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Pubblica Amministrazione - Debiti verso i fornitori
Secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero dell’economia (agosto 2015), di 7 miliardi di euro stanziati lo Stato ne ha effettivamente pagati 5780 milioni; di 33.189 delle Regioni, ne sono stati pagati 23.312; di 16.100 degli enti locali, 9.593. In totale, 38.685 milioni su 56.289.

E gli altri? In parte, è il caso di molte Regioni, i soldi messi a disposizione per pagare i creditori sono stati invece utilizzati per affrontare nuove spese o coprire il pregresso disavanzo di amministrazione; in parte il processo di pagamento è nuovamente rallentato, fa sapere una nota informativa l'Associazione fra le Società Italiane per Azioni.

Resta quindi ancora da saldare il 31% delle risorse stanziate da più di due anni, mentre, presumibilmente, nuovi debiti vengono contratti.


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Comune di Roma - Patrimonio Immobiliare: Caso "Affittopoli"
Per affittare uffici e appartamenti destinati ad uso abitativo e gestire il patrimonio immobiliare di proprietà comunale, il Campidoglio spende 138,9 milioni di euro, incassando invece 27,1 milioni di canoni per i propri beni affittati ai privati: perdita netta di 111,8 milioni l’anno, quaranta euro all'anno per ogni cittadino, oltre un miliardo di euro negli ultimi dieci anni. Nonostante La situazione finanziaria di Roma sia notoriamente critica (http://www.wikispesa.it/Comune_di_Roma:_indebitamento_e_disavanzo_strutturale_annuo ), il caso "Affittopoli" resta irrisolto: centinaia di immobili nel centro di Roma rimangono affittati per pochi euro (o persino pochi centesimi di euro) a fortunati cittadini che si è scoperto subaffittano il bene a prezzo di mercato oppure persino lo vendono pur non essendo di loro proprietà lasciando l'alloggio a nuovi occupanti, i quali rimangono indisturbati senza alcun controllo, in alcuni casi "ereditando" il bene di generazione in generazione.


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Società Partecipate: costi di gestione e perdite annuali
Il numero esatto non è chiaro nemmeno al Governo. Cresciute a dismisura, risulta invece evidente il loro peso sul bilancio dello Stato (26 miliardi annui è la stima). I due decreti in discussioni in queste ore in Parlamento introdurranno delle novità per ridurlo? In modo strutturale?

Il testo unico sulle società a partecipazione pubblica si limita in verità a reiterare la legislazione precedente, quindi la relativa inefficacia. Anche il testo unico in materia di servizi pubblici di interesse economico generale ha un carattere prevalentemente ricognitivo delle norme già esistenti, ma contiene anche alcune previsioni per una potenziale riduzione del perimetro d’intervento dello Stato e della pubblica amministrazione. Nell'ultima versione del decreto P.a. approvata dalla Ragioneria di Stato è stato però inserito l'Allegato A che esonera alcune società da alcune norme per il primo anno della riforma: si tratta di

Anas, Eur spa, Coni Servizi, Invimit e l'Istituto poligrafico dello Stato, le quali voci dedicate su WikiSpesa verranno quindi aggiornate costantemente verificando le ragioni e gli effetti dell'esclusione riservata alle citate società.


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Regione Lazio - Tfr dipendenti
Una nota sui "Problemi interpretativi nella quantificazione dell’Indennità di fine servizio" consegnatagli dal capo del personale ha lasciato sorpreso il presidente dell’Arsial (l’Agenzia regionale del Lazio per lo sviluppo dell’agricoltura) Antonio Rosati. Rosati ha infatti realizzato che l'Arsial ha pagato ai dipendenti liquidazioni sproporzionate e ha quindi rivolto una richiesta di chiarimenti all’Inps. Nel frattempo, ulteriori ricerche condotte dall'agenzia hanno portato a un risultato che ha una portata più ampia del solo caso di Arsial e riguarda l'intera Regione: dal 1979 tutti i dipendenti della Regione Lazio che vanno in pensione percepiscono una liquidazione superiore a quelle degli altri lavoratori italiani, sia del settore privato che pubblico.

Nel 2002 la Regione abrogò la legge regionale che aveva istituito i privilegi, per poi reintrodurli in forza di un semplice regolamento.

A luglio 2015 la "riscoperta" dell'anomalia e un nuovo regolamento, che non la elimina ma ridimensiona (il Tfr rimane vantaggioso rispetto alla media italiana), introducendo una norma espressamente volta a proteggere i dipendenti da eventuali misure retroattive di risarcimento, persino a garanzia di chi ha ottenuto anticipazioni sulle liquidazioni future ancora da maturare.


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