Le funzioni non tariffate

Da WikiSpesa.
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Le “funzioni non tariffate” sono fondi che la Regione assegna ad Asl e ospedali per finanziare, ad esempio, la ricerca, la didattica universitaria, la riabilitazione e le prestazioni di emergenza. L’ammontare annuo, erogato in base al rispetto di parametri teoricamente i più oggettivi possibile, è stabilito da una delibera regionale.

Nel caso lombardo, l’ultima è la no. IX / 2132 del 4 agosto 2011 dove, per il 2010, veniva stanziata una somma pari a 994.735.036 euro. Rispetto al 2009, si prevedeva inoltre che l’incremento delle risorse, per le singole strutture accreditate o per l’ente gestore di più strutture, non fosse superiore alla soglia del 40%. Complessivamente, il budget per le funzioni non tariffate tra il 2007 e il 2010 è stato sempre attorno a un miliardo di euro annui.

Per questi fondi possono esistere margini di discrezionalità di cui, secondo l’opinione diffusa, hanno beneficiato soprattutto i privati, sebbene in realtà non siano state utilizzate dalla Lombardia per premiare gli ospedali privati, ma ne abbiano beneficiato principalmente strutture pubbliche e, in misura minore, i privati non profit. Se, infatti, si considera la ripartizione delle prestazioni non tariffate, due dati emergono chiaramente:

1) sono stati soprattutto (in misura pari all’80% in media tra il 2003 e il 2010) i soggetti pubblici i veri beneficiari di tali fondi;

2) nel privato, quasi il 40% del totale è stato assorbito da due sole realtà non profit. Tale percentuale sale a circa il 48% se si considerano i fondi assegnati sulla base dei criteri della legge Daccò.

Quindi, il caso delle funzioni non tariffate non deve portare a conclusioni affrettate che condannano il ruolo dei privati e del modello sanitario lombardo nel complesso, ma piuttosto dovrebbe indurre riflessioni in merito alla necessità di introdurre quanto più possibile anche in questo settore i meccanismi di mercato, che tendono a premiare, attraverso la ricerca dei profitti e la responsabilizzazione in caso di errori e fallimenti, l’efficienza e la trasparenza [1].