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Montesarchio (Benevento): “l’ascensore nella roccia”
Nonostante il nome che gli è stato affibbiato, il caso dell’”ascensore nella roccia” di Montesarchio ha poco di fiabesco, anche se molta fantasia deve aver portato a progettare una grande cabina

all’interno di un buco cementificio profondo cinquanta metri scavato nella roccia che avrebbe dovuto collegare il centro storico al piazzale della Torre di Montesarchio, sede del Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino. L’opera è stata finanziata da fondi statali ed europei ed in parte dallo scambio con i rifiuti avvenuto con la Regione Campania durante l’emergenza rifiuti dalla quale il Comune ricevette un indennizzo di di circa sei milioni di euro. Risulta quindi alto anche il costo-opportunità dato che si trattava di una cifra rilevante per un paese di 13.518 abitanti che sarebbe potuta essere impiegata per interventi più urgenti, data anche una situazione finanziaria critica del Comune. Ad oggi, dopo sei anni dall’avvio dei lavori e a due dalla interruzione, Montevarchi si ritrova così con un’opera inutile, o meglio con un buco, che non può tappare: se rinunciasse a ultimare l’opera, oltre ai fondi necessari per ripristinare lo scavo, il Comune dovrebbe infatti restituire allo Stato e all’Unione Europea l’equivalente dei costi sostenuti per i lavori finora realizzati per bucare la roccia.

L’”ascensore nella roccia” si dovrà fare, e la nuova amministrazione deve ora farsene carico cercando di non fare un secondo buco, nel bilancio comunale.


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Metropolitana Linea C Roma
Tra varianti, arbitrati, riserve e contenziosi il risultato è la metropolitana più costosa del mondo e l'opera pubblica italiana più costosa del dopoguerra.

Nel 2001 il progetto prevedeva per la realizzazione dell'opera il costo complessivo di 1 miliardo e 925 milioni (da delibera Cipe), cresciuti a 2 miliardi 600 milioni nel 2006 al momento della stipula del contratto con Metro C Spa, successivamente lievitati a 3 miliardi e 739 milioni (2016). Il costo chilometrico risulta così circa il doppio rispetto ai costi europei, compresi fra i 120 e 150 milioni di euro. Costi che potrebbero lievitare ancora sia a causa dei ritrovamenti archeologici (per ultimo una caserma d'epoca Romana che si estende per metà della superficie che prevista dal progetto, come è stato possibile non scoprirlo prima?), sia come conseguenza dei contenziosi aperti.

In sintesi: Roma metropolitane ha fatto causa al proprio azionista, il Comune di Roma, rivendicando 45 milioni. Il consorzio Metro C ha fatto causa a Roma Metropolitane, chiedendo circa 350 milioni. Ed all’interno di Roma Metropolitane il presidente Omodeo Salè ha denunciato per diffamazione il collegio sindacale, che a sua volta ha denunciato il presidente alla Corte dei conti per danno erariale.


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Digitalizzazione della PA: spesa per l'ICT
La spesa pubblica viene spesso giustificata dai governi chiamando in causa gli "investimenti strategici". Così avviene per la spesa per la digitalizzazione della PA: ma qual è la strategia degli investimenti in questione e come vengono misurati i risultati?

Il Direttore generale dell'Agid (Agenzia per l'Italia Digitale) ha annunciato che sarà reso pubblico tra marzo e giugno un primo piano strategico con indicazioni precise (era previsto nello statuto dell'Agenzia - datato 2013 - ma al 2016 non ancora realizzato).

I ritardi nella digitalizzazione della PA comportano nel frattempo alti costi-opportunità: si stima che una maggior digitalizzazione della Pubblica Amministrazione consentirebbe di ottenere risparmi, a regime, tra i 25 e i 31 miliardi di euro l’anno, dei quali 6,9 miliardi potrebbero essere risparmiati già nel breve termine nella sola Sanità.


{{Box_Home_Singola_Notizia_Img_Dx |Immagine=Ferrovie-dello-stato.jpg |Titolo= Ferrovie locali: sprechi e gestione clientelare in Ferrovie Sud Est, Ferrovie Appulo Lucane, Ferrovie Nord. |Testo= Mentre si diffonde la notizia di un piano d'acquisizione di una delle aziende pubbliche più indebitate del trasporto pubblico locale, Atac, da parte Ferrovie dello Stato, emergono casi di spreco e gestione clientelare che riguardano le ferrovie locali da Nord a Sud: le Ferrovie Sud Est hanno accumulato debiti per 311 milioni e dopo essere state commissariate ne hanno ricevuti 70 dal Governo per avviare un piano di rientro, le Ferrovie Appulo Lucane sono oggetto di un'indagine che ha evidenziato un sistema di favoritismi e sprechi per milioni di euro, mentre in Lombardia sono stati sperperati 430 mila euro che hanno portato all'estromissione del Presidente della società Ferrovie Nord Milano. Secondo Marco Ponti, professore di Economia al Politecnico di Milano ed ex consulente per i trasporti della Banca Mondiale «Queste società sono una follia gestionale: nessuno dice che il problema principale è che ci sono troppi pochi viaggiatori. Invece di viaggiare con 80 treni al giorno si accontentano di 20 per tenerle in vita, è antieconomico. C’è poi il paradosso lombardo dove i passeggeri ci sono ma la società Trenord, controllata dalla Regione Lombardia e da Trenitalia, approfitta del monopolio e ottiene pure il prolungamento della concessione. Il contrario esatto del libero mercato».

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