Ferrovie Sud Est hanno accumulato debiti per 311 milioni e dopo essere state commissariate ne hanno ricevuti 70 dal Governo per avviare un piano di rientro, le Ferrovie Appulo Lucane sono oggetto di un'indagine che ha evidenziato un sistema di favoritismi e sprechi per milioni di euro, mentre in Lombardia sono stati sperperati 430 mila euro che hanno portato all'estromissione del Presidente della società Ferrovie Nord Milano.

Secondo Marco Ponti, professore di Economia al Politecnico di Milano ed ex consulente per i trasporti della Banca Mondiale «Queste società sono una follia gestionale: nessuno dice che il problema principale è che ci sono troppi pochi viaggiatori. Invece di viaggiare con 80 treni al giorno si accontentano di 20 per tenerle in vita, è antieconomico. C’è poi il paradosso lombardo dove i passeggeri ci sono ma la società Trenord, controllata dalla Regione Lombardia e da Trenitalia, approfitta del monopolio e ottiene pure il prolungamento della concessione. Il contrario esatto del libero mercato».

Al libero mercato viene così prediletta una gestione inefficiente e clientelare, come nel caso di Fal Srl il cui Presidente Matteo Colamussi ha difeso la propria gestione affermando che «Questo tipo di incarichi si chiamano fiduciari non a caso. Bisogna scegliere gente di cui ci si fida e io ho grande stima professionale della moglie del mio amico Nuccio Altieri. Ma questo non significa che io abbia fatto qualcosa che non dovevo e che fosse contro la legge».


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Universiadi Napoli 2019
Come deciso il 5 marzo scorso a Bruxelles l'edizione del 2019 delle Universiadi sarà ospitata da Napoli.

Il costo previsto per l'organizzazione della manifestazione è di 200 milioni di euro dei quali il Presidente di Regione Vincenzo De Luca ha sbloccato i primi 20, annunciando: "Ristruttureremo impianti a Napoli e in tutta la regione, ci sarà un'occasione di rilancio mondiale per la città". All'annuncio di De Luca ha fatto seguito quello del Sindaco di Napoli: "É la prova evidente che la città di Napoli sia ritornata in testa a livello internazionale, sia per quanto riguarda la credibilità che la capacità attrattiva di eventi importanti".

I dati storici sulle manifestazioni sportive svoltesi in Italia fanno presagire uno scenario differente, con il rischio di costi consuntivi ben oltre il budget iniziale per opere destinate a divenire inutili subito dopo la fine dell'evento.


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Pubblica Amministrazione - Debiti verso i fornitori
Secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero dell’economia (agosto 2015), di 7 miliardi di euro stanziati lo Stato ne ha effettivamente pagati 5780 milioni; di 33.189 delle Regioni, ne sono stati pagati 23.312; di 16.100 degli enti locali, 9.593. In totale, 38.685 milioni su 56.289.

E gli altri? In parte, è il caso di molte Regioni, i soldi messi a disposizione per pagare i creditori sono stati invece utilizzati per affrontare nuove spese o coprire il pregresso disavanzo di amministrazione; in parte il processo di pagamento è nuovamente rallentato, fa sapere una nota informativa l'Associazione fra le Società Italiane per Azioni.

Resta quindi ancora da saldare il 31% delle risorse stanziate da più di due anni, mentre, presumibilmente, nuovi debiti vengono contratti.


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Regione Lazio - Tfr dipendenti
Una nota sui "Problemi interpretativi nella quantificazione dell’Indennità di fine servizio" consegnatagli dal capo del personale ha lasciato sorpreso il presidente dell’Arsial (l’Agenzia regionale del Lazio per lo sviluppo dell’agricoltura) Antonio Rosati. Rosati ha infatti realizzato che l'Arsial ha pagato ai dipendenti liquidazioni sproporzionate e ha quindi rivolto una richiesta di chiarimenti all’Inps. Nel frattempo, ulteriori ricerche condotte dall'agenzia hanno portato a un risultato che ha una portata più ampia del solo caso di Arsial e riguarda l'intera Regione: dal 1979 tutti i dipendenti della Regione Lazio che vanno in pensione percepiscono una liquidazione superiore a quelle degli altri lavoratori italiani, sia del settore privato che pubblico.

Nel 2002 la Regione abrogò la legge regionale che aveva istituito i privilegi, per poi reintrodurli in forza di un semplice regolamento.

A luglio 2015 la "riscoperta" dell'anomalia e un nuovo regolamento, che non la elimina ma ridimensiona (il Tfr rimane vantaggioso rispetto alla media italiana), introducendo una norma espressamente volta a proteggere i dipendenti da eventuali misure retroattive di risarcimento, persino a garanzia di chi ha ottenuto anticipazioni sulle liquidazioni future ancora da maturare.


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