Enti pubblici - "Enti inutili"

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Enti pubblici

Un ente pubblico, nell'ordinamento giuridico italiano, è una persona giuridica creata secondo norme di diritto pubblico, attraverso la quale la pubblica amministrazione svolge funzioni amministrative. Gli enti pubblici devono quindi svolgere una funzione di pubblico interesse, ossia, teoricamente, di interesse generale.

Per quanto quest'ultima condizione possa essere valutata con parametri di utilità sociale differenti talvolta discordanti, è diffusa nell'opinione pubblica, trasversale nella stampa oltre che ammessa da esponenti della politica, l'inutilità pubblica delle funzioni di una parte consistente degli enti pubblici, che costituisce un costo rilevante per la collettività.

È una questione annosa la presenza degli enti noti come inutili tanto che lo stesso termine "enti inutili" è divenuto una categoria di spesa pubblica citata in modo ricorrente in prossimità degli interventi di revisione della spesa pubblica che però mai ne hanno decretato l'abolizione se non per pochi casi. Precisamente sono stati 49 (su circa 1000 individuati) gli enti inutili soppressi e in tutti i casi mediante specifica norma di legge che ne ha disposto la soppressione mentre non risultano casi di abolizione conseguente al procedimento di riordino previsto dalla normativa "taglia-enti" introdotta con legge del 2008 [1]


Enti inutili: quanti sono e quanto costano

Un primo censimento risale al 1998, quando il Parlamento, per iniziativa di Raffaele Costa, individuò prima 500 e poi 1000 Enti inutili, quindi da cancellare.

Fu l' ex ministro dell' Economia Giulio Tremonti a riaprire la questione: si scoprì che tra considerando la totalità degli enti locali (Regioni, Province, Comuni, Municipi e circoscrizioni) nominati alla presidenza di Enti ed aziende pubbliche, veniva raggiunta la cifra di un milione e duecentomila persone.

Le risorse inutili avrebbero un costo di 10 miliardi di euro secondo il Codacons, che ha stimato in circa 500 il numero delle strutture inutili, tra cui venivano citate tra le altre la Fondazione centro studi transfrontaliero del Comelico e Sappada, il Centro di documentazione di storia della psichiatria in Emilia Romagna e l’Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele III.

L’Italia, si legge in una nota dello studio del Codacons, conta «il non invidiabile record europeo di paese con il più elevato numero di enti assolutamente inutili». Carlo Rienzi, presidente dell’associazione ha rivolto quindi un appello al presidente del consiglio, Matteo Renzi, «affinché intervenga tagliando questa inaccettabile zavorra».

Diversi enti stati chiusi e poi riaperti con un nome diverso. L’Ente nazionale della montagna ha cambiato ragione sociale in Istituto nazionale della montagna e il costo della struttura è stimato di 490mila euro all’anno. Tra gli enti sfuggiti alla chiusura, oppure inizialmente chiusi e poi riaperti, lo stesso Codacons segnala l’ Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo, Istituto per lo sviluppo agroalimentare, l’ Ente nazionale per il microcredito, l’Arcus e l’Enit.

Anche il governo Monti aveva censito 500 enti inutili, ma è stata L'Unione delle Province d'Italia a contribuire ad una stima più inclusiva e dettagliata di enti di "improbabile" utilità, al fine di indirizzare la politica dei tagli verso enti diversi dalle stesse province [1].

Secondo la stima dell'Unione delle Province d'Italia, confermata da calcoli anche di giornalisti economici come Marco Cobianchi, gli enti inutili ammonterebbero fino a 3127 per un costo di 7 miliardi di euro (le stime differiscono specialmente nel calcolo del numero di strutture rispetto allo studio del Codacons e ciò a conferma dell'intricata situazione).

Molti governi e in modo trasversale agli schieramenti politici hanno affermato di voler cancellare tali strutture, accertandone pubblicamente l’inutilità; promesse il più delle volte disattese.

Dal 2008 – anno del decreto legge 112 che avrebbe dovuto accelerare il taglio degli enti inutili–, sono appena 49 gli enti soppressi o accorpati. Il governo Monti ne ha cancellati 37, accorpando ad esempio Isvap e Covip in un nuovo istituto di vigilanza sulle assicurazioni e il risparmio previdenziale (l’Ivarp), chiudendo l'Ente per il microcredito, l’Associazione Luzzatti, la Fondazione Valore Italia e Arcus Spa, le cui funzioni sono state assorbite dai ministeri vigilanti.

Gli accorpamenti di maggior rilevanza hanno riguardato l’Agenzia del territorio e i Monopoli di Stato, che sono stati fusi, rispettivamente, con l’Agenzia delle entrate e con quella delle dogane. Il processo di abolizione oltre ad aver riguardato solo un numero esiguo di Enti, è risultato inoltre vanificato in alcuni casi da meccanismi quali la procedura per la cancellazione seguita da una riorganizzazione, oppure tramite il solo cambiamento del nome o facendo affidamento sul ricorso al Tar e al Consiglio di Stato per congelare la pratica.

L’Ente nazionale della montagna, per esempio, le cui funzioni si sovrappongono a quelle offerte dalle numerose comunità montane (http://www.wikispesa.it/Comunit%C3%A0_Montane) sembrava destinato a una definitiva eliminazione, tuttavia la mobilitazione di esponenti politici di diversi schieramenti ha ottenuto che l'Ente Nazionale della Montagna diventasse Istituto nazionale della montagna per un costo del salvataggio di 490mila euro l’anno.

Resistono Enti che destano particolare scalpore per la loro lontanissima origine e la loro anacronistica funzione, ereditati persino dal passato monarchico e fascista, tra i quali l’Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele III, varato nel 1907, per assistere gli ufficiali delle Forze armate e della Finanza con i loro familiari; l’Ente per il patronato pro-ciechi intitolato alla Regina Margherita e l’Istituto nazionale dei ciechi creato da Vittorio Emanuele II; L'Opera nazionale dei figli degli aviatori; l’Opera nazionale per la maternità e l’infanzia dei fanciulli; l'Opera nazionale combattenti.

Si registrano poi sprechi campanilistici come l'istituto per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere o l'Istituto storico per l'identità della lingua dei ladini; o ancora Enti come il Centro piemontese per gli studi africani e l'ente campano per lo studio dei materiali plastici per i poteri di difesa della corrosione.


Le tipologie di ente

Il giornalista Antonio Parisi ha dedicato un libero alla questione: «Enti inutili. La rapina agli italiani di cui si sa e si parla troppo poco» che spiega la genesi di quello che viene definito il «Moloch dello Stato e dei suoi enti». Enti, aziende e agenzie, scrive l’autore, «il cui numero è quasi immenso», tanto da non avere nemmeno la certezza di quanti siano. Un «autentico esercito di cavallette che, assiso su una inestricabile giungla di poltrone, ha creato in oltre un trentennio uno spaventoso buco nei conti pubblici del Paese».

La classificazione condotta dall'autore va dal generale generale, quindi dagli «enti sottoposti al controllo della ragioneria generale dello Stato alle aziende controllate dal ministero dell' Economia fino agli organismi e alle società di tutte le regioni italiane. Andando più nello specifico si trovano gli «enti sottoposti alla Tesoreria unica», cui seguono quelli «soggetti alle misure di razionalizzazione». Poi gli «enti pubblici ed economici», quindi quelli «pubblici sottoposti al controllo della Corte dei Conti». Vengono inoltre trattati gli enti i cui bilanci «vanno annessi agli stati di previsione della spesa dei ministeri» e quindi di quelli allegati «alle leggi di bilancio e di stabilità».

A proposito di Legge di Stabilità, quella varata a ottobre 2015 non presenta ancora una volta un intervento strutturale volto all'abbattimento dei costi degli enti inutili.

Enti in liquidazione da decenni

Il susseguirsi di leggi che hanno modificato le modalità di individuazione e di gestione degli enti da liquidare, la mancata informatizzazione delle procedure, la farraginosità delle procedure di liquidazione hanno fatto sì che enti inutili individuati da decenni abbiano resistito a ogni tentativo di taglio. Sopprimere un ente non significa chiuderlo, ma comporta un passaggio intermedio, che è la liquidazione e che può durare molti anni, anche decenni.

È il caso della Lati, Linee Aeree Transcontinentali Italiane, fondata l’11 settembre 1939 per avere un collegamento postale veloce con l’America meridionale, e rimasta in liquidazione per cinquanta anni a causa della definizione del contenzioso tra l’Italia e il Brasile sulla proprietà di alcuni terreni della società, oppure dell’Unione edilizia nazionale, durata della liquidazione: 1928 - 1998 [2].


L'Iged: l'ente inutile per la liquidazione degli enti inutili

Per velocizzare il processo di liquidazione degli enti inutili era stato creato un ente, l'Iged (http://www.wikispesa.it/Iged_(Ispettorato_generale_per_la_liquidazione_di_enti_disciolti) ) che però è diventato esso stesso inutile.

La funzione dell'"Ispettorato generale per la liquidazione di enti disciolti" consisteva nella gestione delle procedure di abolizione e scioglimento degli enti inutili. La funzione è stata esercitata, a ritmi blandi, concludendo nel 2002 la liquidazione di 701 degli 827 individuati nel 1956. Dal 2006 è in fase di "auto-soppressione ": un processo lungo e costoso.

Uno studio della Confesercenti ha rilevato che l'Iged, con quattordici uffici, quattordici dirigenti e un centinaio di funzionari costava allo Stato circa 50 milioni di euro l'anno.

Secondo un calcolo della Corte dei conti, l’Iged è costato invece, a partire dal 2000, 99 milioni e 581mila euro.

Il personale è stato ridotto, dal 2000 al 2006, da 224 dipendenti a 85. In quell’anno ne venne deciso lo scioglimento ma l'ente non è stato di fatto sciolto, bensì inglobato nell’Ispettorato generale di Finanza, dove continuano a lavorare alcune decine di dipendenti. Le gestioni liquidatorie e dei contenziosi degli enti disciolti sono quindi passate sotto il controllo dell’Igf e della Fintecna.


Fonti

http://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/CPtagliaen02.htm

http://www.ilgiornale.it/news/sprechi-stato-ecco-lente-pi-inutile.html

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=3859

http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Strumenti/Riferiment/D-M-/DM30-4-2007.pdf

http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/La-Ragione/Organigram/IGF/

http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_centrale_controllo_amm_stato/2007/delibera_18_2007_g_relazione.pdf

http://www.entilocali.ilsole24ore.com/art/amministratori-e-organi/2012-06-29/province-lettera-aperta-premier-125702.php?uuid=AbSyN6zF

http://www.iltempo.it/cronache/2015/06/30/ecco-l-idrovora-degli-enti-succhiasoldi-il-dossier-inutili-quasi-inutili-o-da-razionalizzare-nati-per-assumere-ogni-anno-costano-venti-miliardi-leggete-l-elenco-e-scoprite-quanti-servono-davvero-1.1431948

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11834558/Altroche-spending-review--ecco-quanto.html

http://www.corriere.it/economia/15_aprile_06/codacons-500-enti-inutili-ci-costano-10-miliardi-come-manovra-9230769e-dc4c-11e4-83c6-bcc83638beb8.shtml

http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2015/03/22/tutela-gondoliere-sviluppo-ippico-mld-all-anno-per-enti-inutili-commissario-sfoga-chiudeteci-video_YmTmOhHhIJABPmCWDqmcMM.html

http://www.nonsprecare.it/enti-inutili-in-italia-elenco-costo

http://www.economy2050.it/enti-pubblici-italia/